Bando “Distretti del Commercio la Ricostruzione Economica Territoriale Urbana”

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Sul territorio della Comunità Montana Oltrepò Pavese sono stati costituiti, a partire dal 2009 su normativa regionale,  i Distretti del Commercio Alta Val Tidone, composto dalla Comunità Montana medesima quale soggetto istituzionale, i Comuni di Romagnese, Zavattarello e Colli Verdi, e il Distretto Il Mercato dei Monti che comprende i Comuni di Brallo di Pregola, Santa Margherita di Staffora, Varzi, Bagnaria, Ponte Nizza, Valle di Nizza, Godiasco Salice Terme, Rivanazzano Terme, Cecima.

L’obiettivo dei Distretti, detti DID,  è stato ed è di sostenere le imprese del commercio, turismo, servizi e artigianato del territorio, come componente strategica per lo sviluppo economico e il mantenimento delle relazioni di vicinato.

I DID hanno attivato con Regione Lombardia risorse finanziarie importanti, a favore dei Comuni e delle imprese in una logica integrata.

Regione Lombardia ha ora attivato il  Bando Distretti del Commercio per la ricostruzione economica territoriale urbana, volto a sostenere i DID come volano per la ripresa economica dei settori del commercio, della ristorazione, dell’intrattenimento, del terziario e dell’artigianato artistico e di servizi, a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19, favorendo l’avvio di nuove attività e la ripresa di attività interrotte, al fine di ricostituire così il tessuto diffuso delle imprese.

Diventa  importante poter rilevare le esigenze e le proposte delle imprese, in modo da formulare un intervento omogeneo ad esse.

Per questo motivo, le Amministrazioni, unitamente a Confcommercio Pavia, propongono un semplice questionario, volto a raccogliere le istanze delle aziende e compilabile al seguente link:  https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdW52vYZp6qszbHJue3VmUoXGzqGiv9cPuZJEVEVmxh32P4PA/viewform?usp=sf_link

 

STORIA DELLA COMUNITA’ MONTANA

 

I primi documenti scritti, riguardanti il territorio che attualmente costituisce la Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese, risalgono al secolo IX d.C. Per ricostruire la storia anteriore a quella data occorre rifarsi alle documentazioni e testimonianze, offerte in genere dal materiale archeologico, come nelle Valli Staffora, Tidone o di Monte Vallassa, di utensili e di manufatti in pietra levigata, possono affermare che le nostre montagne ebbero un antico popolamento.

Nonostante le frequenti invasioni barbariche (primi decenni del V sec, d.C.) contro il vasto e secolare Impero di Roma, solo con la discesa dei Longobardi in Italia e con la presa (572 d.C.) e l’erezione di Pavia al capitale del loro Regno, si ha modo di vedere il nostro Oltrepo e le valli adiacenti bobbiesi inserite nel modello di vita inaugurato dai nuovi conquistatori, convertiti al cristianesimo dal Pontefice Gregorio Magno (primi anni del sec, VII).

L ’Oltrepò Pavese, come pure il vicino Bobbiese, condividendo le sorti dello Stato di Milano, passò dal dominio francese a quello spagnolo con la Pace di Chàteau-Cambresis (1559) e vi rimase fino al passaggio sotto quello austriaco in forza dei Trattati di Utrecht (1713) e di Rastadt (1714). Dopo un trentennio circa di appartenenza alla Casa d ’Austria, col Trattato, di Worms (settembre 1743), l’Oltrepò Pavese, diviso in Vogherese e Bobbiese, fu ceduto da Maria Teresa d’Austria a Carlo Emanuele III di Savoia, in ricompensa dell’appoggio prestatole nella guerra di successione austriaca, mentre Pavia e il suo intorno invece continuò ad appartenere alla Corona austriaca.

Nel 1859, in seguito alla seconda guerra d’indipendenza, la nuova provincia di Pavia, inglobò i territori tradizionali, già appartenenti al glorioso Principato e le pertinenze politico-amministrative delle provincie di Voghera e di Bobbio furono aggregate a Pavia e i due capoluoghi vennero ridotti al rango di sede di Circondario, conservando la precedente superficie territoriale provinciale.

I centri menzionati, ma in modo speciale Varzi, si affermarono come luoghi di sosta e di ristoro per le numerose carovane di cavalcature in transito. I Marchesi Malaspina infatti, costituirono dei procuratori che favorissero la sicurezza dei viaggiatori e dei mercanti diretti nel bobbiese, nel piacentino e nel genovese e stipularono coi Pavesi convenzioni particolari, relative ai traffici commerciali tra Pavia e Genova attraverso le valli Staffora e Trebbia. In margine alle attività commerciali si affermavano tutte le infrastrutture ad esse inerenti: taverne e stallazzi, botteghe di sellai e maniscalchi. Del movimento commerciale nelle nostre valli, Varzi si trovò indubbiamente privilegiata se ebbe l’autorizzazione al cambio di moneta e alla riscossione del pedaggio.

La Riforma burocratico-amministrativa, iniziata nel 1923 , abolì i Circondari di Voghera e di Bobbio e quasi dimezzò il numero dei Comuni, unificandoli. Il Bobbiese, propriamente detto, passò alla Provincia di Piacenza, come pure, in un primo tempo i Comuni dell’alta Val Tidone: Romagnese, Zavattarello e Ruino.

La popolazione di questi Comuni, intimamente legata a Pavia, reagì alle decisioni governative con proteste scritte, indirizzate alle competenti Autorità provinciali e centrali. Dopo varie vicende, tra cui la cosiddetta “marcia su Bobbio” degli uomini dell’alta Val Tidone, si effettuò il referendum del 27 febbraio 1925, che stabilì, quasi al 100%, la volontà di appartenere a Pavia, la “Provincia Madre”: volontà accettata finalmente anche dalla Camera di Roma, a grandissima maggioranza. A riforma attuata, i Comuni della zona considerata, assommavano a quindici: Pregola, S. Margherita Staffora, Menconico, Varzi, Ponte Nizza, Val di Nizza, Godiasco, Montesegale, Fortunago, Borgoratto Mormorolo, Borgo Priolo, Montalto Pavese, Ruino, Zavattarello e Romagnese. La riduzione del numero dei Comuni aveva, come fu detto, tra gli altri scopi, anche quello di formare “organismi più efficienti e con maggiori possibilità di sviluppo economico”. Non subirono rilevanti modificazioni territoriali i Comuni di Brallo di Pregola, Menconico, Romagnese, Ruino, Fortunago, Montesegale, Rocca Susella, Borgoratto Mormorolo e Godiasco; mentre quelli di S. Ponzo, Pizzocorno, Trebbiano e Cecima costituirono il nuovo Comune di Ponte Nizza; VaI di Nizza assorbì S. Albano; Zavattarello inglobò Valverde; Varzi unifìcò i Comuni di Bagnaria, Sagliano e metà à andò ad ingrandire il Comune di S. Margherita Staffora.

La struttura geopolitica si manenne fin oal 1947, quando Bagnaria riacquistò la sua indipendenza. Nel 1956, gli ex-comuni di Cecima e di Valverde ridivennero indipendenti rispettivamente da Ponte Nizza e da Zavattarello. 
Nessun’altra modificazione è intervenuta fino ad ora; per cui i Comuni che attualmente formano la Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese assommano a diciannove e si denominano precisamente: Brallo di Pregola. S. Margherita Staffora, Menconico, Varzi, Bagnaria, Ponte Nizza, Val di Nizza, Cecima, Godiasco, Rocca Susella, Montesegale, Fortunago, Borgoratto Mormorolo, Montalto Pavese, Borgo Priolo, Ruino, Valverde, Zavattarello e Romagnese.

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