Come possiamo spiegare la guerra ai bambini

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Ogni giorno ci sono cose da fare, preparare tavola, mangiare, aiutare e ci sono cose da non fare mai: come la guerra. A questo proposito bella la poesia di Rodari. I genitori si chiedono quando è il momento giusto di spiegare la guerra ai bambini, quali parole usare. L’età giusta è intorno ai 7-8 anni perché cominciano a dividere il buono dal cattivo, sono ancora piccoli ma in grado di capire cos’è giusto e cos’è sbagliato. Per non creare ansia è meglio mangiare senza tv accesa, non solo favorisce l’alimentazione e la digestione ma il vedere la guerra, immagini cruente che assorbono e coinvolgono, spaventano e procurano incubi di notte. Anche un litigio tra bimbi è una guerra ma quello che è fuori dalla loro logica, non lo capiscono. Dobbiamo comunque spiegare qualcosa sulla guerra in modo semplice, con parole giuste. Dobbiamo essere forti per spiegare e aiutare gli altri anche se siamo soggetti ad emozioni. Spesso usiamo i palliativi (dal latino coprire con un velo) ma sono cure pur diverse da utilizzare specie con anziani e bambini pur considerandoli persone. Interessante è la storia di San Martino che divide il suo mantello con il povero e che poi l’indomani mattina o ritrova intero, come completare un discorso d’amore. Il potere, la forza delle parole devono aiutare a guardare il futuro e prepararci alla vita.

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