EMPATIA – Un angelo di nome Trudy

Date:

Per spiegare cos’è l’empatia non servono definizioni accademiche né teorie complesse, a volte basta un incontro.
Il mio avvenne molti anni fa, trentacinque per l’esattezza, nel giorno Pasqua.

In un ristorante conoscemmo per caso degli allevatori di Siberian Husky, che ci invitarono a visitare il loro canile nell’oltrepo pavese, da lì a poco, qualche settimana più tardi, i miei genitori scelsero per me un cucciolo, ricordo come se fosse oggi, un batuffolo di pelo che sembrava finto, uscito da una fiaba, o da una negozio di giocattoli, lui era Trudy.

Il suo nome richiamava un orsacchiotto famoso, e in effetti aveva qualcosa di tenero e selvatico allo stesso tempo, ma ciò che col tempo compresi è che Trudy non era soltanto un cane, era un essere capace di sentire, capire e restituire emozioni con una naturalezza che noi uomini abbiamo quasi dimenticato.

Empatia, lui ne era la forma più pura.

Trudy sapeva ascoltare senza parlare, sapeva guardare dentro senza giudicare era fedele non per istinto, ma per scelta. Non tradiva, non mentiva, la sua sincerità era assoluta, quasi disarmante. Era capace di amare e, quando necessario, di mostrare disappunto, (con i denti) ma sempre con la limpidezza che spesso manca agli adulti “evoluti”.

I suoi ululati erano conversazioni.
Le sue zampe, una calligrafia sul terreno.
Il suo sguardo, un luogo sicuro.

Accanto a lui scoprii un’umanità nuova, quella che non indossa maschere, che non vive di calcoli, che non teme di essere fragile. Trudy era fratello, confidente, amico, insomma un compagno di vita, un “angelo”.

Sono passati venticinque anni, ma lui non è mai uscito dal mio cuore, non si è dissolto nel tempo, come accade a tante persone, ma vive ancora nella parte più silenziosa di me, quella dove restano solo le presenze che hanno davvero contato.

E allora mi chiedo — e vi chiedo — perché noi esseri umani, che ci proclamiamo razionali e civilizzati, abbiamo smarrito la capacità di creare legami autentici? Perché ci siamo allontanati dall’empatia?

La risposta forse non ce l’ha nessuno,

ma una cosa l’ho capita, se ognuno di noi avesse incontrato nella propria vita un “Trudy”, il mondo sarebbe più gentile,
ed avremmo imparato anche noi ad amare senza condizioni,
e, soprattutto, ad ascoltare senza paura.


Posso adattarlo ulteriormente:
📰 stile più da

Articolo precedente
Articolo successivo
MARCO PILLA
MARCO PILLAhttps://titolinobiliari.com/chi-sono-marco-pilla/
Marco Pilla nasce a Pavia il 24/09/1981 da famiglia d’alta borghesia, tra i quali il nonno materno Cremonesi Vincenzo, vecchio forgiatore, dal quale apprenderà l’antica arte della manipolazione dei metalli. Sin da adolescente si distingue dai suoi coetanei per la sua capacità manuale, creando i suoi primi oggetti in ferro ,tutto ciò sempre sotto la stretta osservanza del nonno. “Da quando ero ragazzino ad oggi non e cambiato nulla sen non l’aspetto fisico, ho sempre la stessa voglia di fare e di scoprire cose nuove per questo spesso sono in volo per il mondo. Questi miei continui viaggi ,mi danno la possibilità di apprendere in continuazione informazioni che permettono alla mia persona di aumentare sempre di più il bagaglio tecnico/culturale, anche perché io credo, anzi ne sono convinto, che all’interno di ogni essere umano ci sia una sorta di libreria, e che ognuno di noi abbia il dovere di riempirla nell’arco dei suoi giorni il più possibile, per se e per le persone che lo circondano.” Iscritto nel registro dei periti araldici presso la commercio di Pavia, iscrizione n. 253 dell’11.1.2021 C.T.U. presso il tribunale di Pavia in genealogia e scienze documentarie https://www.tribunale.pavia.giustizia.it/it/Content/Ctu?professione=-1&specializzazione=110332&idCP=85691 Inserito nella sezione artisti della celebre “Tota Pulchra”, associazione di promozione sociale, nata l’8 maggio del 2016 da un’idea di Monsignor Jean-Marie Gervais, Presidente della stessa Associazione e Prefetto Coadiutore del Capitolo Vaticano. https://totapulchra.org/index.php/chisiamo/artisti/781-marco-pilla

Related articles

Un Ace per Non Dimenticare: Il Successo Emotivo del “Memorial Giulia Leone”

Le racchette hanno vibrato, ma a risuonare più forte sul campo è stato il ricordo. Si è svolto...

Calcio giovanile. Come è possibile stabilire quale sia una buona o una cattiva gestualità tecnica? 

Partiamo da un presupposto. Qual è il limite fra corretta esecuzione e funzionalità all’obiettivo? Prendiamo ad esempio, la...

Una frase al giorno…

La libertà comincia dove finisce la paura. Victor Hugo

Un concerto a sfondo benefico con “AIDO Voghera”

Grande successo per la serata benefica in favore dell'Associazione AIDO, donatori di organi, che presso la Chiesa di...