Cronaca

ERANO GLI ANNI OTTANTA…E, OGGI, LA SCUOLA DI VERRUA PO DEVE PROSEGUIRE

Non è necessario essere la diretta interessata a un problema, che riguarda la propria comunità o una questione esterna. Il desiderio di esporre la mia idea, nonché la vicinanza a questi dieci genitori preoccupati, deriva da ricordi indimenticabili: scatti fotografici e, non sono in senso metaforico, che riguardano il triennio 1999-2002. Ecco, all’epoca, sono stata alunna della scuola media Edoardo Palli, sezione staccata di Bressana Bottarone e, a distanza di diciannove anni, mentre seguo, come sostegno allo studio, i ragazzi che la stanno frequentando ora, mi sembra di essere fra quei banchi, davanti a quella lavagna e a chiacchierare, con le mie compagne, in quell’enorme entrata, che, oggi, non aspetta più solo gli adolescenti, ma anche i bambini della scuola primaria.

Molto è cambiato da allora: a partire dal programma stesso. Noi avevamo appena imparato a utilizzare il computer fisso, con l’enciclopedia su CD-ROM. Oggi, questo appare già molto arcaico e mi ritrovo a spiegare termini che, fino a qualche anno fa, erano ricorrenti, soprattutto “per noi giovani”.

Da pochi giorni, i genitori della futura prima media sono stati informati dalla Preside che, se non si raggiungerà il numero minimo di 18 iscritti, la classe non potrà essere formata e gli studenti, di cui la maggior parte ha già stretto un legame sin dai tempi della materna, si ritrova a doversi separare, in una fascia di età ancora molto fanciullesca, ma al tempo stesso dei primi cambiamenti, senza dimenticare i vari “traumi” subiti, durante le privazioni nella fase più contagiosa del COVID-19.

Un’ulteriore riflessione è che la mancanza di una classe crei un’immagine distorta della professionalità della scuola e, in futuro, qualche altra famiglia potrebbe decidere iscrivere i propri figli in altre, del plesso o distaccate anche a livello burocratico.

Come compaesani e quasi tutti ex-alunni di questo, appena restaurato, edificio, siamo anche disponibile a una raccolta di firme o a qualche altro modo per far comprendere quanto la Legge sia importante, ma se vi fosse la possibilità, molti altri fattori non sarebbero meno rilevanti.

La scuola non è solo un dovere, ma anche un diritto e, considerando i docenti volenterosi e il materiale presente, rendiamolo un diritto piacevole.

Segue ora la dettagliata mail che i genitori dell’attuale quinta di Verrua Po hanno inviato alla presidenza, con l’elenco dei molteplici aspetti svantaggiosi, non solo per loro stessi e i loro figli, come può sembrare ovvio, ma anche per un istituto sorto nel 1982 e, da allora, sempre aperto all’innovazione.

Siamo 10 famiglie dell’attuale classe quinta elementare (classe prima media anno scolastico 2021/2022) del plesso scolastico di Verrua Po (PV) facente parte dell’Istituto Comprensivo di Bressana Bottarone e Vi sottoponiamo alcune questioni originate da riflessioni e confronti comuni, che riteniamo di notevole importanza.

La questione, ad alcuni di Voi già nota, riguarda il possibile trasferimento della classe prima media da Verrua Po verso la Sede di Bressana Bottarone causa l’attuale esiguo numero di iscritti (11). Riteniamo questa scelta da rigettare sotto ogni punto di vista. Consci delle linee-guida e delle nuove esigenze dettate dall’emergenza che ci ha visti tutti coinvolti nell’ultimo anno e mezzo, riteniamo che questo spostamento potrebbe essere dannoso sia  per i soggetti più deboli (sono presenti 3 bambini che necessitano di sostegno) sia per gli altri compagni , molto legati al territorio e alla Scuola stessa che frequentano da quattro anni e, non comprenderebbero le esigenze di trasferimento solo della propria classe a Bressana, ma lo vivrebbero come un’ allontanamento dai propri amici, dai propri fratelli, dalla propria realtà , dalla propria comunità.

Ogni bambino in età scolastica ha subito un trauma a causa della didattica a distanza e della situazione di emergenza prodotta dal COVID 19, trauma che non gli ha permesso di compiere un percorso scolastico in piena serenità. Iniziare un nuovo anno scolastico per una prima media con uno spostamento di sede significa per loro veder sparire un luogo familiare, un luogo sicuro e le attività non sarebbero più le stesse, i bambini vivrebbero questo distacco con difficoltà, un trauma che potrebbe ripercuotersi negativamente sul loro normale sviluppo emotivo e di apprendimento.

Questa è una scuola di paese, ma pochi anni fa, nel 2017, è stata ristrutturata e messa a norma seconde le ultime disposizioni vigenti per  evitare che, andando altrove, si perdesse  il contatto con la propria comunità, e la comunità stessa perdesse molto.

Un’ultima osservazione, ma non meno importante: riteniamo  il mantenimento della classe a Verrua di minor impatto economico per le famiglie. Bambini che oggi vanno a scuola a piedi si ritroverebbero a dover affrontare un piccolo, ma grande e inutile viaggio ed, in caso di emergenza, non essendoci alcun mezzo pubblico che collega il paese di Bressana con Verrua Po e Rea, il recupero degli stessi diventerebbe difficoltoso e di non facile ed immediata realizzazione.

Inoltre si necessiterebbe l’attivazione di un ulteriore servizio di trasporto alunni da e per Verrua Po e Rea, (paesi di residenza dei bambini coinvolti dal trasferimento), con accompagnatore e autista, dato che l’attuale scuolabus dovrebbe servire le cinque classi delle elementari e le due classi delle medie che resterebbero attive nel plesso del paese.

Auspichiamo che la stessa Regione Lombardia possa dar seguito ad iniziative e direttive proprie, atte a salvaguardare e ottimizzare lo sfruttamento degli spazi esistenti evitando di trasferire alunni di piccoli centri in altri istituti.
Siamo disponibili ad un incontro con ogni organo o soggetto demandato ad affrontare il problema, per trovare una soluzione che possa garantire la piena e completa soddisfazione di ogni attore coinvolto, con l’obbiettivo della massima tutela nei confronti dei Nostri Ragazzi.

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