Due Chiacchiere con l' Arte

CUCITURE PER L’ANIMA

Chiara Maria Bergamaschi vive in provincia di Bergamo col suo compagno; ha avuto svariate esperienze lavorative in ambienti diversi tra loro ed è stata impiegata nel tessile, immobiliare, fitness, commerciale e infine nuovamente nel tessile.

Grande appassionata di cinema, adora la musica e ama leggere.

Ama la convivialità, conoscere persone nuove per trovare nell’incontro il confronto che regala la possibilità di evolvere; sempre alla ricerca del bello negli altri poiché crede fermamente che chiunque sia in grado di migliorare sempre.

È al suo terzo romanzo pubblicato con Porto Seguro Editore.

 

CUCITURE PER L’ANIMA

Bergamo, anno 2012, è qui che prende il via la storia con l’annuncio di un matrimonio, inatteso, che scombussola la vita preordinata di una nota famiglia alto borghese.

La madre dello sposo, Gilda, si oppone strenuamente all’unione avversando la futura nuora, ritenendola inadatta al figlio e al loro buon nome; Raylai, una giovane straniera senza alcun pedigree o ricchezza e Matteo Junior, colto e ricco avvocato, cercheranno comunque di realizzare il loro progetto d’amore, nonostante tutto e tutti.

La frattura familiare, però, si è formata nel momento in cui si palesano l’egoismo e la mancanza di volontà necessari a superare certi blocchi mentali: fino ad arrivare al momento in cui l’arroganza di Gilda diventerà incontenibile facendo giungere la relazione familiare ad un punto di non ritorno o forse no…

Poiché nella vicenda ci sarà la benevola intrusione di Alfredina, vecchia maestra elementare e amica di famiglia, che cercherà di aiutare Gilda a comprendere l’errore che sta commettendo, lavorando per la tutela della libertà che Matteo deve poter esercitare per sé stesso.

Attraverso gioie e dolori, amarezza e segreti svelati si giungerà all’atto finale della narrazione con una domanda importante: è possibile osteggiare la superbia delle persone che ne sono affette aiutandole a cambiare? Oppure la delusione e l’amarezza saranno inevitabili?

Il romanzo racconta progetti di libertà, l’ipocrisia di certe situazioni, la superbia di persone che si percepiscono superiori al loro prossimo ma anche di generosità e della grande volontà di amore e felicità che nella vita ciascuno porta sempre con sé.

Domande

un ottimo libro complimenti, in cosa secondo la famiglia è cambiata e come si potrebbe riportare ai vecchi albori ?? 

Innanzitutto, La ringrazio per il complimento. In risposta a quello che mi chiede riguardo la famiglia credo che, in questi decenni, questa istituzione abbia subito parecchi stravolgimenti che sono certamente germogliati dai cambiamenti della nostra società. Penso che sarebbe fondamentale, però, mettere in primo piano il rispetto delle libertà di tutti cosa che solo l’amore vero, disinteressato, può trasmettere. Certe ristrette concezioni sociali di famiglia sono spesso generate da una chiusura che porta le persone a fare una considerazione un po’ arrogante di sé nel confrontarsi e perdendo il senso di famiglia umana: cioè, il senso della famiglia allargata al nostro prossimo e all’accettazione dell’altro.

Dando poco spazio alla generosità si finisce per rinchiudersi in un nucleo piccolo e considerarsi migliori degli altri: credo che l’apertura mentale ed emotiva siano fondamentali per instillare la generosità, l’umiltà e l’umanità nel confronto con l’altro.

ha preso spunto da qualche realtà conosciuta per scrivere questa storia ?

Credo che siamo perennemente circondati da storie che narrano fatti simili al racconto che ho inventato. Ad esempio, vedo molto spesso la mancata accettazione della diversità, non solamente quella legata allo straniero, ma proprio quella legata alla difficoltà di guardare oltre il proprio naso. Troppe persone sono immerse nelle loro piccole grettezze, sempre di fretta e spesso con poca volontà di aprirsi al prossimo in maniera vera; quindi, si tende sovente a credere che chi ci avvicina lo faccia con scopi poco leciti. Si è sviluppata una grande diffidenza che potrebbe portare a pensare di essere migliori perdendo la capacità di avere incontro genuino con l’altro. In “Cuciture per l’anima” ho voluto raccontare la speranza e la possibilità di un finale diverso da ciò che si percepisce frequentemente nel mondo attorno a noi.

ha in progetto un altro libro , se si di cosa parlerà?

Si, sto sviluppando un progetto che la casa editrice Porto Seguro Editore ha appoggiato e questo romanzo fa parte della collana sui vizi capitali. Il primo romanzo dal titolo “La scelta” racconta l’invidia; il romanzo presentato in questa sede si intitola “Cuciture per l’anima” e racconta la superbia; quello a cui sto lavorando narrerà l’accidia. Il mio intento in tutti i libri della collana è quello di narrare i vizi capitali cercando una realtà evolutiva dei protagonisti: non volevo una semplice raccolta di storie drammatiche dal finale tragico ma raccontare che con impegno si può perseguire il cambiamento.

secondo lei c’è una morale in questo libro ?

Si, secondo il mio punto di vista la morale del racconto è legata alla più anziana delle protagoniste che dimostra un’apertura mentale e spirituale che, mi piacerebbe, riscontrare più sovente nei giovani: si tratta della generosità di aiutare il prossimo e dell’umiltà da usare come metro di misura. L’altro aspetto che sottolineo, durante tutto lo svolgimento della narrazione, è che la superbia diventa fine a sé stessa, non dona serenità, non fa evolvere: in sostanza non ci porta da nessuna parte e crea una sorta di cancrena nell’animo di chi ne è affetto.

dove possiamo trovare il libro?

“Cuciture per l’anima” lo si può ordinare in tutte le librerie o lo si trova su tutte le piattaforme online (Amazon, Feltrinelli store, IBS, ecc.).

Di Manuela Montemezzani

 

 

 

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