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Olimpiadi di Tokyo, ancora un bronzo per Federico Burdisso

Il pavese terzo nella 4x100 mista insieme a Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi e Alessandro Miress

Burdisso con la tuta bianca festeggia il secondo bronzo olimpico

Quattro facce di bronzo. All’ultima curva l’Olimpiade di Tokyo si tinge ancora di azzurro con la staffetta 4×100 mista che conquista il bronzo come mai nella storia. E’ la sesta medaglia del nuoto italiano con due argenti e quattro bronzi: eguagliato il primato di Sydney 2000 per numero di metalli.
Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Federico Burdisso e Alessandro Miressi portano sul 3’29″17 il primato italiano che in 3’29″93 valse il il bronzo europeo. La finale è dominata in corsia otto dai campioni uscenti degli Stati Uniti (Ryan Murphy, Micheal Andrew, Caeleb Dressel, Zach Apple) con il record del mondo di 3’26″78 che butta giù il primato gommato che risaliva ai mondiali di Roma 2009 (3’27″28). A secondo posto i campioni del mondo e d’Europa della Gran Bretagna (Luke Greenbank, Adam Peaty, James Guy, Duncan Scott) con il record europeo di 3’27″51 (precedente 4’28″10 del 28 luglio 2019 a Gwangju). Bruciata la Russia, che ci precedette a Budapest, di cinque centesimi (3’29″22).
Apre il libro dei sogni uno stratosferico Thomas Ceccon, ormai giunto alla piena maturazione agonistica, che non trema davanti ai giganti e chiude il dorso in 52″52; davanti a lui solo il bronzo olimpico Ryan Murphy (52″31). Nicolò Martinenghi, esordiente e già bronzo dei 100 rana che compie 22 anni oggi, si regala un 58″11 dietro sua maestà Adam Peaty che nuota la frazione lanciata più veloce di sempre in 56″53. Terzi gli Usa con Michael Andrew che in 58″49 dà il cambio a Caeleb Dressel: l’uomo dei Giochi vola verso il quinto oro olimpico (58″49). Federico Burdisso, già bronzo nei 100 farfalla, consolida la posizione e vira terzo in 51″07, lasciando alle braccia veloci e sapienti di Alessandro Miressi la possibilità di portare la staffetta mista per la prima volta nella storia sul podio, come fu per la 4×100 stile libero. Mirex, sesto nella gara individuale, non cede mentalmente, rintuzza il ritorno di uno scatenato russo Kliment Kolesnikov (47″03 per il campione europeo) e chiude in 47″47 bruciando di cinque centesimi i vicecampioni europei. “Siamo un grande gruppo perché, tranne Miressi, in tre veniamo dalle giovanili e nuotiamo fianco a fianco da anni – spiega Thomas Ceccon, 20enne di Schio seguito di Alberto Burlina per Fiamme Oro e Leosport, esploso con tre medaglie in staffetta ai recenti europei di Budapest e già argento con la 4×100 stile libero – Sapevamo che le prime due erano irraggiungili, ma ce l’abbiamo fatta contro la Russia che in Europa ci aveva battuto e questo ci rende orgogliosi”. Seconda medaglia di bronzo per Federico Burdisso che chiude un’olimpiade da protagonista: “Nuotare queste staffette è sempre emozionante – spiega il 19enne pavese allenato da Simone Palombi, quarto ai Mondiali di Gwangju e vice campione europeo in carica, tesserato per Esercito e Aurelia Nuoto – essere terzi è un ottimo risultato ed è una base di partenza solida per il futuro”. Secondo bronzo e ciliegina sulla torta di compleanno per Nicolò Martinenghi che brinda finalmente al suo talento esploso definitivamente: “Abbiamo dimostrato di esser un gran gruppo, ci conosciamo da anni e conosciamo le nostre potenzialità. Questa medaglia me la volevo regalare per il compleanno, sono al settimo cielo” chiosa “Tete” talento allenato da Marco Pedoja che dopo 21 anni ha riportato sul podio olimpico la rana azzurra. Un raggiante Alessandro Miressi si scrolla di dosso la delusione della gara individuale: “Siamo veramente felici di come abbiamo concluso queste olimpiadi – dichiara il 22enne torinese seguito da Antonio Satta, campione ueropeo tre anni fa, argento nel maggio scorso e già argento con la 4×100 sl – Questo è un bronzo per il futuro, abbiamo gettato le basi per delle staffette che possono crescere molto. Siamo già in due sotto i 48 da fermi. Ho acquisito esperienza. Conquistare due medaglie alla prima olimpiade è molto bello e la prossima volta non mi farò condizionare dalla tensione nella gara individuale. L’importante ora è lavorare bene nei tre anni che ci separano dai Giochi di Parigi”.

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