Cronaca

Goodbye Philip

Sembrava dovesse essere sempiterno e la stessa impressione probabilmente la si ricava dell’inossidabile sua consorte Elisabetta, regina di Inghilterra. Invece sul traguardo delle 100 candeline il principe Filippo, duca di Edimburgo (all’anagrafe Philip Mountbatten, nato principe Filippo di Grecia e Danimarca a Corfù, 10 giugno 1921) in un giorno di primavera ci ha lasciati. Da tempo era ricoverato in ospedale a causa di una non meglio precisata infezione non legata al covid-19 (cui si erano aggiunti problemi al cuore) e diverse volte nei giorni scorsi si era temuto per la sua salute, tanto che il principe Harry, era stato addirittura richiamato a palazzo nel castello di Windsor proprio per poter salutare il nonno – non legata al covid-19 – cui si erano aggiunti problemi al cuore. Elisabeth ha espresso «profonda tristezza» per la perdita «dell’amato marito».
con cui era sposata dal 20 novembre 1947 e da cui ha avuto quattro figli: Carlo, Anna,Andrea ed Edoardo. Di questa figura che ha saputo sempre stare “un passo indietro” alla super Queen tracciamo in memoria una breve linea biografica, affinchè ne emergano i tratti che ne hanno contraddistinto l’azione. Nato principe di Grecia, nipote del re di Grecia Costantino I (casata degli Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg, la stessa della Danimarca, che aveva dato il secondo sovrano alla Grecia nell’Ottocento, Giorgio I), prima del matrimonio rinunciò ai propri titoli greci e fu accolto nella Chiesa d’Inghilterra e adottando il cognome Mountbatten.Il giorno dopo le sue nozze ottenne il trattamento di “Altezza Reale” da re Giorgio VI e il giorno seguente i titoli di duca di Edimburgo, conte di Merioneth e barone Greenwich. La regina Elisabetta II lo ha poi creato principe del Regno Unito nel 1957. Come consorte della sovrana ha affiancato la regina nei suoi viaggi ufficiali nel Commonwealth e nel mondo, apparendo frequentemente agli occhi del pubblico. È stato il più longevo consorte di un monarca britannico: infatti il 19 aprile 2009, con 62 anni e 71 giorni di matrimonio, ha superato anche la regina consorte Carlotta di Meclemburgo-Strelitz, moglie di re Giorgio III. Oltre agli attributi regali, Filippo è stato anche patrono di una serie di organizzazioni, incluso il The Duke of Edinburgh’s Award, un premio a lui dedicato, ed è stato a capo delle Università di Cambridge e di Edimburgo. Sin dalla sua visita in Antartide del 1956, si è impegnato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul rapporto uomo-ambiente, tema sul quale ha anche pubblicato degli scritti. In segno di lutto (8 giorni), bandiere a mezz’asta ed è possibile anche che sia proclamato lutto nazionale. Le esequie si svolgeranno al Castello di Windsor anche se le rituali cerimonie saranno condizionate dalle norme anticovid. Secondo le regole previste per i funerali della Casa Reale (codice Operation Forth Bridge), le esequie del principe Filippo si svolgeranno infatti nei prossimi 10 giorni nella St George’s Chapel in “forma ristretta”. Si prevede che si dovrà rinunciare anche al previsto corteo funebre per le strade di Londra, con la sfilata militare, che avrebbe attirato decine di migliaia di persone nelle strade per porgere l’ultimo saluto al duca di Edimburgo. Gli organizzatori, sottolineano dal Palazzo fonti citate dal Guardian, sono “disperatamente ansiosi” di non organizzare nulla che possa provocare assembramenti.Già a partire da alcune d’ore dopo la notizia della sua dipartita hanno iniziato a radunarsi centinaia di cittadini e curiosi proprio davanti alla residenza londinese della famiglia reale. Una processione continua di chi ha portato bigliettini e fiori. Appassionato di polo e di corse, Filippo era diventato noto per la sua fama di incredibile gaffeur che lo hanno alla lunga fatto amare e apprezzare dai sudditi e, in passato, un po’ meno dalla stampa. Come quando chiese al cantante Tom Jones dopo la sua esibizione al Royal Variety: “Con che cosa li fai i gargarismi, con i sassi?”  o come quando disse ad alcuni studenti inglesi in Cina: “Se state ancora un po’ qui vi verranno gli occhi a mandorla”. O ancora, rivolto a un istruttore di guida scozzese: “Come fate a tenere gli scozzesi lontani dalle sbronze quel tanto che basta per fargli passare il test?”. Durante la visita in Italia, a cena con Giuliano Amato che gli porgeva una bottiglia di vino pregiato, supplicò: “Datemi una birra”. Bisnonno affettuoso, nonno amatissimo,  talvolta si rammaricava di non aver potuto sostenere concretamente la sovrana in assenza di “una qualche qualifica professionale, anziché trascinarsi dietro di lei”. Un peccato, secondo tanti che lo hanno conosciuto e che tra tutte le sue qualità sottolineano soprattutto l’intelletto acuto.Goodbye Philip, gentleman d’altri tempi! Words can’t express how saddened we are to hear of your loss.

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