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PSICOLOGI PRIMA DELLA PSICOLOGIA (Parte I)

Brevi considerazioni sulla storia della psicologia, dalle origini a Wundt

 

Nello scorso numero della rubrica Liberamente, ho scritto di Wilhelm Wundt, padre della psicologia moderna. Molti lettori mi hanno inviato email, in cui la domanda era:

Oltre Dante Alighieri, quali altri autori possono essere considerati precursori della psicologia?

La domanda è davvero interessante. Molti avranno giustamente pensato che bisogna rivolgersi a chi abbia trattato tematiche filosofiche. Probabilmente impiegherò più di un numero della rubrica per effettuare Un semplice panoramica su questo tema.

La psicologia nasce con il primo uomo, cavernicolo o abitante delle foreste. Se si presta attenzione ai dipinti rupestri della grotta di Lascaux (Francia 14.000 ani A.C) ci si può accorgere quanto fosse importante già allora comunicare, il che implica un emittente ed un destinatario: una vera e propria attività psicologica, di tipo complesso.

Ho deciso di tralasciare le religioni e le teorie psicologiche in esse espresse dall’antico oriente. Come è ben noto le religioni orientali sono pregne di teorie psicologiche, ma la distanza culturale e l’aver ricevuto pratiche “annacquate! (almeno in occidente) ne complica la trattazione.

Sia gli antichi sistemi di pensiero orientale, sia quelli appartenenti all’occidente (egizio, ebraico, greco) ritenevano che la sede delle emozioni, quindi della “psiche” fosse il cuore.

I filosofi greci, in quanto amanti della sapienza si interessarono all’uomo. Nell’antichità è sorprendente il contributo fornito da Ippocrate, il quale effettuò studi neurologici, nel suo delle ferite al capo trae la conclusione che il cervello sia l’organo più potente del corpo. Nel male sacrom il padre della medicina si occupò dell’epilessia, che egli ritenne una malattia neurologica.

Tra i precursori degli psicologi vanno sicurante inseriti i sofisti, Socrate, Platone e Aristotele.

Senza dilungarmi troppo direi che la lettura dei dialoghi Platonici sia un buon esercizio per chiunque voglia occuparsi di psicologia. Lo scritto De anima di Aristotele è di un’attualità davvero notevole. Sappiamo quanto Aristotele sia stato eccellente maestro, non solo di Alessandro Magno, ma anche di Teofrasto, il quale nel suo De Sensu ha scritto il primo trattato sula percezione.

Erasistrato ha distinto tra pneuma vitale presente nel cuore e pneuma psichico con sede nel cervello. Nel descrivere l’azione dei muscoli del pneuma vitale egli ah formulato per la prima volta la descrizione di quello che è il riflesso motorio (teoria ripresa da Galeno, oggi confermata).

Compiendo un notevole salto temporale passeremo all’antica Roma. Ho già scritto di Apuleio e della sua favola Cupido e Psiche contenuta nell’asino d’oro. In questo periodo storico sono tantissimi gli autori che si occupano di psicologia. Le opere di Cicerone sono sicuramente consigliate. Quale miglior luogo per uno psicologo se non i tribunali e la vera vita vissuta all’epoca della Repubblica. Altro notevole psicologo è stato

Nello scorso numero della rubrica Liberamente, ho scritto di Wilhelm Wundt, padre della psicologia moderna. Molti lettori mi hanno inviato email, in cui la domanda era:

Oltre Dante Alighieri, quali altri autori possono essere considerati precursori della psicologia?

La domanda è davvero interessante. Molti avranno giustamente pensato che bisogna rivolgersi a chi abbia trattato tematiche filosofiche. Probabilmente impiegherò più di un numero della rubrica per effettuare Un semplice panoramica su questo tema.

La psicologia nasce con il primo uomo, cavernicolo o abitante delle foreste. Se si presta attenzione ai dipinti rupestri della grotta di Lascaux (Francia 14.000 ani A.C) ci si può accorgere quanto fosse importante già allora comunicare, il che implica un emittente ed un destinatario: una vera e propria attività psicologica, d itipo complesso.

Ho deciso di tralasciare le religioni e le teorie psicologiche in esse espresse dall’antico oriente. Come è ben noto le religioni orientali sono pregne di teorie psicologiche, ma la distanza culturale e l’aver ricevuto pratiche “annacuate! (alemno in occidente) ne complica la trattazione.

Sia gli antichi sistemi di pensiero orientale, sia quelli appartenenti all’occidente (egizio, ebraico, greco) ritenevano che la sede delle emozioni, quindi della “psiche” fosse il cuore.

I filosofi greci, in quanto amanti della sapienza si interessarono all’uomo. Nell’antichità è sorprendente il contributo fornito da Ippocrate, il quale effettuò studi neurologici, nel suo delle ferite al capo trae la conclusione che il cervello sia l’organo più potente del corpo. Nel male sacrom il padre della medicina si occupò dell’epilessia, che egli ritenne una malattia neurologica.

Tra i precursori degli psicologi vanno sicurante inseriti i sofisti, Socrate, Platone e Aristotele.

Senza dilungarmi troppo direi che la lettura dei dialoghi Platonici sia un buon esercizio per chiunque voglia preoccuparsi di psicologia. Lo scritto De anima di Aristotele è di un’attualità davvero notevole. Sappiamo quanto Aristotele sia stato eccellente maestro, non solo di Alessandro Magno, ma anche di Teofrasto, il quale nel suo De Sensu ha scritto il primo trattato sula percezione.

Erasistrato ha distinto tra pneuma vitale presente nel cuore e pneuma psichico con sede nel cervello. Nel descrivere l’azione dei muscoli del pneuma vitale egli ah formulato per la prima volta la descrizione di quello che è il riflesso motorio (teoria ripresa da Galeno, oggi confermata).

Compiendo un notevole salto temporale passeremo all’antica Roma. Ho già scritto di Apuleio e della sua favola Cupido e Psiche contenuta nell’asino d’oro. In questo periodo storico sono tantissimi gli autori che si occupano di psicologia. Le opere di Cicerone sono sicuramente consigliate. Quale miglior luogo per uno psicologo se non i tribunali e la vera vita vissuta all’epoca della Repubblica. Altor notevole psicologo dell’antichità è stato Giulio Cesare, il quale aveva capito l’arte delle propaganda (specie di se stesso) ed anche i meccanismi della paura “Terrorizza enormemente di più ciò che non si conosce rispetto a ciò che si conosce” De Bello Civili. Rimanendo nel periodo di Roma non si possono trascurare gli scritti di Seneca e di Marco Aurelio, anch’essi abili psicologi. Sempre riguardo a tematiche inerenti l’antica Roma sono da leggere il Giulio Cesare di William Shakespeare e Le memorie di Adriano di Marguerite Yuorcenar. Gli autori sono successivi all’epoca romana, ma sono entrambi letture intrise di contenuti psicologici.

In questo numero abbiamo brevemente trattato (solamente) alcuni precursori della psicologia nell’antichità. Proseguiremo nei prossimi numeri.

Chi avesse domande, consigli, suggerimenti può scrivere all’indirizzo email: liberamenteeco@gmail.coml

 

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