Il punto di Virginia

IL GREEN CHE SPAVENTA

Intervista al Geom. Antoine Nappa di Torinocase Sas. Da settimane i mezzi di comunicazione riportano un acceso dibattito nazionale sulla prima Direttiva europea sulle "Case Green"

Da settimane i mezzi di comunicazione riportano un acceso dibattito nazionale sulla prima
Direttiva europea sulle “Case Green”. Definiamo quali sono gli obiettivi di questa bozza che ha
ottenuto il primo ok dal Parlamento Europeo nel febbraio di quest’anno, per dare informazioni
più specifiche e precise rispetto a cosa viene comunicato e al perché della posizione italiana. La
premessa è l’obiettivo che si è posta l’Europa di ridurre entro il 2030 di almeno il 55%, le
emissioni nette di gas ad effetto serra e di conseguire la neutralità climatica entro il 2050 (per
neutralità climatica intendiamo zero emissioni nette di gas serra generati dalla combustione di
fonti fossili come carbone, petrolio e gas naturale a scopo energetico per il settore pubblico
civile, industriale, agricolo e terziario).
La Commissione Europea propone inoltre una riclassificazione delle classi energetiche a
scaglioni negli anni. Noi possiamo discutere certamente gli obiettivi e gli strumenti proposti a
livello europeo nella prima bozza, ma dobbiamo, ricordiamoci, necessariamente definire un
percorso “green” di medio e lungo termine che coinvolga il nostro paese con i supporti
economici giusti, europei e nazionali, che devono essere concessi ai proprietari i immobili per
poterlo attuare.

Fatta questa premessa, la fotografia del patrimonio edilizio italiano è particolarmente inefficiente
e vetusta, e oltre la metà degli immobili sono stati costruiti senza alcun criterio di risparmio
energetico. Cosa comporterà questo nel mondo immobiliare? Saranno deprezzati i valori delle proprie case? Cosa faremo delle case che non raggiungeranno gli obiettivi richiesti?.

Mi sono rivolta per fare chiarezza al Geom. Antoine Nappa di Torinocase Sas, con grande
esperienza storica del mondo immobiliare torinese, per tracciare con noi un quadro dello status
quo e delle prospettive future nel mondo della compravendita immobiliare.

Geom. Nappa è così fondamentale la classe energetica per chi acquista?
“L’80% dei proprietari di case in Italia non sa quale sia la classe energetica del proprio
immobile, nonostante questo documento, chiamato APE, sia obbligatorio dal 2012. Solo
recentemente, grazie anche al via libera del Parlamento Europeo che punta al passaggio di
tutte le abitazioni alla classe energetica E entro il 2030 e D entro il 2033, i nostri clienti che
intendono acquistare un immobile, lo chiedono fra le prime domande che pongono sull’alloggio
che visitano. La sensibilità ai temi energetici da qualche tempo è molto aumentata e migliorare
l’efficienza energetica è diventato uno dei presupposti principali in un progetto di
ristrutturazione.”

Come si può rendere un’abitazione green?
“Per permettere a ciascun immobile il salto di tre classi energetiche, occorrerebbero 30/40mila
euro circa per ciascuna abitazione. Importanti sono la sostituzione degli infissi, la coibentazione
dell’appartamento, il rifacimento esterno dell’abitazione per ottenere un maggiore isolamento
termoacustico con notevole impatto sulle bollette, la sostituzione degli impianti di riscaldamento,
l’installazione dove possibile di impianti fotovoltaici. Pensate che si possono installare mini
impianti fotovoltaici da balcone o giardino che possono essere posizionati senza autorizzazioni
se hanno una potenza inferiore agli 800 W. Per tutti questi interventi sono previsti diversi tipi di
bonus presenti nella Legge di Bilancio 2023 che riducono di almeno il 50% i costi affrontati.”

Cosa succederà al valore degli appartamenti che non riusciranno ad adeguarsi in tempo?
“La paura che la maggior parte degli immobili italiani perda di valore è forte. In Italia sono troppi
gli immobili da ristrutturare nei tempi previsti dalla direttiva. ll rischio è quello di generare, come
evidenziato da Confedilizia, “una tensione senza precedenti sul mercato“, e di causare una
perdita di valore degli stessi immobili. Questo obbligo di ristrutturazione deve essere supportato da piani di ristrutturazione di cui ogni Stato si deve dotare con sostegni finanziari e amministrativi per avviare quella che si chiama “ transizione ecologica “( e in Italia abbiamo un ministro a ricoprire questo ruolo) che è l’unico
percorso che ci permette di avere un futuro del pianeta. E’ evidente che è una sfida e non deve
essere pagata dal singolo cittadino ma dagli stessi Stati che devono organizzarsi sul piano
tecnico, economico e finanziario per permettere questo efficientamento edilizio. Detto ciò, se
ben gestito, ci saranno impatti economici positivi con la diminuzione dei costi energetici e
l’aumento del valore degli edifici più efficienti dal punto di vista energetico. Questo enorme
lavoro di ristrutturazione creerà posti di lavoro e ci saranno vantaggi per i prodotti da
costruzione e gli elettrodomestici. Quello che deve essere fatto è supportare con finanziamenti
importanti, nazionali e europei, che aiutino a realizzare l’isolamento termico, a sostituire le
pompe di calore, a porre vetri efficienti e posizionare pannelli fotovoltaici. Infatti la bozza dell’UE
non è a carico del singolo proprietario ma prevede che siano gli Stati a farsi carico
dell’efficientamento energetico degli edifici. Questa transizione ecologica deve permettere a tutti
di accedere agli strumenti di sostegno finanziario per non penalizzare le famiglie vulnerabili che
normalmente vivono in alloggi di edilizia popolare. E’ un passaggio inevitabile per garantire a
noi e ai nostri figli un futuro verso la neutralità climatica, ma può avere conseguenze pesanti se
per risolvere la crisi energetica e i cambiamenti climatici non fossero messi in campo
investimenti necessari per garantire a tutti la possibilità di farlo”.

Virginia Sanchesi
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