Attualità

L’attacco dell’Iran ad Israele era già tutto previsto

Intervento dello scrittore Fabrizio Uberto

Vogliamo parlarci chiaramente? E allora diciamo che, parafrasando Cocciante, ” era già tutto previsto”. L’attacco di stanotte dell’Iran contro lo Stato Ebraico, non è che una tragica tappa ( cui presumibilmente seguiranno altre) di un percorso di morte, inaugurato dagli atroci massacri di civili inermi perpetrati dai tagliagole di Hamas il sette ottobre scorso. Questi ultimi ( i peggiori nemici della causa palestinese) nel commettere efferatezze di ogni tipo ai danni di persone inermi, colpevoli soltanto di essere ebree, avevano messo in conto la successiva reazione del governo israeliano ( a sua volta eccessiva ed iniqua), volta a portare morte e distruzione a Gaza, con l’intento ( assai problematico) di snidare ed eliminare i carnefici di quel Pogrom, foraggiati a loro volta dall’Iran. L’intento di Hamas dunque, ( senz’altro favorito dalla protervia di Netanyahu e dei suoi sodali) era quello di mostrare al mondo intero il volto peggiore di Israele, quello bellicista incarnato dagli esponenti del Likud. Nondimeno, nelle manifestazioni pro-Palestina che negli ultimi tempi hanno agitato le piazze d’Europa, scientemente vengono accantonati due aspetti importanti: in primis che non solo l’Iran ma anche diversi attori che agitano il travagliato Medio Oriente hanno come unico obbiettivo la distruzione dello Stato Ebraico e per nulla la soluzione del problema palestinese. In secondo luogo, che all’interno dello stesso Israele, unica Democrazia di quello scacchiere, esiste una forte opposizione interna alla classe politica che governa il Paese, una contestazione che non solo si esprime sul piano parlamentare, ma anche sul versante dei giovani e meno giovani che nelle piazze reclamano a gran voce le dimissioni di Netanyahu, nonché su quello delle dure critiche mosse a quello stesso Governo da grandi intellettuali ebrei, ( un nome per tutti, David Grossman).
Ciò detto, il punto che mi preme sottolineare, è che tutto quello che sta avvenendo sotto i nostri occhi, risponde finora a un filo logico, per quanto inquietante e bellicista. I massacri del sette ottobre, la spropositata reazione di Israele, l’attacco alla sede diplomatica dell’Iran a Damasco, con conseguente uccisione del leader dei Pasdaran Zahedi ( attentato peraltro attribuito a Israele ma rinnegato e mai ” firmato” dal suo Governo), la rappresaglia dell’Iran: tutti eventi questi ultimi che hanno una loro sia pure riprovevole ” consequenzialità”, secondo parametri logici ( guerrafondai finché si vuole) , tipicamente laici e occidentali. Ma che dire se invece ad un certo punto dovesse prendere quota un quid di irrazionale, un elemento di fanatismo religioso che in quanto tale non sia facilmente catalogabile o gestibile secondo quei canoni? Da più parti continuano ad arrivare rassicurazioni sul fatto che nessuno abbia interesse ad estendere il conflitto e a scaldare i motori di una catastrofica terza guerra mondiale. Ci si dimentica però o si finge di dimenticare che anche nel 14 e nel 39, la vox populi era pressapoco la medesima. Senonché, com’è noto, la situazione è sfuggita di mano, per ragioni diverse ma entrambe incontrollabili. Ne concludo che ancora una volta a me non sembra affatto( e non solo a me) che la Storia sia una tanto decantata “Maestra di Vita”.

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