La Distilleria Mafalda nasce nel 1994 con l’acquisto di un edificio storico tra le colline dell’Oltrepò Pavese, sede della prima Cantina Sociale d’Italia, fondata nel 1902 dal senatore Luigi Montemartini. Questo luogo, da sempre legato alla tradizione vitivinicola, è stato inizialmente dedicato alla produzione di spumanti metodo classico da uve Pinot Nero, eccellenza del territorio che ancora oggi contraddistingue l’azienda. Fin dalla fondazione della Cantina Sociale, la famiglia Tonalini è stata parte attiva della sua storia, contribuendo alla crescita del settore vitivinicolo locale.
Il nome Mafalda deriva da una botte monumentale donata alla Cantina Sociale di Montù Beccaria da Re Vittorio Emanuele III e battezzata con il nome di una delle figlie, simboleggiando il legame profondo con la storia e il territorio.
Fin dalla fondazione della Cantina Sociale, la famiglia Tonalini, svolge un ruolo nella crescita del settore vitivinicolo locale, come accenna Fabio, il Presidente, intervistato, lungo la sponda destra del Ponte Coperto, contemplando il futuro, futuro che è sinonimo di innovazione, inclusa la disponibilità.
Nel 2024, per celebrare trent’anni di attività, l’azienda ha introdotto una gamma più ampia di prodotti, tra cui gin, brandy, liquori, vermouth, aperitivi e bitter. Inoltre, per rispondere alle nuove esigenze di consumo, la propria linea, con prodotti analcolici, mantenendo inalterata la qualità e l’esperienza sensoriale.
Ogni fase produttiva è seguita con passione e attenzione umana. I nostri prodotti uniscono tecniche antiche e tecnologie moderne, valorizzando le risorse locali e promuovendo la sostenibilità.
L’amaro e il gin “Ticinum” hanno finalmente conosciuto i luoghi cui sono stati dedicati: il fiume Ticino. Pavia nasconde molte leggende. Questa la sapete?
Si narra che nella notte di Natale dell’anno 999, quando il vecchio ponte romano era crollato, un misterioso uomo vestito di rosso apparve ai pellegrini che cercavano di attraversare il fiume nella fitta nebbia, offrendo loro un ponte fatto di vapori in cambio della prima anima che lo avrebbe percorso. Ma l’Arcangelo Michele intervenne, convincendo il diavolo a costruire un ponte di pietra e, con astuzia, fece attraversare per primo un caprone, beffando così il maligno. Da allora, nelle giornate nebbiose, il ponte sembra riemergere da un tempo lontano, avvolto nel mistero e nella magia.








