L’unica donna con un ruolo dirigente è comunque la lombarda Maria Giudice, una socialista che «predica il soviettismo ed incita le masse alla rivoluzione», come scrivono le informative poliziesche su di lei, che non aderirà al nuovo Partito Comunista, convinta che il Partito socialista abbia «una sua ragione di esistere e di permanere».
Dalle 9:00 di ieri mattina fino al tardo pomeriggio, Codevilla ha vissuto una giornata intensa: un’intervista in biblioteca – intitolata nel 2025 proprio a Maria Giudice – al professor Vittorio Poma, già Presidente della Provincia di Pavia e profondo conoscitore della sua biografia che a lei ha dedicato la sua tesi di laurea dal titolo “Una maestra tra i socialisti: l’itinerario politico di Maria Giudice”. Egli narra i primi anni di vita di Maria, vissuti proprio a Codevilla tra il 1880 e il 1900, le sue vicissitudini politiche fino agli ultimi anni, nella Capitale.


