Attualità

Educarsi con cura

La “cura educativa” è un obiettivo che l’Istruzione, sia come scuola sia come educatori nel tempo libero, si pone a breve termine, ma da portare avanti negli anni. Oggi, più di ieri, i ragazzi sono totalmente “in mano” a uno “sconosciuto”: Internet. Se mal utilizzato, può essere un’arma, non meno pericolosa di quelle utilizzate nelle guerre. La parola “cura” è la traduzione italiana di care, presente nel celebre motto di don Milani: I CARE, “Mi importa, mi sta a cuore”.

In questo anno e mezzo di “scuola”, inserito appositamente tra virgolette, alzino la mano quei docenti e quelle famiglie, ma, soprattutto, quegli alunni, soddisfatti per la soluzione, inizialmente provvisoria, ora, ai limiti della decenza.

Molti studenti sono stati e sono a casa, perchè positivi al virus o in isolamento fino a quando i familiari, con cui convivono, non risultano guariti, nel caso avessero contratto il Covid19. Registro elettronico a parte, famiglie impegnate e qualche compagno gentile che si offre per passare con una maggior delucidazioni i compiti, com’è possinile non eissta una legge che tuteli coloro che devonosvolgere il lavoro, per non rimanere “indietro”, ma nessuno competente, se non tutor privati, li può seguire. Perchè non è possibile svolgere lezioni anche in videopresenza?

La ministra dell’educazione, Lucia Azzolina, discute spesso di questi problemi, ma la situazione non sembra migliorare e, tra le più colpite, sono le scuole secondarie, sia di primo sia di secondo grado, ovvero quello in cui la struttura mentale, oltre che quella fisica, si sviluppa. L’adolescenza è una fase della crescita in cui il ragazzo o la ragazza non possono essere considerati con leggerezza: spesso, poco disponibli nel parlare dei loro problemi, rischiano di chiudersi ancora di piùo di sfogare la propria frustrazione in comportamenti come bullismo e cyberbullismo.

Un buon auspicio è la dichiarazione della Ministra:” In legge di bilancio, abbiamo chiesto e ottenuto l’incremento dei posti sul
sostegno in organico dell’autonomia di ulteriori 25.000 unità di docenti specializzati.
Il nostro lavoro è stato rivolto anche alle necessità dei nostri ragazzi, riguardo
ai supporti e agli ausili di cui necessitano nella quotidianità per “fare scuola”.
Pertanto, siamo riusciti a stanziare ulteriori 30 mln di euro per il prossimo triennio,
che si aggiungono ai 30 già previsti (negli anni dal 2017 al 2020) per l’assegnazione
di ausili e sussidi didattici, da parte dei CTS, Centri Territoriali di Supporto, agli
istituti e ai singoli alunni.

Il diritto allo studio è classificato come uno dei diritti fondamentali, sanciti dalla Costituzione italiana. Sarebbe anche ora di rispettarlo e di offrire cattedre ai molti laureati, in cerca di un lavoro, con iniziative e voglia di un futuro, da progettare insieme a quei ragazzi da accompagnare nel lungo cammino della formazione e con cui costruire un inizio di futuro insieme.

 

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