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2 dicembre 1946: nasce Gianni Versace

Uno stilista che sapeva farsi notare e le sue sfilate erano un festival di sfarzo, dai dettagli e dalle tinte sgargianti.

Uno stilista che, a ventitré anni dalla sua prematura scomparsa, il pubblico lo ricorda con affetto in onore anche della sorella, Donatella, parte integrante del mondo luxury, che porta avanti l’azienda con la stessa energia da lui impiegata.

Da ragazzo calabrese, figlio di una sarta, inizia ad appassionarsi al settore della moda, decide di trasferirsi nella sua cosiddetta “capitale”, Milano e, senza eccessive paure, cercò di mostrare tutta la sua concezione che doveva essere coinvolgente sia per gli le donne sia per gli uomini.

Gianni ha lasciato questa vita, senza esserne consapevole, ma milioni di persone furono vicini ai familiari. Gli amici, Sting ed Elton John, ebbero l’onorato ruolo di cantare, durante la Messa, celebrata nel Duomo di Milano, ma la sofferenza non li aiutò a offrire la loro esibizione migliore verso una persona che han sempre ammirato.

L’imperatore dello stile Made in Italy lascia la sua amata professione quella mattina del 15 luglio 1997, mentre si dirigeva verso casa, alle 8:40, Andrew Cunanan, il suo assassino, dopo averlo seguito di nascosto, si precipita alle sue spalle, e, con due colpi di pistola, lo uccide sugli scalini di una villa che era ed è il sogno di ogni individuo.

I fan di ieri e di oggi vogliono lo amano per la sua esuberanza coinvolgente che lo distingueva sia come persona sia come professionista: nel secondo contesto, egli aveva l’abitudine di accostare materiali, che, come primo impatto, non sarebbero stati bene abbinati, ma, con le sue idee, tutto diventava affascinante.

Oggi, avrebbe compiuto 74 anni.

Noi lo ricordiamo con un affermazione della rivista Vogue:” Versace ha definito il glamour della fine del ventesimo secolo e inventato la top model.” Essere una modella, infatti, è molto di più che mostrare parti del proprio corpo.

 

 

 

 

 

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