I QUARTIERI TORNANO AD ESSERE CENTRO

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Nelle città del futuro i quartieri diventeranno il nuovo valore con il concetto di prossimità spaziale e vicinanza temporale. Le metropoli saranno fatte di quartieri in cui tutto è a portata di mano, o meglio, dove tutto il necessario (inteso come attività per imparare, lavorare, condividere, fare la spesa, prendere aria, acculturarsi e impegnarsi, farsi curare, circolare, fare sport, mangiare bene) è a un massimo di 15 minuti da casa , che sia a piedi o in bicicletta.

Nel caso di Torino, ci sono quartieri che hanno vissuto e vivono processi di grande cambiamento, anche attraverso l’appropriazione di spazio pubblico da parte di attività economiche e di gentrificazione, ossia di progressivo cambiamento socio culturale di un’area urbana. La fruizione serale notturna di aree attraverso il consumo di cibo e bevande, è una delle caratteristiche ricorrenti dei processi che portano porzioni degradate dei centri urbani a riqualificarsi e a trasformare il proprio assetto sociale ed economico.

Per primo il Quadrilatero Romano, seguito da San Salvario e Vanchiglia, sono quartieri che hanno vissuto processi di questo tipo. San Salvario in particolare, quartiere multietnico nel centro di Torino, tra la stazione di Porta Nuova e il Parco del Valentino, rappresenta molto bene questa evoluzione; un quartiere un po’ lento di giorno, che di notte diventa incredibilmente vivo, con numerose sfaccettature, ricco di iniziative private e sociali, dinamiche economiche e grande associazionismo.

Convivono realtà profondamente diverse come quelle residenziali nelle vicinanze del Parco del Valentino, fino alla stazione di Porta Nuova e dei famosi portici di via Nizza, teatro ancora di recupero per la micro criminalità e per la zona off limits, ad ogni ora del giorno. A partire dall’anno 2000 si diffondono i primi Club e si ristrutturano le case, con un lungo processo, fino all’apparire di eventi come PARATISSIMA, la rassegna di arte off, che ha portato le opere di giovani creativi sul territorio, insinuandosi tra spazi sfitti, studi professionali, botteghe e attività commerciali. Il quartiere oggi è di tendenza, ed è un luogo giovane per eccellenza.

Le serrande abbassate sono sempre meno ed il quartiere vive non solo legato ai locali notturni, ma ad attività come gallerie, studi di design e architettura, moda sostenibile, gastronomie, fioristi, studenti, immigrati e nuove famiglie italiane. Francesca Mauroni, nota per il suo impegno civile e sociale, soprattutto in questo quartiere, ha fatto dell’associazionismo il suo cavallo di battaglia, spendendosi, coinvolgendo e attivandosi su iniziative che portassero alla riqualificazione di spazi inclusivi e di melting pot culturale, tipico di questa realtà.

Quale è stata la tua esperienza di #spazionizza11, luogo di incontro culturale, situato sotto la porzione di portici di via Nizza più difficile?

“La mia esigenza è nata dall’ individuare uno spazio contenitore di esperienze ed innovazione, dove le idee diventassero azioni che potessero svilupparsi ed in molti casi contaminarsi, restituendo al territorio un luogo di aggregazione e di rivitalizzazione”.

Come è nato il progetto?

“La mia proposta di operare sulla metamorfosi dei luoghi si è rivelata in perfetta sintonia con l’idea di riqualificazione dei Portici di via Nizza. Il progetto pilota #spazionizza11 prende forma negli spazi dell’ex fastfood Mellow per gentile concessione dei proprietari, titolari dell’adiacente Hotel Cristal.” A cosa è servita questa esperienza?

“La metamorfosi del luogo, con l’esperienza di #spazionizza11, in un’area di forte multietnicità e degrado, ha iniziato a generare nuove regole del vivere insieme, per imparare a essere non solo italiani ma anche europei e soprattutto cittadini del mondo”.

Francesca come vede il quartiere nel futuro?

“La cosa da fare in primis è richiedere al Comune la mappatura del Quartiere dei locali privati/pubblici sfitti. Creare una nuova comunicazione incentrata sui nuovi benefici e nuove forme di “empatia “ sociale, creare un nuovo storytelling digitale dove si potranno avere tutte le informazioni delle offerte culturali ed artistiche in tempo reale per residenti e turisti.”

Scrivetemi a tuchiediloame@gmail.com o contattaci in redazione al numero 348 544 0956 e saremo felici di aprire un contatto diretto o una chat fra me e voi.!!

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