AttualitàCultura e MusicaLa Storia

Qualcosa di nuovo

14 novembre 1967

Nasce, a Pavia, Massimo Pezzali, meglio conosciuto, venticinque anni dopo, come il cantante del duo 883. Ballerino, che affiancava canzoni, ancora oggi, capaci di far commuovere e scatenare, era Mauro Repetto. Essi iniziano a farsi notare nelle gare canore estive di fine anni Ottanta, ma il primo “colpo grosso”, arrivati quasi senza molto auspicio, fu Hanno ucciso l’uomo ragno, che conquista la vetta delle classifiche. Il loro primo album esce nel 1992. I brani, dai contenuti molto giovanili e senza molti limiti, si rivelarono un notevole passo in avanti nella musica, soprattutto per gli adolescenti, poiché, come giusto che sia, essi volevano provare nuove esperienze musicali e rompere le regole della canzone tradizionale italiana consentì un’ondata di innovazione.

Nel 1997, Max diventa solista e prosegue la carriera con canzoni, che profumano di progetti da adulto. L’inizio del Nuovo Millennio lo vede, ancora per qualche anno, lo spensierato che intona La lunga estate caldissima, curiosando belle ragazze su un’automobile non meno piacevole. Gli album successivi parlano in maniera esplicita di un amore vero, quello che travolge, quello che porta, spesso, al matrimonio e così fu. Da quest’unione, nasce Hilo, ora dodicenne, con gli occhi grandi come papà e l’amore per le passeggiate con lui e il nonno paterno, nel Lungoticino.

…e tutto va come deve andare: parole sue, forse, già riferite alla fine di un sogno e, qualche anno dopo, all’inizio di un altro, coronato in modo ufficiale: una nuova compagna, che riempie le giornate del nostro caro Max. Con lui, condivide la passione di Pavia, in cui, oggi, anche quelle due famose discoteche, non sono più presenti nel centro della città, tuttavia, non puoi esserle indifferente. Oggi, con un deca non vai da alcuna parte, però la bellezza è gratuita e puoi osservarla. Pavia è anche questo: una passeggiata lenta, in cui scoprire ogni dettaglio.

Max è il fratello che tutti vorremmo avere e le sue canzoni sono occhi di quotidianità, che ci appartengono e che lui ha saputo definire in versi e in musica. Max è quando si è soddisfatti e quando si è depressi; Max è quando decidi di riprendere in mano gli Anni d’oro del Grande Real e sostituirli con questo abominevole 2020. Max è la sorpresa che non ti aspetti: tra notizie di sofferenza e di poche certezze, lo scorso 30 ottobre, una parentesi di buon auspicio è stata l’uscita del suo nuovo album, che abbiamo voglia di ascoltare in isolamento, ma il desiderio di abbracciarci e di cantarlo insieme a lui, in un concerto è ora più grande di sempre, con l’auspicio di una fine dell’anno migliore. Grazie, Mito: anche in questa confusione, hai saputo sorprenderci.

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: