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DAD, c’è chi dice no! La protesta dei giovani di Torino

La Didattica a Distanza (DAD), è tema di discussione tra gli studenti di ogni ordine e grado. Numerose sono le iniziative di chi dice no alla DAD che si sono diffuse in tutta Italia. Sono azioni che hanno l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni in merito ai problemi collaterali alla didattica a distanza che spesso sfociano in questioni sociali ed economiche.
A Torino, a catturare l’attenzione dei media sono state Anita, Lisa e Maia, le alunne che si recano ogni giorno davanti alla loro scuola con banchi, zaino e tablet per seguire le lezioni, in segno di protesta contro le lezioni online.

A questo episodio ne è seguito un altro, stavolta per iniziativa di due studenti universitari, che, sotto la sede dell’Università di Torino, hanno organizzato una mobilitazione per chiedere una nuova gestione delle lezioni, il ritorno nelle aule e la riduzione o l’eliminazione delle tasse almeno per il primo semestre.
La formazione a distanza non è però del tutto nuova nell’ambito dell’educazione, è anzi un sistema che in molte realtà è già ben avviato. Le università telematiche ad esempio hanno riconosciuto proprio nell’e-learning un nuovo modo di acquisire competenze e si sono organizzate in veri e propri atenei per fornire agli studenti interessati una nuova tipologia di Università che potesse assicurare una preparazione alla pari delle Università tradizionali.
Unicusano, università telematica riconosciuta dal MIUR, nel tempo si è organizzata seguendo le esigenze degli studenti e strutturando un piano di studi che potesse garantire nello stesso tempo una formazione accademica adeguata e la possibilità di poter vivere l’esperienza universitaria anche in maniera condivisa.
Le lezioni nelle Università telematiche si svolgono a distanza, come si sta facendo adesso negli atenei statali, ma la differenza sta nella piattaforma utilizzata e nelle modalità di condivisione dei materiali, aspetti che si basano sul concetto di e-learning.

Come funziona l’e-learning
L’e-learning presuppone un massiccio utilizzo delle tecnologie, che vanno calibrate a seconda delle esigenze. Per questo le università e i docenti, per riuscire a garantire un passaggio di informazioni chiaro, dovrebbero dotarsi di strumenti adatti, non basta solo una buona connessione. Le piattaforme delle Università telematiche offrono agli studenti accesso illimitato ai materiali e senza limiti di tempo, con la possibilità di ascoltare la lezioni in ogni momento della giornata. Consentono inoltre di effettuare test di verifica, prenotare appuntamenti con il tutor in videoconferenza o richiedere il ricevimento con il professore online.
Cambiano dunque l’approccio e le modalità della DAD, che in questo modo viene facilitata e apprende diventa più semplice.

I problemi della DAD
La Didattica a Distanza è sicuramente un’opportunità. Non si può tuttavia negare che i problemi legati ad essa sono di altro tipo. In primis strutturali, derivati da una carenza nazionale sulla velocità delle connessioni e in secundis sociali, con un numero ancora alto di persone che non hanno accesso alla tecnologia. Bisogna dunque intervenire in maniera ferma sulle infrastrutture, migliorando la rete e dotando le scuole di strumenti utili per istruire gli studenti nell’utilizzo delle tecnologie, con bonus fissi, come quello cultura, che favoriscono l’acquisto dei dispositivi.

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