Attualità

Yaroslav Gamolko: narrare con l’arte

Dalla Bielorussia, all’Italia, e, ancora, alla Bielorussia. Non si ferma: da vero artista, egli deve sperimentare. Sto parlando di Gamolko, un giovane che ama il nostro Paese, ma conosce bene, sia per le sue origini, sia per esserci tornato nel ruolo di artista, quello stato a confine tra i due, purtroppo, molto citati nelle notizie di cronaca: la Russia e l’Ucraina. Galmolko non accetta quei crimini di guerra e si esprime con la sua tecnica, che, in realtà, è l’insieme di molte altre, in cui si è cimentato negli anni.

Biennale Venezia 2021: egli partecpa per la prima volta e già si delinea come un artsta che dipinge, ispirandosi a fatti o a personaggi storici.

Biennale Venezia 2022: dal 16 al 29 aprile, egli è ancora ospitato e ha anticipato che la sua installazione, che ricorda l’arte dadaista, è un prodotto della disinformazione. E’ un ragazzo che legge e osserva molto e, ormai, conosce anche lui i meccanismi che conducono le persone, soprattutto le più fragili, all’ esaurimento nervoso. Questa abuso di potere da parte dei mass-media si chiama “infodemia”.

Il quasi 27enne ha già compiuto numerosi passi nella carriera artistica e ricorda con enorme stupore quando, un giorno, al Liceo artistico di Pavia, entrò un collega affermato, il nostro Stefano Bressani, che scelse proprio la sua opera, come idea di rifacimento del Ponte Coperto. L’ Accademia di Brera e altri premi sono “solo” meritate conseguenze.

Un altro progetto, che denuncia una catastrofe, di cui stiamo subendo ancora numerose conseguenze, è Prison Covid 19-21.  Il giovane artista, vestendosi con una tuta bianca, una mascherina e dispositivi di protezione individuale, va a comprare il quotidiano in edicola, prima che iniziasse il lockdown, ritaglia i titoli e li usa come i tasselli di un collage, che, alla fine dell’emergenza, svelerà la loro inconsistenza e sancisce la superiorità dell’arte sulla comunicazione di massa. È il momento per un artista di approfittare del confinamento, così Yaroslav compone un collage con le parole dei giornalisti, tratteggiando, sul grande tavolo rotondo, i confini della Lombardia, la regione più colpita dal numero di contagi.

 

 

Il progetto che, al momento, più gli sta a cuore è Ukraine, ovvero la rappresentazione dell’ucraina, vittima di un conflitto assurdo quanto devastante. L’opera è stimata a 10.000 euro e il ricavato verà devoluto sia per aiutare i rifugiati politici sia per le persone, che scappano verso un futuro migliore, ma con l’animo frantumato, a causa di quel potere dei leader, che, spesso, li rende folli e fa loro distruggere esistenze e luoghi, come se si trattasse di un video-game: una volta, vinto, spegni ed esci dal gioco. Nella realtà, le conseguenze, anche per il governo stesso, si accendono e sono brutali più che mai.

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