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Il volontariato genera PIL

Volontariato è sinonimo di altruismo nell’ accezione di far del bene ai bisognosi, senza ricompense economiche.

Nella nostra Provincia, sono molte sono le associazioni religiose e laiche che lo praticano: dal gestire l’amministrazione di un servizio Auser, all’apertura di oratori o all’ organizzazione di una serata musicale, che raggruppi più generazioni.

Se osserviamo in modo obiettivo l’attività, ci stupiamo nel conoscere quanti ragazzi e adulti occupino parte del loro tempo libero ad aiutare gli altri. Purtroppo, nel contempo, molti sono ancora quegli individui che si domandano il significato di investire quel tempo libero, spessi breve, nei confronti di sconosciuti. Essi non hanno ancora compreso che fare del bene agli altri genera del bene, anche a se stessi. Non è egoismo o “un ego da mettere in mostra”.

Il volontariato è incluso come servizio del settore terziario. Esso produce 80 miliardi di euro l’anno: al primo posto, la popolazione italiana pone la necessità del servizio offerto dai Vigili del Fuoco, nel secondo, la Protezione Civile e, nel terzo, il volontariato più generico. Una parte in crescita è il volontariato che si dedica all’ambiente. Oggi, in voga tra i più giovani, anche in onore di quella ragazzina, ormai attivista di fama mondiale,  Greta Thunberg.

Gli altri settori in cui il volontariato ottiene una frequente domanda sono: sanità, cultura, sport, ricreazione, assistenza sociale, istruzione e ricerca. Per quasi la sua totalità, il finanziamento di questa attività è privato. Nel nostro Paese, di densità non eccessiva, esistono molte persone che offrono le proprie competenze in modo gratuito: un sorriso è più prezioso di beni materiali, sia nel regalarlo, sia nel riceverlo.

Inoltre, il volontariato è utile  nel riattivare l’economia nazionale:i beni e i servizi acquistati da coloro che sono più abbienti, per i bisognosi, alimentano le entrate dello Stato.

Oggi, i volontari sono in attesa di essere riconosciuti a tutti gli effetti dalla legge 106, emanata nel 2016, ma che, per entrare in vigore, deve essere regolamentata da ben 40 decreti, dei quali solamente 20 sono stati adottati. Purtroppo, siamo consapevoli di quanto sia confusionaria e comunque lenta la burocrazia italiana.  Il momento più idoneo a sistemare molte lacune non è questo, ma le energie di coloro che vogliono essere presenti nei confronti del prossimo non mancano e questo principio è alla base di qualsiasi legge che andrebbe poi a regolamentare la materia.

 

 

 

 

 

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