Nella tarda serata di lunedì 2 febbraio, al Teatro alla Scala di Milano, è stata inaugurata la 145^ Sessione del Comitato Olimpico Internazionale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato, accompagnato dalla Presidente del CIO, Kirsty Coventry, è stato accolto dal Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e dal Sovrintendente e Direttore Artistico del Teatro alla Scala, Fortunato Ortombina, e ha ricevuto i saluti del Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, e della Vice Presidente del Senato, Licia Ronzulli. Il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio ha partecipato alla cerimonia (foto Ferdinando Mezzelani/CONI) insieme al Segretario Generale e Capo Missione dell’Italia Team agli imminenti Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Carlo Mornati. Tra i presenti anche il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi e il Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò. Dopo l’esecuzione dell’Inno Olimpico e dell’Inno di Mameli da parte dell’Orchestra del Teatro alla Scala diretta dal Maestro Riccardo Chailly, il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio è stato il primo a prendere la parola: “Signor Presidente della Repubblica, Signora Presidente del CIO, cari amici, è la quarta volta che l’Italia è chiamata ad ospitare i Giochi Olimpici. Le precedenti Cortina 1956, Roma 1960 e Torino 2006 hanno rappresentato rilevanti pietre miliari nella storia olimpica, dimostrando la nostra capacità di ospitalità, amicizia, fratellanza e, per ultimo ma non meno importante, la nostra capacità organizzativa. Il padre fondatore dell’olimpismo, il Barone Pierre de Coubertin, sosteneva che ‘Ospitare i Giochi Olimpici significa rievocare la storia’. E noi venendo qui, al Teatro alla Scala, uno dei teatri lirici più antichi, iconici e prestigiosi del mondo, in un luogo che profuma di storia, non possiamo perciò dimenticare che i Giochi Olimpici sono figli di quei Giochi Panellenici dell’Antica Grecia che erano un connubio di gare e di musica, dove le performance atletiche si integravano con elementi lirici e teatrali, dove l’epinicio era il canto lirico che celebrava gli atleti vincitori. Quindi il connubio lirica e sport ha quasi tremila anni di vita. La storia non è semplicemente un ricordo, è vivere. Vivere la vita quotidiana che ci pone di fronte sempre a nuove sfide e nuove emergenze alle quali lo sport può dare risposte uniche, significative e importanti. Lo sport è Il faro dell’eccellenza e dell’unità, dove l’antica Tregua Olimpica imponeva agli stati in guerra di mettere da parte i conflitti in nome della pace e di una competizione leale. Purtroppo l’attualità invece ci avvolge nell’incertezza, ma il movimento olimpico deve ergersi come un faro eterno di pace, di unità e di sconfinato spirito di umanità. Ancora una volta, come ha ricordato il Santo Padre, anche noi sottolineiamo che lo sport può costruire ponti dove altri innalzano barriere, ma come abbiamo visto in questi giorni, di fronte alle più disparate turbolenze, la Fiamma Olimpica non trema, anzi, sempre più luminosa, ci invita ad abbracciarci, ad unirci e a non dividerci. Lo sport deve promuovere, con sempre maggiore impegno, l’universalità dei suoi valori e ispirare le nuove generazioni verso un futuro migliore, con stili di vita che promuovano il rispetto, l’inclusione e la resilienza. È la quarta volta che l’Italia ospita i Giochi Olimpici ma la prima in cui al vertice del CONI c’è un olympian. Questo per me oltre ad essere un onore è anche un onere verso tutti gli atleti. Ad essi dedicherò la mia azione di Presidente, con essi mi confronterò concretamente per costruire modelli che ispirino le nuove generazioni ad affrontare la loro crescita, con impegno, determinazione, competenza, passione ed entusiasmo. Gli atleti sono quindi il fulcro del movimento olimpico. Tutto gira intorno a loro. E noi dobbiamo far sì che ogni nostra iniziativa, ogni nostra decisione, ogni nostro progetto abbia al centro la figura dell’atleta, impegnandoci verso di loro, enfatizzando i valori che ho appena espresso. Solo così potremo far evolvere, migliorare e registrare nuovi successi per uno sport globale che garantisca un futuro vincente e unitario dell’olimpismo. Noi siamo una Famiglia, la Famiglia Olimpica. La pace e l’armonia sono elementi imprescindibili della nostra attività. Infatti, i Giochi Olimpici non sono solo un evento sportivo planetario ma una forza potente per influire e incidere sugli equilibri del mondo superando i confini delle divisioni e ripristinando il rispetto per i deboli. Concludo con uno dei passaggi più significativi dell’Inno Olimpico che abbiamo appena ascoltato: ‘Che tutte le bandiere di ogni terra si dispieghino in fratellanza’. ‘Archaeo Pneuma Athanaton’ e che l’eterna Fiamma Olimpica illumini il nostro cammino per sempre. Benvenuti a Milano. Benvenuti in Italia. Benvenuti a tutti”.
