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Riflessione del politologo Franco Astengo sulla festa del 2 giugno

Il significato profondo di ciò che accadde il 2 giugno 1946 rimane quello di rappresentare il punto di snodo decisivo della nostra vita democratica: momento conclusivo della Resistenza e di principio per il progetto della Costituzione.

La nascita della Repubblica Italiana ha rappresentato un evento preciso e datato, e occorre studiarlo valorizzando il fatto che si trattò di una scelta affidata direttamente alle elettrici e agli elettori, dopo lunghi anni in cui gli uomini non avevano esercitato il diritto di voto e le donne non erano mai state chiamate alle urne.

La valutazione circa il valore della scelta referendaria va quindi inserita, oggi a 75 anni di distanza,

in un contesto ampio dando maggior rilievo di quanto non ne sia stato dato in precedenza agli aspetti istituzionali legati allo strumento usato del referendum.

Una memoria da non disperdere e un monito per l’oggi nel momento in cui si tende a spezzare quel dato costitutivo di una cittadinanza politicamente attiva per ridurla a un servizio passivo di semplice indiscriminata raccolta del consenso ed emarginare, politicamente e socialmente, quanti intendono opporsi a questo progetto autoritario, tecnocratico, di mera riduzione nel rapporto tra politica e società.

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