Economia

Il vino, essenza prelibata

Le origini sono talmente antiche da affondare le radici nella leggenda

Le origini del vino sono talmente antiche da affondare le radici nella leggenda. Alcuni fanno risalire addirittura le origini della vite ad Adamo ed Eva, dicendo che il frutto proibito del Paradiso Terrestre fosse la succolenta uva e non la anonima mela. Altri raccontano di Noè che inventò il vino e portò in salvo sull’arca, salvandola dal diluvio, anche la vite A questo proposito interessante la popolare filastrocca “Viva Noè che inventò la vigna, a chi non piace il vin venga la tigna” ancora più bella in vernacolo. Venendo a tempi più recenti si dice che la vite sia originaria dell’India e nel terzo millenio a.c. si sia diffusa nel Mediterraneo attraverso l’Asia A noi è noto che la cultura della vite fosse praticata in Armenia (Mesopotamia) tra i fiumi Tigri ed Eufrate, terra dei cereali e laboratorio della fermentazione per il pane e le bevande euforizzanti (vino e birra) dai tempi in cui l’uomo si fermò dal nomadismo, con la nascita dell’agricoltura Il vino è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione dell’uva che è il prodotto della vite Il nome deriva dal latino vinum, greco voinos, ebraico yayin, armeno gini I più antichi reperti archeologici relativi alla coltivazione sono stati trovati in riva al Mar Caspio, Mar Nero in particolare in attuale Iran Su un’anfora ritrovata nella stanza funeraria dei Faraoni con residui di vino, alcuni geroglifici Egizi del 2500 a.c. danno notizie precise su provenienza, produttore e annata Dall’Egitto la vite si diffonde a Ebrei, Arabi e Greci Questi ultimi dedicarono al vino persino una divinità Dionisio figlio di Zeus e Semele molto chiassoso chiamato anche Bacco (dal greco chiassoso) Prprio i Greci nelle loro migrazioni, portarono la vite verso l’Europa In Italia presso i Sabini e gli Etruschi per giungere alla Campania e alla Pianura Padana Roma guardò il vino con un certo sospetto, che presto si trasformerà in amore, sino a diffonderlo in tutto l’impero e inserire Bacco tra i propri dei dopo averne conosciute le proprietà battericide. Conoscevano ed apprezzavano i pregi sino a inserirlo come bevanda per i legionari. Plutarco racconta che Cesare lo usava con convinzione e lo distribuiva ai soldati per combttere le infezioni alimentari, dissenteria (molti batteri nel vino non sopravvivono) I Romani producevano vino alcolico e per renderlo più gradevole dovevano allungarlo, con acqua e aggiungere miele e spezie I Celti invece producevano vini leggeri e dissetanti ed usavano conservarli in botti di legno, mentre i romani usavno otri Il vino ha sempre avuto notevole importanza nei riti religiosi Egizi, Ebraici, Greci e Cristiani ( nel sacramento Eucaristico rappresenta il sangue di Cristo) Con la caduta dell’Impero Romano il vino fu accusato di favorire piaceri effimeri e di diminuire il controllo Con l’avvento dell’Islam 800/1400 p.c. la viticultura fu messa al bando Furono monaci Ebraici a continuare la produzione in maniera clandestina ad uso di riti religiosi Sarà il Rinascimento a ridare letteratura e prestigio al vino Nel XVIII secolo poi si affina l’arte delle botti, delle bottiglie, dei tappi per la conservazione e il trasporto favorendone il commercio e uso Nel secolo successivo , si consolidano e ampliano produzione e qualità del vino in Occidente, infatti ai contadini si affiancano gli enologi Nel 1866 Pasteur in un suo libro “Etude sur le vin” scrive che è una bevanda igienica e salutare Anche oggi recenti studi hanno dimostrato che modiche quantità a pasto (due bicchieri per gli uomini e uno per le donne) hanno effetti positivi sul sistema cardiocircolatorio, infatti pare agisca sull colesterolo grazie al tanino Il vino si produce da vitis vinifera o incroci con vitis labrusca o rupestris (americana o fragola o isabella provenienti dal Missouri USA più, resistente alla filossera) La diversità e la qualità dipendono dal vitigno, dal terreno, dal clima e esposizione solare Il vino fermentato almeno per 12 mesi in botti di legno prende il nome di brandy

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