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LlBERAMENTE

Con la data di oggi inauguriamo la rubrica “Liberamente”. Scopo di queste poche righe quindicinali è quello di dare spazio alle curiosità e alle domande dei lettori riguardanti il settore della psicologia.

Risulta nostra intenzione fornire alcune conoscenze e contenuti per approcciare il vasto mondo psicologico. La prima domanda che si pongono i non esperti è: la psicologia è una sola o ne esistono diverse? Forse aver sentito nominare discipline quali la psicologia evolutiva, la psicologia clinica, la psicologia del traffico e tantissime altre aree di studio può aver generato incertezze. Il dubbio, probabilmente aumenta dopo aver letto vari autori eterogenei, i quali utilizzano teorie, metodi e approcci differenti, pur appartenendo tutti alla categoria degli psicologi. Per evitare confusione, come primo argomento di questa rubrica ho deciso di scrivere riguardo il significato e l’evoluzione storica della parola psicologia.

PSICOLOGIA è un sostantivo femminile, vuol dire studio della psiche. Il termine è formato da due parole di origine greca (antica): psiche (soffio, anima) e logos (termine che indica sia il pensiero sia la parola) ma con il trascorrere del tempo ha assunto il significato di ragione, razionale, ultimamente sinonimo di scientifico.

La parola psicologia è stata coniata dal riformatore tedesco Ph. Scwarherde, più noto con il nome grecizzato di Filippo Melantone (1497-1560), si riferisce a contenuti che hanno avuto modo di enunciarsi nelle costruzioni mitologiche, religiose e filosofiche a partire dagli albori della civiltà. In effetti potremmo ben dire che il primo uomo è stato anche il primo psicologo. Molti studiosi hanno cercato di stabilire quale sia la caratteristica che contraddistingue l’uomo dagli altri animali. Alcuni hanno ipotizzato l’utilizzo del linguaggio, altri l’abilità di creare strumenti. Queste capacità sono sicuramente importanti, a quanto pare però, l’unicità che contraddistingue l’essere umano è l’introspezione (pensare e riflettere riguardo sé stessi).

La prima opera moderna in cui si utilizza il termine psicologia si deve al filosofo Rudolf Göckel (Gloclenius) nel XVI a 1590 a Macburgo. Successivamente la parola psicologia è stata utilizzata dal discepolo di Leibnitz, Christian Wolff che designò con essa una delle quattro parti in cui andava suddivisa la metafisica (teologia, ontologia, cosmologia le altre tre).

Si ritiene che la data di fondazione della psicologia (moderna) sia il 1879, anno in cui Wilhem Wundt creò a Lipsia il primo laboratorio sperimentale di psicologia. Lo studioso tedesco scelse il termine psicologia per evidenziare come il suo approccio non comprendesse lo studio dell’anima o dello spirito; desiderava differenziare le sue ricerche da qualsiasi dubbio di ingerenze religiose, dedicandosi ad una ricerca esclusivamente scientifica.

Gli scritti contenenti tematiche psicologiche sono numerosi, per il momento mi limito a consigliare quella che è ritenuta la favola più bella dell’antichità. Il titolo è “Cupido e Psiche”. Cupido è la divinità dell’amore, Psiche è una giovane e bella fanciulla. Non voglio rovinarvi il gusto della lettura, ragion per cui non aggiungerò altro riguardo questa fiaba, se non che la potrete leggere nel libro Le metamorfosi o l’Asino d’oro di Apuleio (le edizioni sono varie).

Chi desidera porre quesiti od esprimere osservazioni può scrivere al seguente indirizzo email: liberamenteeco@gmail.com

Vi auguro buona lettura, dandovi appuntamento tra quindici giorni.

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