Isa Maggi e l’allarme all’ ONU: un aiuto concreto alle donne afghane

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Lo scatto, in bianco e nero, rappresenta quanto “avanzata” era la concezione delle donne, in Afghanistan, negli anni cinquanta, del secolo scorso.
Oggi, la situazione è precipitata ancora e, nel Millennio dell’intelligenza artificiale, non è possibile consentire l’annullamento dei diritti di una donna, solamente perché vive in un territorio occupato da una politica malata.
Isa Maggi, coordinatrice degli Stati Generali delle Donne, chiede un intervento all’Onu: non ha motivo di esistere solo un esercito di Caschi Blu. Molti sono i “Caschi Rosa”, che vorrebbero contribuire nel  far riprendere la dignità a quelle donne afghane, che sono soggette alla Legge più oppressiva, da sempre voluta dai alebani, che si sono riappropriati di Kabul, la capitale del Paese.
“L’ Europa è assente e non va bene, ieri hanno fatto un comunicato sul Nicaragua e non si parlava neanche di sull’Afghanistan: è terribile”.
Le conferenze, a distanza, serviranno come strumento per accordare e agire, non solo “inneggiando alla libertà e all’uguaglianza”, le donne libere, perchè il loro agire possa invitare le loro simili, che stanno vivendo una delle peggiori sciagure e, per alcune, è un’orrenda pagina già letta.

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