Superata la soglia del 60% di coperture bonificate o dichiarate non contenenti amianto. È il risultato delle azioni portate avanti in questi anni dal Comune di Broni, che ha sostenuto cittadini e proprietari di immobili attraverso bandi per la rimozione dei manufatti privati ancora presenti sul territorio. E c’è l’obiettivo di programmare, compatibilmente con le risorse a disposizione, un nuovo bando per marzo 2026, a conferma della volontà dell’amministrazione di proseguire fino al raggiungimento dell’obiettivo “amianto zero”. Secondo gli ultimi dati, aggiornati a ottobre 2025, le coperture bonificate o risultate non contenenti amianto ammontano a 134.587 metri quadrati, pari al 62,58% dei 215.060 complessivi censiti nel 2016 dallo studio di mappatura eseguito con l’ausilio di droni sul territorio comunale. Quell’indagine aveva individuato 1.057 coperture “positive”, poi oggetto di verifiche e monitoraggi puntuali, che proseguono tuttora con il coinvolgimento diretto dei cittadini.
Dal 2020 a oggi, il Comune ha destinato complessivamente oltre 400 mila euro a contributi per la rimozione dell’amianto, favorendo decine di interventi su aree e fabbricati privati. Il primo bando, nel 2020, aveva previsto uno stanziamento di 300 mila euro: in totale erano state 49 le domande accolte, per un importo complessivo finanziato di circa 115 mila euro, e 32 i proprietari che avevano portato a termine la bonifica. Il secondo bando, del 2022, aveva poi messo a disposizione 185 mila euro, quasi interamente utilizzati (162 mila euro), con 47 domande accolte e 39 interventi eseguiti, per una superficie rimossa di circa 5.500 metri quadrati. Il terzo bando, avviato nel 2024 e ancora in corso, conta 26 domande ammesse e 122 mila euro stanziati, con una quantità di materiale previsto in rimozione di circa 3.900 metri quadrati. Un lavoro costante, che ha prodotto risultati concreti. Delle 1.057 coperture individuate nel 2016, 913 sono già state oggetto di verifica: 218 si sono rivelate non contenenti amianto, 357 sono state bonificate e 30 risultano in corso d’opera. Altre 63 presentano un indice di degrado inferiore a 25 e saranno rivalutate ogni due anni, mentre 208 hanno un indice compreso tra 25 e 45, con obbligo di bonifica entro tre anni. Le 37 più compromesse, con indice superiore a 44, dovranno invece essere rimosse entro dodici mesi. Restano 144 le coperture ancora da verificare.
«La battaglia contro l’amianto – dichiara il sindaco Antonio Riviezzi – è per noi una priorità assoluta. Negli ultimi anni abbiamo ottenuto risultati importanti, grazie a una programmazione costante e alla collaborazione dei cittadini. Il nostro obiettivo è una città completamente libera da amianto, capace di lasciarsi alle spalle una delle pagine più dolorose della propria storia. Ogni copertura rimossa rappresenta un passo avanti verso una comunità più sicura».
A completare questo percorso ci sarà anche la realizzazione del nuovo Liceo, che permetterà di dismettere definitivamente l’ultimo edificio pubblico ancora contenente cemento-amianto presente in città. L’impegno, condiviso da Comune, Provincia, parlamentari, consiglieri regionali e associazioni, è stato rilanciato nella primavera scorsa con lo stanziamento di 500 mila euro da parte della Provincia di Pavia per la progettazione del nuovo edificio, che sorgerà nell’area delle ex scuole elementari già bonificate. Un passo concreto che dà seguito al patto istituzionale siglato nel 2023, quando tutte le realtà coinvolte si erano impegnate a reperire le risorse necessarie per realizzare un “Polo della Conoscenza” moderno, sostenibile e simbolicamente decisivo per la città.
«L’impegno per una Broni ad amianto zero – sottolinea il vicesindaco e assessore all’Ambiente Nicola De Bernardi – prosegue su più livelli. Con i bandi comunali stiamo aiutando i cittadini a completare la rimozione dei manufatti, per eradicare le situazioni di rischio ancora presenti sul territorio. Un ringraziamento particolare va all’Ats di Pavia, che ci affianca con competenza nella fase di monitoraggio degli interventi di bonifica. Allo stesso tempo continuiamo a collaborare con le realtà attive nella ricerca, nella prevenzione e nella cura, perché la lotta all’amianto richiede un impegno corale e costante, che unisca istituzioni e comunità».






