Cultura e Musica

Da Pinarolo Po all’ Accademia di Brera: una pioniera dell’empowerment femminile

Siamo negli anni Sessanta, in un minuscolo paese della provincia di Pavia, che conosce come attività il settore primario e secondario. Un servizio ferroviario, che trasporta nelle principali città, offre uno spazio anche al terziario.

Luciana è un’adolescente con molte ambizioni: non esagerata, poiché il suo talento è oggettivo e, in un’epoca in cui le ragazze erano considerate da tutelare, in particolare quelle di un paese che si sarebbero sentite disorientate in una metropoli, con i rischi e la “pecca” di essere femmina. Sì, oggi non è cambiato molto e la ragazza di ieri, oggi è soddisfatta delle numerose sfide che ha combattuto: la prima convincere i genitori a conseguire un diploma artistico presso la rinomata Accademia delle Belle Arti di Brera. Inizialmente, un’utopia; in seguito, la determinazione della giovane ha convinto la famiglia, che, comprensibilmente, la iscrisse in un istituto, seguito dalle suore, che la potessero sostenere almeno negli anni dell’adolescenza, una famiglia che viene selezionata affinché il trasferimento a Milano fosse più ridimensionato.

L’allieva si distingue già per le sue doti nella figura dal vivo: le mani, la sua passione. Quanta fatica nel seguirne i movimenti, però quanta energia nel proseguire un soggetto, quando ci si riesce.

Un’altra, forse la più decisiva, sfida, è stata insegnare nella stessa accademia nella quale iniziò la sua esplorazione nell’arte. Quasi imbarazzata nell’essere coetanea di alcuni allievi, offriva consigli: correggeva con l’esempio. Le parole, spesso, offendono: un allievo, soprattutto al primo anno, va seguito nelle sue inclinazioni e accolto con le competenze, che, seguendo le lezioni, anche lui dovrà acquisire. Nel mentre, essere aperto ai consigli, offerti con la delicatezza che è visibile anche nelle tele di Luciana. se ti poni in modo scontroso, sarà complesso ottenere un obiettivo e  molto più facile non avere più un alunno, il quale, trattato in un modo, avrebbe potuto offrire molto. Il talento, anche nascosto, va ascoltato sia in prima persona sia dagli altri, amici e non, che possono esprimere un’opinione.

Il tramonto, come è possibile osservare nel filmato, ha la tinta che predilige il mese della prevenzione femminile e Luciana è molto sensibile al paesaggio che l’abbraccia, ogni mattina, e che le fa capolino, quando dipinge nel suo studio.

Le chiedo il motivo della scelta su una ballerina di danza classica, nel contesto rappresentato: il soggetto è giunto casualmente all’artista, ricordandosi anni fa, quando, mentre insegnava l’arte figurativa, con il modello o la modella in posa, una ventenne, ballerina al “Teatro La Scala”, si offriva come soggetto, non chiedendo una retribuzione. Il suo regalo era poter assistere all’atmosfera di studi, nella prestigiosa Accademia.

L’artista ama esporre in Italia e in Europa, poiché recepisce un linguaggio comune nel offrire valore alle esposizioni, a partire dall’allestimento di una tela. Le sue già offrono una brillantezza come, in quasi tutte le stagioni, la campagna, la sua comfort-zone, il luogo in cui è nata e che ha portato nell’anima, anche tra i palazzi austeri di una città, che le ha regalato altre idee e nozioni e che, oggi, sente nostalgica, però “Pinarò l’è Pinarò”!

Competente, talentuosa, quanto donna scherzosa, che, tra una spiegazione e un dialettismo, ti abbraccia con un Sapere che merita essere diffuso.

I quadri esposti sono in vendita.

 

Contatti:
  • 347 8540096
  • via Bosio 25, Pinarolo Po

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