Due Chiacchiere con l' Arte

Fabio Sabatini

Fabio Sabatini bio

Sono nato nel luglio del 1955 a Levanto, una cittadina della riviera Ligure ai margini delle 5 Terre. Durante I miei studi ho fondato una radio alternativs e ne ho fatto l’animatore. Poi mi sono concentrato sull’universita ma la radio ancora esiste a 50 anni di distanza. Mi sono laureato in ingegneria dopo di che, nell’ambito del mio lavoro ma anche per curiosità o motivi personali, ho avuto occasione di girare il mondo o una buona parte di esso. 10 anni a Parigi, 1 anno a Monaco di Baviera, 1 anno a Brighton, 1 anno in Giappone e poi ho visitato Cina, Brasile, Filippine. Tutto ciò mi ha portato a superare quella visione campanilistica che spesso abbiamo della vita e dei rapporti tra persone. Ad esempio adoro pasta e pizza ma sia ramen che sushi che bœuf burguignon per me non sono piatti esotici ma fanno parte della mia alimentazione comune. Ho conosciuto persone stupende nei paesi che ho frequentato e ad oggi convivo con una ragazza filippina conosciuto nei miei viaggi.

Tutte queste Esperienze confluiscono nei miei scritti che si svolgono indifferentemente a Tokyo, a San Paolo del Brasile, a Londra o altrove, la lista é lunga mentre I miei personaggi sono spesso un melting pot di culture e provenienze.

Ho scritto 6 romanzi. Ne ho pubblicati 2, Vietato ai Minori e Chernobyl. Sto scrivendo il settimo

La mia casa é popolata da 3 gatti che sovente compaiono nelle mie storie.

 

Vietato ai Minori

Romanzo di Fabio Sabatini

Sinossi

Rocco è un progettista elettronico avanti con gli anni. E’ stanco del lungo tempo trascorso nel solito

trantran quotidiano pieno di rimpianti e frustrazioni. Abbandona il suo impiego per tornare ad una

passione della sua gioventù. La radio. Negli anni 70, con alcuni amici, fondò una emittente alternativa

quando ancora la Rai deteneva il monopolio dell’etere, emittente che lasciò per seguire i suoi studi e il

suo impiego. Adesso si inventa e poi conduce una trasmissione in cui trattare in modo scherzoso e

confidenziale argomenti legati al sesso uniti ad una abbondante dose di musica anche quella

proveniente dalla sua adolescenza, il rock, blues, le ballads degli anni 70. La sua trasmissione va

giocoforza in onda in tarda serata e spesso si prolunga nelle ore piccole quando il pubblico degli

ascoltatori è quello della gente della notte, dottori e infermieri, addetti alle pulizie, autisti degli ultimi

mezzi pubblici, perditempo e prostitute che spesso lo chiamano per fare quattro chiacchiere o

chiedere canzoni da dedicare. Tra queste c’è Sabrine, una ragazza orientale che è finita a battere i

marciapiedi della stessa città in cui Rocco vive e lavora per mantenersi agli studi di medicina. Tra i due

scocca una scintilla e nasce una relazione quando alla radio giunge la telefonata di Cecilia che

denuncia di essere stata violentata. E’ un episodio di molti anni prima a cui Rocco, ormai insieme a

Sabrine, dedica particolare attenzione. Cecilia è una donna matura a cui Sabrine, lontana da casa

ormai da anni, si affida come fosse una madre. I tre diventano inseparabili ma il ricordo delle angherie

subite spinge Cecilia a pensare di mettere fine alla propria vita. Intanto un vecchio cliente di Sabrine,

che ha smesso di frequentare i marciapiedi, scopre di essere infetto dall’AIDS e vuole vendicarsi sulla

ragazza che ritiene responsabile della sua malattia. Ormai privo di ragione rapisce la giovane per

torturarla ed ucciderla. Rocco, con l’aiuto di uno strano amico hacker, riesce a liberare la sua amata. Il

finale è dolceamaro. Mentre Sabrine consegue la laurea per cui tanto si era impegnata, Cecilia

soccombe alle proprie ombre in una clinica per suicidi assistiti nella vicina svizzera.

Chernobyl, sinossi

Werner e Johnny sono i soprannomi di due amici cresciuti insieme fin dalla più tenera infanzia. Il primo, divenuto una persona equilibrata dopo gli eccessi dell’adolescenza, narra la storia del secondo la cui irrequietezza non si esaurisce col passaggio all’età adulta. Johnny viene attratto dal mare che lo porta ad incontrare, davanti a Buckingham Palace all’ora del cambio della guardia, Sara, la ragazza della sua vita il giorno successivo all’esplosione della centrale nucleare ucraina. La segue fino al suo paese d’origine, il Brasile, e la sposa. La ragazza è vittima della violenta criminalità locale lasciando Johnny disperato e con Emilia, la figlia appena nata, da crescere. Ma la relazione tra Sara e Johnny non finisce con la sua morte, Sara gli compare in sogno ed i due instaurano un rapporto completo in ogni suo risvolto benché onirico. La storia è raccontata in un misto di prima e terza persona in quanto Werner, il narratore, fa anche lui parte delle vicende narrate. La storia vuol essere un omaggio all’amore, quello vero, che varca il mare, i confini stabiliti dagli uomini e persino le porte dell’aldilà.

 

Domande

Il potere della scrittura, un autore un racconta storie. Che potere ha la scrittura ancora oggi ?

 

 

Il potere della scrittura è enorme. La scrittura informa, insegna, racconta, avverte. La scrittura crea storie e personaggi, a volte veri, a volte verosimili, spesso di pura invenzione ma questi personaggi ti trasportano nelle loro storie e ti fanno vivere un’avventura che altrimenti non vivresti. Voglio dire la scrittura spazia su un numero enorme di situazioni, dal far venire a galla verità sconosciute al divulgare luoghi o eventi lontani nello spazio e nel tempo fino allo scrivere di fiction, romanzi che raccontino una storia che sta e a volte pesa nell’animo dello scrittore e che lui stesso sente il bisogno di esternare, di coinvolgere altri nell’esperienza alle spalle di quella storia, fosse solo per offrire un viaggio fantastico (nel senso, fatto di fantasia) stando comodamente seduti nella propria poltrona preferita davanti ad un caminetto scoppiettante di fuoco. Ci sta in questa stagione ormai fredda.

La scrittura sta al lato opposto di tutto ciò che è video. La TV, il PC, lo smartphone ti offrono “tutto e subito”, non hai spazio per la tua propria fantasia. Lo scrittore dipinge i propri personaggi con pochi tratti, a parole. Sta al lettore dargli un volto, una voce, assegnare tonalità ed inflessioni ai dialoghi che si stanno leggendo. Ad esempio, nel mio libro Vietato ai Minori, io immagino l’hacker come toscano ed è bello leggere le sue frasi con la acca aspirata e con la cadenza toscana piuttosto che con voce piatta ed incolore come la conta dei voti dopo ogni elezione.

una trama molto retro nel tempo parliamo di radio , amori e purtroppo buchi neri dell’animo. Da dove arriva la storia da lei scritta ?

Io ho 68 anni, la parte emotivamente più ricca della mia vita è trascorsa molti anni fa anche se in realtà non mi sono mai arreso al trantran della vita casa-lavoro e ho sempre cercato di dare un po’ di colore alla mia esistenza. In questo mi ha aiutato molto la mia occupazione che mi ha portato spesso in giro per il mondo, specialmente in estremo oriente essendo il mio datore di lavoro giapponese. Quando avevo 22 anni e ancora universitario, parliamo di 46 anni fa, insieme ad altri pochi e selezionati amici, fondai una radio alternativa, più commerciale che alternativa. Fu più un tentativo di sfuggire alla noia dell’esistenza in un paese di mare che ha una vita letteralmente schizofrenica, mille cose da fare nei due mesi clou dell’estate, soprattutto persone da conoscere e frequentare ma anche cinema, fiere, eventi, spettacoli in piazza, il calendario è piuttosto ricco. Al contrario il nulla più assoluto nei restanti 10 mesi.Avere un’idea che ti portasse oltre questo dualismo estate inverno era una necessità di sopravvivenza. E quando sei alla radio, microfono e consolle davanti a te, hai di fronte tutto il mondo, almeno quello che le tue onde riescono a raggiungene. E’ emozionante ed anche un po’ spaventoso. La mia prima trasmissione fu dura, facevo fatica ad aprire la bocca e a far uscire il fiatoinsieme alle parole che peraltro si formavano a stento nella mia mente. In breve, Vietato ai Minori si rifà ad una visione 2.0 di quella esperienza.

Negli anni vissuti a Pavia, abitavo in fondo a Via dei Mille, là dove attraversa il Gravellone per unirsi alla statale.La zona la sera era popolata dalle ragazze a pagamento. Mi ha sempre colpito vederle là, mostrare il proprio corpo in attesa di clienti. D’estate con le zanzare, d’inverno con la nebbiolina (o il nebiun) gelida che è peggio di un freezer. Lavorai per qualche anno a Corbetta, nell’hinterland milanese, ci andavo in macchina, l’unico mezzo possibile. Le ragazze a pagamento erano anche lì, lungo la strada, nelle gelide campagne tra Pavia e Milano. Mi colpì, una mattina invernale, il volto di una di queste ragazze, seminuda, che mentre saliva nella cabina del camionista che l’aveva ingaggiata, sembrava esprimere gratitudine, più per quei momenti da trascorrere all’interno del mezzo riscaldato che per il compenso che ne sarebbe scaturito.

Vietato ai Minori non vuole essere un’indagine sociologica sul mondo della prostituzione ma mi è venuto naturale mischiare le vite di un anziano animatore radiofonico e di una giovane prostituta cinese, giunta in Italia per tutt’altro scopo e finita poi a passeggiare sui marciapiedi.

C’è un messaggio che vorrebbe condividere col lettore in questo libro ?

Vietato ai Minori è principalmente un romanzo di fiction e di evasione. Non è nato per portare uno o più messaggi specifici. Ma qualsiasi libro porta sempre con se dei messaggi, chiamiamoli intrinseci, legati agli argomenti trattati ed al modo con cui vengono affrontati. Anni fa, mentre stavo in vacanza al mio paese, Levanto, venne a trovarmi per qualche giorno di mare, un’amica, una bellissima ragazza di origini orientali. Un giorno decise di andare a Milano per “flaner” lungo le vie della moda. Tornò a tarda sera e giunta allo scalo del paese di Sestri Levante, non trovò più coincidenza per raggiungere casa mia. Andai così a prenderla. La trovai alla stazione di Sestri Levante circondata da auto di maschi che le chiedevano il prezzo e la esortavano a salire. Il mio più grande godimemto fu quando lei salì, senza alcun preambolo, sulla mia macchina e tutti loro rimasero delusi con la mascella floscia. Ecco, sei donna, straniera, orientale, di tarda sera e automaticamente diventi una prostituta. E lei non lo era per niente, tantomento abbigliata per attrarre gli sguardi e sedurre i maschi.

Ecco, nel libro non c’è un messaggio specifico ma semplicemente un modo, forse pure un po’ naif, di dare un’pcchiata a cosa c’è dietro la vita di una ragazza da marciapiede. O forse un messaggio può essere, una donna è solo e semplicemente una donna, non importa se campa vendendo il proprio corpo, va sempre trattata da donna e prima ancora da essere umano. E, se vogliamo, l’ulteriore messaggio che si legge tra le righe è la speranza, il non darla mai su, rialzarsi dopo ogni caduta perché ci sia sempre un domani, sperabilmente migliore

Pensa sia una storia dove ci si può rispecchiare ?

Beh, come già detto è una storia di fiction. Ma il personaggio principale è molto ispirato a me, peraltro io scrivo al presente ed in prima persona, come non potrebbe esserlo. La protagonista, la giovane prostituta cinese invece è ispirato ad una persona che conobbi ad Hong Kong, una signora molto più anziana e per nulla coinvolta nel mondo della prostituzione. Voglio dire, se i personaggi in fondo pescano dal mondo reale, se la fiction inevitabilmente crea una realtà parallela indistinguibile dalla realtà di tutti i giorni, perché non si potrebbe rispecchiarsi nel mio come nei molti altri libri scritti da autori spesso più bravi di me? Non è necessario essere un astrinauta o un macchinista ferroviere per confrontarsi con personaggi che siano volta per volta astronauti o macchinisti ferrovieri. Ci si rispecchia nelle idee, nelle opinioni e soprattutto nelle emozioni. Un libro che non porti emozioni è in fondo inutile

Dove possiamo trovare il libro ?

Il libro, pubblicato da booksprint, ha avuto scarsa diffusione, purtroppo.

Ma lo si trova sul sito dell’editore

https://www.booksprintedizioni.it/libro/narrativa-italiana/vietato-ai-minori

Oppure su IBS

https://www.ibs.it/vietato-ai-minori-libro-fabio-sabatini/e/9788824981231?queryId=43d7f1735d6be72b1c343fdc6c1cd44b

progetti futuri

Per il futuro ho in mente molte cose. Vorrei pubblicare gli altri 4 testi che ho scritto ma soprattutto ho iniziato un nuovo manoscritto.

Viviamo in un mondo globalizzato dove il concetto di democrazia e quindi di uguaglianza degli esseri umani nei diritti (e nei doveri) è stato sostituito da quello di libero mercato. Il neo liberismo imperante ha portato a disparità sociali e povertà in modo trasversale. Ho immaginato che la situazione arrivi al limite dell’insopportabile e che la classica scintilla altrimenti insignificante, adesso faccia scoppiare un conflitto di proporzioni mondiali. Ma non tra stati, piuttosto tra classi, tra chi vuole emergere per sopravvirere e anzi vivere con dignità e chi invece vuole mantenere uno status quo sempre più oppressivo nell’ottica del guadagno di pochi. In pratica una rivoluzione globale. Non so ancora come andrà a finire, per ora ho scritto il primo capitolo che si svolge in un bar di Manila.

Di Manuela Montemezzani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento