Dal Pensiero alla Penna

IL GRANDE POTERE DEL CONTATTO

Nell’ellisse della vita percepiamo le diverse sfumature delle emozioni e diamo la possibilità a noi stessi di avere un asso nella manica con un atteggiamento forse vecchio e mai passato di moda, ma che è un carezza per il cuore.

La forza di un abbraccio, una carezza o semplicemente l’appoggio della nostra testa sulla spalla altrui, provoca nel nostro mondo emotivo un messaggio di calore, di ascolto e di appartenenza.

Il coinvolgimento dettato dal nostro stesso sentimento può aprire nuovi varchi comunicativi nella attuale cultura più affine al contatto di tipo virtuale, avvolti da uno stile di vita che isola, concede il lusso di creare una solitudine irrazionale.

Legami che si dipanano come fili di matasse, come viuzze che confluiscono in una stessa piazza e diventano un bisogno fisico necessario per aprire la mente a risposte rigeneranti per la nostra persona, inconsciamente.

E così nelle varie fasi della vita attraversiamo momenti di assoluto possesso verso un giocattolo, il preferito che è solo il nostro, non condivisibile per poi, passare a non scegliere con il sentimento, ma con la ragione che ci porta verso la strada che conviene di più, la scelta più consona al percorso intrapreso.

Si giunge alla fase della acquisita personalità e si costruiscono castelli di carta e si usano trucchi perché non crolli tutto. Con passi piccoli e frettolosi, a volte, o distesi e sicuri giungiamo al traguardo della vecchiaia dove ritorniamo al periodo dell’infanzia ed a cercare la parola che diventa un modo di essere: empatia.

Mettersi nei panni dell’altro, comprendere lo stato d’animo e la situazione emotiva che lo avvolge e con essa, il potere del contatto e tutto questo racchiuso dentro una semplice azione.

Ad Arequipa, ( Perù) la ciudad blanca, la città bianca per via del colore della pietra che dà vita alle abitazioni, tutte le donne andine che viaggiano, attraverso percorsi impervi, portano il bambino in fascia cioè a contatto. Osservando diversi filmati e fotografie ho riflettuto sulla simbiosi che genera, sul potere del calore umano che non viene filtrato, ma si arricchisce costruendo un mondo nel quale non aver paura perchè si percepisce un riparo, non si sente il bisogno di null’altro. Una ricchezza che nasce con il venire al  mondp, con uno sguardo carente di muri invalicabili eretti per proteggerci, per poter respirare un’aria di squisita raffinatezza.

Può essere che una semplice parola faccia presa nella mente e nella ragione generando una reazione fisica data anche semplicemente da una stretta di mano, vera, sentita e voluta. La ricerca di uno strumento vincente per assicurarci il sapere assoluto della ricchezza nella limpidezza del cielo, della meraviglia dell’alba e del sonno ristoratore.

Un super potere che rende l’essere umano eccezionale senza che debba ricorrere ad abilità divine, una virtù che è un dono per comunicare in grado di sostituire il legame attraverso il contatto.

Non tralasciamo e non tralasceremo, appena ci sarà data la possibilità,  di abbracciarci, di riconoscere intimamente il valore di un semplice gesto  che valorizza il nostro essere esseri viventi, unici, intramontabili.

 

 

 

 

 

 

 

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