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Psicologi prima della psicologia (Parte III)

Il nostro iter alla ricerca degli psicologi prima della psicologia è giunto al Rinascimento, periodo che porta ad una vera esplosione delle arti e della cultura. Senza dubbio molti artisti rinascimentali (Leonardo, Michelangelo, Raffaello insieme ad altri) si sono rivelati egregi psicologi. In ogni loro opera si racchiude un trattato psicologico. Data la notevole scelta e la mancanza di spazio (bisognerebbe analizzare ogni singolo capolavoro rinascimentale) mi limito a suggerire la visione di quella che è la Pietà Rondanini di Michelangelo (si trova a Milano nei musei del Castello Sforzesco, foto pubblicata a fine articolo).

Dato che ogni artista non può esprimersi al meglio senza un degno committente, rendiamo il giusto tributo al papa Giulio II.

Senza la sua idea di abbellire quello che allora era poco più che un granaio, la Cappella Sistina (fatta costruire da suo zio Sisto IV), Michelangelo non avrebbe avuto modo di creare alcuni dei suoi capolavori. Altri autori di questo periodo quali Marsilio Ficino e Gianbattista Vico non sono certo da trascurare per i loro importanti contributi alla psicologia. Accenno solamente al fatto che alcuni psicologi moderni si richiamano esplicitamente alle loro idee.

Tra gli scrittori di quest’epoca non possiamo escludere Niccolò Macchiavelli. Il Principe non è solo un trattato politico, ma un fondamentale manuale di psicologia.

Il medico Iustus Pascasius (Giusti Pascasio) è forse sconosciuto ai più, nella sua opera De Alea (1561) ha egregiamente descritto quello che oggi è indicato come GAP (gioco d’azzardo patologico). Questo medico si poneva un interrogativo ancor oggi attuale: “Come mai dopo una grossa perdita i giocatori giurano e spergiurano di non giocare più. Ma poi continuano la loro patologia fino alla rovina?”.

Giusti aveva intuito che il giocatore d’azzardo poteva essere curato solo dal potere guaritore della parola. Un vero e proprio precursore dei tempi.

Lasciando l’Italia, ma rimanendo nell’ambito dell’attuale UE, citiamo Cervantes e il suo Don Chiscotte. Il testo è pietra miliare sia per la lingua spagnola che per la psicologa. In Francia emergono alcuni scrittori quali Montaigne e Pascal, non vi è dubbio che essi siano stati notevoli conoscitori della psicologia, le loro opere sono notevoli tesori psicologici.

Nella stessa epoca direi che sono da includere Moliere, Shakespere (già citato nella parte I di Psicologi prima della psicologia) e Ruzzante.

Direi che in questo periodo bisogna considerare Cartesio e la sua divisione tra res extensa e res cogitans, oggi utilizzerebbe i vocaboli psiche e soma, la famosa psicosomatica. La tematica risulta attuale e non ancor risolta.

In questo mio articolo desidero ricordare Lorenzo Da Ponte. Suo il merito di aver scritto il libretto del Don Giovanni, il quale è sicuramente un capolavoro psicologico. Il Don Giovanni è opera composta da tre persone, musica sublime di Mozart, “consulenza di vita” di Giacomo Casanova, il quale ha potuto esprimersi al meglio grazie alla mediazione di Lorenzo da Ponte.

Ci stiamo ormai avvicinando al 1800 e alla nascita della psicologia scientifica (Wilhem Wundt). Citerò solamente Goethe, Schopenhauer, Kafka e Nietzsche. Penso sia nota l’enorme influenza che le loro opere hanno avuto sulla psicologia.

Desidero concludere e citare come ultimo precursore Dostoevskij. Penso basti scegliere un’opera a caso della sua produzione per godere di un meraviglioso squarcio psicologico che nessun trattato potrà mai fornire.

Direi che il nostro viaggio riguardante i precursori della psicologia si conclude qui.

Chi avesse domande, consigli, suggerimenti può contattarmi all’indirizzo email: liberamenteeco@gmail.com

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