Attualità

Perdono, liberarsi del passato.        

Il perdono è la cessazione del risentimento, nei confronti di un’altra persona, con cui vincendo il rancore, si rinuncia ad ogni forma di rivalsa, punizione o vendetta. Il perdono è una scelta, non è un sinonimo di giustificare, dimenticare, riconciliarsi, è qualcosa che va oltre, è un gesto umanitario. Vendicarsi, costa in particolare per la salute, la vendetta crea, dà piacere immediato, ma poi pesa sulle coronarie. Errare è umano, perseverare è diabolico, ma perdonare è molto meglio che vendicarsi, consente di vivere più a lungo. Perdonare è più appagante, non è debolezza, ma significa superare un momento di dolore, trovare un senso più profondo alla vita, non è giustificare, serve a crescere, liberarsi del passato. Le Sacre scritture riportano che “perdonare è come liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero sei tu”. Dividendo la parola perdono in due “per dono “si ottiene un senso nuovo, più profondo, vero che vuol dire “donare” la propria sofferenza, serve a crescere. Se accade, succede un fatto difficile, complesso, causa peso per anni, ma anche l’amore trasformato in possesso, ossessione, sfruttamento, è una cosa terribile, mentre amore pur viaggiando su strada parallela, trasforma tutto in dono. Quando i fumi dell’odio si sciolgono, si arriva ad amare, una parolona di enorme coraggio, capace di far nascere qualche cosa di bello da una tragedia. Dopo un percorso che inizialmente è stato molto doloroso, è più facile pensare che sangue chiama sangue Subito cresce rabbia, odio, voglia di vendetta (ma da una spina può nascere un fiore). Come prevenzione e terapia, utile per scaricare, scrivere 3 lettere, dedicando a ciascuna 7′: 1) di accusa si inizia con il nome nemico ed elenco tutti i motivi 2) perdonami per averti odiato, motivi di perdono 3) gratitudine, per esserti liberato, motivi  e percorso seguito.

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