Cultura e Musica

Educare ai valori con il gioco

Curiosando in alcuni scaffali di supermercati, nelle parti dedicate allo svago dei bambini, ho scorto con soddisfazione quanto le aziende produttrici di giocattoli e di libri, per infanzia e adolescenza, si stiano muovendo nel verso giusto, ovvero, oltre ai già citati modelli di Barbie che seguono sia gli aspetti positivi sia negativi della nostra epoca, molti libri, sia da leggere sia da colorare, ad esempio con una penna definita magica, hanno come oggetto le imprese, non per forza di grandi dimensioni e di personaggi gloriosi, a noi irraggiungibili, ma di uomini e donne di qualsiasi rango ed età. Questo messaggio significa molto per il bambino che si accinge ad aprire quel libro, poiché esso rappresenterà una fonte di domande, cui il genitore o un altro educatore dovrà rispondere, cercando di formarne una mente aperta al mondo attuale, Una collana, in particolare, illustra brevemente, per cogliere nel segno, le biografie di donne, che, sin dalle epoche più remote, hanno saputo sconfiggere quegli schemi maschilisti da sempre esistiti e accentuati, fino a prima della rivoluzione innescata nel 1968. Le donne sono al pari degli uomini e possono dimostrare le medesime capacità, sia negli studi sia nel lavoro; nel secondo caso, alcune mansioni, in cui occorre molta forza, il maschio, in media, è più abile della femmina, ma anche in questo caso non mancano le eccezioni.

Quello che si vuole inculcare nelle giovani menti non è un segno di superiorità, ovvero un femminismo con accezione negativa, ma spiegare quante lotte sono state e vengono combattute da donne più grandi di loro e che, purtroppo, forse, toccherà anche alle bambine du oggi, poiché cambaire una mentalità non è un passaggio immediato.

I bambini possono già dimostrare atteggiamenti discriminatori sin dalla scuola primaria: prima, sarebbe più complesso farli ragionare, ma, nella scuola primaria, quando il cervello sa elaborare alcune sensazioni, essi vanno educati al rispetto della parità. Non devono esistere etichette, quindi non giochi da maschi e da femmine: saranno i bambini stessi a chiederli, nella loro maniera più spontanea.

Si discute molto sul disegno di legge ZAN: prima di arrivare a questo, il Governo dovrebbe pensare che, prima di maschi e femmine, siamo persone, con un’anima che gioisce e soffre, e con non accetta distinzioni, solo per il suo genere, ma pretende il rispetto nella sua dignità.

 

 

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