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L’Italia di Mancini parte bene ed il rinnovo non può più attendere

Ancora un’altra bella vittoria per iniziare al meglio il cammino nelle qualificazioni ai Mondiali del 2022 in Qatar e per ribadire un fatto: l’Italia, quella vera, è tornata e ha ripreso a sognare e a far sognare i propri tifosi. E il principale artefice di questo primo successo è senza dubbio Roberto Mancini. I meriti del ct nella rinascita azzurra sono innegabili, soprattutto se si pensa alle condizioni in cui prese le redini della Nazionale nel 2018: distrutta, depressa dopo il fallimento contro la Svezia e la mancata partecipazione ai Mondiali di Russia. Mancini ha raccolto i cocci e ha ridisegnato il nuovo progetto, trovando la formula vincente.Partendo, prima di tutto dallo spirito d’appartenenza: “Tutti i giocatori vogliono andare in Nazionale, l’ambiente è magico, stare qui ti rigenera”, ha ribadito Chiellini alla vigilia dell’Irlanda del Nord, un concetto espresso a più riprese da tutti i giocatori che negli ultimi due anni hanno fatto parte del gruppo azzurro. La Svezia è una ferita ancora aperta e che solo la partecipazione ai prossimi Mondiali potrà lenire, ma la depressione non è più di casa a Coverciano: morale alle stelle, che diventa scintilla per tenere sempre alte tensione agonistica e concentrazione nonostante i mesi di distanza tra un raduno e l’altro e una situazione, data dalla pandemia, che può privare di pedine chiave da un momento all’altro.Spirito ok, ma la grande forza della nuova Italia è un’identità tecnica e tattica ben definita, che permette di mantenere gli stessi standard di rendimento pur variando gli interpreti, fattore necessario soprattutto in questa sosta visti i tre impegni ravvicinati. La Nazionale palleggia e tiene il controllo del gioco, ma sa anche adattarsi alle situazioni e vincere soffrendo, anche in maniera più ‘sporca’. Per fare un esempio, anche dopo la vittoria contro l’Irlanda del Nord (2 a 0 con reti di Berardi e Immobile) Mancini ha sottolineato come la decantata costruzione dal basso non sia un diktat assoluto, ma possa essere abbandonata per far correre la palla in avanti ed eludere così il pressing avversario. Bella e concreta, non sono un caso dunque il filotto di risultati utili consecutivi (l’Italia non perde dal 10 settembre 2018, 1-0 Portogallo nella fase a gironi della Nations League) e l’imbattibilità casalinga nelle prime 15 partite casalinghe da ct per Mancini, impresa riuscita prima solo ad altri due mostri sacri della panchina azzurra come Bearzot e Lippi. Avanti tutta dunque e con il ” Mancio” al comando.

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