Attualità

Il bullismo continua ad imperversare prendendosi gioco di tutti.

Tante parole, ma pochi fatti.

È proprio vero che in Italia facciamo molte, troppe parole,e pochi fatti! Fede ne è il triste e impunito modo del “bullismo”che continua a fare le sue vittime fra molti giovani costretti a subire ogni sopruso e ogni angheria senza che, verso i loro persecutori siano presi i giusti provvedimenti disciplinari. Il mondo della scuola è certamente quello ove il bullismo cresce e prolifica fra incuranza e l’accettazione di coloro che dovrebbero essere i primi a denunciare quanto accade sotto i loro occhi. Troppi sono gli insegnanti che, pur vedendo e sapendo, per quieto vivere o per noncuranza stanno zitti e nulla fanno per impedire che i bulli molestano gli altri compagni. Insegnanti, solo di nome, ma che farebbero meglio a cambiare mestiere o ad essere cacciati a pedate dall’insegnamento. Ma, per l’ amor del cielo, non facciamo di tutta l’erba un fascio e non mettiamo sul banco degli imputati solo e soltanto gli insegnanti la cui maggioranza svolge con la massima serietà il suo lavoro, oggi sempre più difficile ed ancora mal retribuito dallo stato. Sotto accusa vanno messe le famiglie ed i genitori dei bulli che spesso, sanno ed accettano il comportamento dei loro figli, come se il loro comportamento fosse normale o frutto della sola loro “esuberanza giovanile.” Alla faccia dell’esuberanza.! A me sembra “mini delinquenza”!. Ma sotto accusa e sul banco degli imputati ci metterei per primo il nostro governo e le sue istituzioni incapaci di far fronte a questo disagio dilagante e sempre più in aumento, non fornendo ancora leggi e norme capaci di colpire alla radice chi si macchia di questa che, io considero una vera e propria infamia. Leggi ancora troppo permissive e non in grado di rendere giustizia ai ragazzi che subiscono danni fisici morali e psicologici. Ma il bullismo non si limita al mondo della scuola: lo vediamo agire nel mondo del lavoro, fra persone più mature d’ età o nel mondo dello sport ove dirigenti ed allenatori di bassa tacca, fanno finta di non vedere o di non accorgersi di quanto accade sotto i loro occhi. Persone che, una volta appurate le loro responsabilità, andrebbero allontanate dall’ambiente sportivo: ambiente che dovrebbe garantire i giovani pieno appoggio e considerazione. Un bullismo che uccide la crescita e la personalità dei ragazzi vittime dei loro persecutori, che meriterebbero, anche se minorenni, di essere chiusi in riformatori duri e severi per tutto il periodo necessario, con le loro famiglie che dovrebbero essere costrette a pagare in solido le carognate e le malvagità dei propri figli. L’Italia vuole, chiede e pretende, leggi molto più dure e severe, basta con pressapochismo o il perbenismo, basta con le inutile  chiacchiere o i sermoni dei pedagogisti che non servono ad un fico secco di niente!. Basta col dare fiducia a chi non la merita!. Servono giudici meno comprensivi e più castigati.! Il bullismo è un vero e proprio cancro della nostra società che, va estirpato a difesa e tutela dei nostri giovani.

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