Dalla parte del Tecnico

Attenzione alla nebbia.

Continua la serie di tamponamenti o incidenti, tra i quali, alcuni molto gravi, a causa delle fitte nebbie, coadiuvate dall’umidità che si deposita sull’asfalto. Tempo fa avevo già accennato a possibili interventi tecnici, per ridurre, non escludere, questo prodotto climatico terribile, quanto il ghiaccio e lo smog nelle gallerie. Purtroppo, una possibile soluzione, non viene ancora presa in considerazione, e, visto che nessuno propone alternative, tranne la riduzione della velocità,  che pare il male primario di tutto, non ne capisco il motivo. La nebbia è un agglomerato di aria umida, che condensa a pochi centimetri dal suolo. Infatti, chi normalmente la incontra, utilizza fari di profondità,  detti fendinebbia, posti nella parte bassa anteriore del veicolo. Questi permettono di intravvedere, più nitide, le strade. La nebbia, fondamentalmente, si comporta come il fumo. Infatti, difficilmente la si trova in giornate ventose. Cosa c’è allora di più semplice di un colpo di vento, per creare un turbinio e diradare il più possibile, il pericolo biancovestito⁹? Un ventilatore! Lo so! Ora mi prenderete per folle. Prendiamo un potente turbo-ventilatore. Lo posizioniamo nei pressi di una strada in presenza di nebbia, lo si mette in funzione. Doppia opzione : in avanti, spingerà via la nebbia, soffiando. Invertendo il senso di rotazione, la aspirera’. In entrambi i casi, otterremmo l’allontanamento del pericolo. Naturalmente ho semplificato, ma immaginate queste centraline operative, in serie, in zone ove generalmente, il pericolo biancastro è più presente. La tecnologia ci aiuta, perché il funzionamento potrebbe avvenire tramite pannelli solari, e quindi ecogreen, e tramite sensori di rilevamento. Naturalmente, il tutto, unito alla prudenza degli autisti. Buon viaggio a tutti e, guidate col cervello.

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