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COMPORTAMENTISMO

L'importanza delle forme in psicologia

 

Nella rubrica di oggi scriveremo di un importante corrente della psicologia: il comportamentismo, nota anche con il nome di behaviourismo (traduzione letterale dall’inglese della parola comportamentismo).

 

Uno dei principali esponenti del comportamentismo è John Bradus Watson. Il suo scritto La psicologia così come la vede il comportamentista, pubblicato nel 1913 è considerato il manifesto fondativo del movimento; altri esponenti sono Max Meyr, Hunter Kuo, Tolman, Hull, Skinner, Bandura.

 

Probabilmente il cognome di Skinner sarà a voi noto. Skinner è (non a caso l’omonimo) preside della scuola di Bart Simpson, il noto cartone animato americano.

 

Come già scritto il comportamentismo e i suoi esponenti hanno spesso suscitato forti polemiche, cercheremo di capirne la ragione.

 

Data la notevole difficoltà di utilizzo dell’introspezione, i comportamentisti decidono di dedicarsi esclusivamente allo studio delle azioni manifeste (i comportamenti). Alcuni sono giunti a posizioni definite “estreme”, quali considerare la mente come una specie di scatola nera.

I critici hanno definito la concezione dell’essere umano espressa dai comportamentisti come riduzionistica e ratto morfa. Quest’ultimo termine si riferisce al fatto che gli esperimenti dei comportamenti avevano spesso come protagonisti dei topi (nello specifico il mus norvegicus, il “simpatico” topolino bianco norvegese).

 

Tramite un’attento studio delle ricompense e delle punizioni i comportamentisti sono riusciti a comprendere alcune leggi fondamentali riguardanti la psiche umana, se siete curiosi potete digitare su Google il termine: condizionamento operante.

Grazie a queste scoperte sarà possibile ottenere notevoli progressi nell’addestramento degli animali, mentre nella clinica psicologica la tecnica della desensibilizzazione sistematica e altre innovazioni riusciranno a curare alcune gravi patologie e ad interrompere alcuni fastidiosissimi aspetti sintomatici.

L’utilizzo di premi e punizioni non è semplice. Molti genitori non sanno di essere esecutori inconsapevoli del principio di Premarck quando dicono ai propri figli: “ se farai bene i compiti poi ti darò la merenda (o il gelato). Se si vogliono ottenere dei risultati bisogna associare ad un’attività poco gratificante ad una più piacevole.

 

I comportamentisti hanno fornito particolare attenzione all’educazione e all’ambiente. Hanno scoperto che il rinforzo stimola e favorisce un comportamento voluto, ma la punizione è più efficace in quanto lo blocca. Altri esperimenti hanno dimostrato come fornire costanti ricompense a degli studenti delle scuole elementari dopo ogni disegno presentato, porta questi a diminuire dedicarsi a quest’attività in maniera strumentale (disegnano solo per ottenere il premio). Bisogna quindi porre particolare attenzione all’utilizzo delle sole gratificazioni.

 

I successi del comportamentismo sono dovuti  alla prima guerra mondiale. Dovendo intervenire in Europa,  gli Stati Uniti d’America hanno reclutato oltre un milione e mezzo di persone. Per non sprecare notevoli risorse economiche ed umane, Il governo ha deciso di affidarsi agli psicologi (comportamentisti) per capire come fosse meglio impiegare il notevole capitale umano a disposizione.

Grazie a questo episodio storico e all’efficacia dell’impiego delle teorie e dei test la psicologia ha potuto ottenere un notevole successo.


 

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