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Scommettiamo sul 2021? vittoria, pareggio o sconfitta

Se gli italiani non giocano più la vecchia schedina “Totocalcio” grazie alla quale il grande e non dimenticato avv. Giulio Onesti, primo presidente del C.o.n.i. nazionale fece la fortuna economica del Coni stesso negli anni “60”, è giusto e che gli stessi italiani continuino a scommettere per non perdere l’abitudine del gioco, conservata con altri pronostici e con i “Gratta-e-vinci”. La scommessa che tutti dobbiamo fare è oggi, nel mese di gennaio, quella su come sarà questo nuovo 2021. Come nella schedina totocalcio sono tre i pronostici da indovinare: sarà vittoria, un bel pareggio o una sconfitta? I sondaggi, fatti nel giro fra amici, parenti e sportivi prevendono una sconfitta al 50%, mentre un secco 25% è assegnato per la vittoria o per il pareggio. Sono, quindi, la quasi metà degli italiani a prevedere un 2021 decisamente buio, pieno di avversità causate dalla pandemia Covid-19 che continuerà ad imperversare in un anno ove il lavoro, perso da centinaia di migliaia di persone, non verrà più ad essere recuperato, fermo restando un governo di incapaci e formato da politici improvvisati ed arrivisti. Un 2021 ove il mondo della scuola conserverà i suoi problemi ed ove anche lo sport non farà registrare i miglioramenti sociali e culturali che erano nelle attese di tutti. Non migliorerà la sanità sommersa anch’essa fra mille problematiche ed incapace di dare l’assistenza dovuta a tutti i cittadini. Un 2021, in complesso, come il 2020, da poco concluso! Ma a fronte di questi pensieri pessimisti (che in realtà sono pensieri realisti), c’è un buon 25% che vive nella speranza che il quadro generale della nostra Italia possa e debba migliorare: probabilmente costoro non sanno darne una spiegazione, ma sono così frustrati da non poter pensare ad un peggioramento più pesante di quello attuale! C’è poi la categoria degli ottimisti, anch’essi aggiranti intorno al 25%. Persone che si dicono certe che questo 2021 sarà certamente migliore e che vedrà il superamento delle mille difficoltà che restano da azzerare. Persone che credono, magari, in un cambiamento del governo che possa dare maggiore sicurezza ed efficienza alla nostra nazione, persone convinte che la sanità pubblica migliorerà e che il mondo del lavoro possa lentamente riprendersi dalla crisi profondissima in cui è caduto anche a causa di una pandemia che, con il passar dei mesi, dovrebbe essere vinta, vaccini permettendo. Anche la scuola, lo sport ed il mondo del sociale dovrebbero essere furieri di sempre migliori notizie. Il parere di tutti è certamente da rispettare pienamente e c’è da augurarsi che il 25% possa vincere e sopraffare quello dei 50%. Non vorrei affatto cadere nel volgare e, ne chiedo scusa, ma i nostri vecchi nonni – lasciatemelo dire – dicevano “Chi vive sperando muore…”. È giusto e bello essere ottimisti, ma io, perdonatemi, proprio non riesco ad esserlo.

 

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