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STORIA DELLE NOSTRE REALTÀ DI PROVINCIA: VERRUA PO

Il Colosseo, almeno come nome di monumento, tutti, dopo la terza elementare, lo avremo sentito nominare. Altri monumenti importanti, anche a partire anche dalla nostra Regione, sono meno noti e meritano di essere inclusi in itinerari turistici. Infine, vi sono realtà molto piccole, come numero di abitanti, ma, in proporzione, piuttosto estese come area, che offrono prodotti locali di vario tipo, riconosciuti a livello mondiale.

In questo articolo, presento un paese, dell’Oltrepò Pavese, che, in questo mese, è particolarmente attivo: dagli anni Sessanta, un floricoltore di Sanremo aveva provato a piantare una coltura di crisantemi e, nonostante il clima fosse ben diverso da quello della cittadina ligure, essa aveva dimostrato un’efficiente aderenza al suolo, da cui nacquero numerose varietà. Essi sono conosciuti come un pensiero per il culto dei defunti, ma nell’ideologia orientale, rappresentano un simbolo del benessere. In altre parole, essi vengono regalati con due scopi differenti, ma, in entrambi i casi, non si può negare lo stupore che provoca questo fiore. Per onorarlo, dall’autunno nel 1969, a Verrua, è stata istituita una Mostra del Crisantemo, che, cambiando location e organizzazione, rappresenta un rito, che contiene le diverse produzioni, in cui, mesi prima, famiglie del paese han lavorato con attenzione e impegno. Inutile specificare che l’edizione di quest’anno non si è potuta organizzare.

Verrua Po: da sperduta “isola”, in mezzo a campagne e nascosta dalla impetuosità del Po a centro i interesse commerciale e mondano.

Il paese ha cambiato diverse volte, ma il più conosciuto è “Verrua Siccomario, di cui si ha traccia ancora in qualche geolocalizzazione nei navigatori. Il secondo sostantivo, “Siccomario”, di origine germanica, rappresenta l’unione dei vocaboli italiani: “vittoria” e “palude”. Infatti, se esiste il paese è grazie a un ampio lavoro di bonifica, effettuato dopo il cosiddetto “rotto”, ovvero lo spostamento del paese, che inizialmente si trovava nella zona del Siccomario, quindi quella che oggi corrisponde a Cava Manara, alla sponda vicina all’Oltrepò, poiché questo fenomeno naturale è causato dalla forza della orrente che, a causa di insenature ristrette, porta a rompere delle zone più ristrette, abbandonando i letto nel quale prima scorreva. All’epoca, l’uomo non aveva ancora pensato alla costruzione di argini, che potessero contenere i momenti di piena del fiume, durante le piogge abbondanti nel mese autunnale.

I primi popoli ad abitarvi furono i Liguri e i Celti, poi giunsero i Romani, di cui vi è ancora traccia dei primi selciati, che dividevano le aree del territorio, oggi, considerate “frazioni”. Molto del loro lavoro venne cancellato, come è stato prima citato con lo spostamento definitivo della località, dalla sponda Nord a quella Sud del fiume, tuttavia qualche reperto è stato ritrovato ed è possibile osservarlo nel Museo del Po, di Mezzanino. del fiume questo accade a causa di un fenomeno naturale un fiume può formare il senatore molto allungate la forza generato dalla corrente dell’acqua crea nuovo tragitto abbandonato il letto precedentemente nel quale scorreva e modificando la morfologia del suolo.

A inizio 1700, i 918 abitati cominciarono a chiedere la costruzione di una propria chiesa, in cui celebrare le funzioni e pregare quando l’anima lo chiedeva e, nel 1711, essa svettava, grazie a un campanile molto elevato, nel piccolo paese.

Oggi è in parte differente, sia all’interno sia all’esterno, e, anche a livello parrocchiale, gestisce due altre comunità, di paesi adiacenti: Rea e Mezzanino.

L’oratorio, ex-scuola materna, raccoglie piccini, adolescenti e adulti, proponendo diverse attività, dalle lezioni del catechismo, al Grest, a serate di vario genere, con grande risposta non solo dalla popolazione locale. Attualmente, avendo a disposizione più mezzi, i giovani tendono a spostarsi verso la città, poiché essa può offrire più servizi, ma anche Verrua ha conosciuto un elevato livello aggregativo e folcloristico, una vera e propria “Età dell’oro”, che corrisponde tra gli anni Settanta e gli anni Novanta del secolo scorso. La società cambia e, purtroppo, con essa, anche le abitudini; tuttavia, nel cuore degli abitanti rimangono preziosi ricordi, come anche le proiezioni pomeridiane di un cinema, oggi, chiuso e di un salone delle feste, del quale è possibile rivedere ancora qualche cimelio, e che sarebbe il sogno anche dei giovani attuali vederlo rinascere.

Dal lato contadino, ai bambini di oggi, abituati con smartphone dai giochi e video alquanto aberranti, vengono mostrati dal vivo o da immagini attrezzi, oggetti di uso comune e divertimenti che, nonostante tutto, riescono a stupirli. Alcuni non riescono a credere che un pallone, ai primi del Novecento, fosse quasi un regalo impossibile a un compleanno: oggi, è possibile acquistarli a prezzi banali.

Le autorità di oggi si stanno impegnando a rendere Verrua sempre più attiva e coinvolgente, sia a livello ludico, ma anche vicina ai più bisognosi, di cui spicca la partecipazione all’inserimento di una panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza delle donne, affinché anche le nuove generazioni possano conoscere un lato attraente, spesso ascoltato durante le narrazioni di chi giovane lo era ieri.

 

 

 

 

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