Due Chiacchiere con l' Arte

Stefano Guerra – Enrico Solito , Scrittori

SINOSSI

Tutti abbiamo letto i libri del dottor John Watson, in cui narra le sue avventure con Sherlock Holmes. Ma dietro ogni grande uomo c’è una grande donna… e Mary Morstan è ben presente nel cuore di tutti gli sherlockiani. Oggi, nuovi documenti appena scoperti rivelano il ruolo che ella ebbe nelle avventure che già conosciamo, spiegano le sue frequenti assenze da casa, e narrano le sue personali, appassionanti avventure, in una serie di struggenti racconti pieni di passione, mistero, dolore, tensione, amore e speranza nella Londra vittoriana.

Il lavoro proposto dagli autori offre una serie di narrazioni con al centro Mary Morstan, mettendola in luce da una prospettiva che il lettore del canone sherlockiano saprà certamente apprezzare.

Le 168 pagine includono le seguenti storie: dopo il prologo, con La scoperta di una vocazione, abbiamo L’avventura del tossicomane redento, Due gocce nel mare, L’avventura del sindacalista innamorato, L’avventura del fidanzato misterioso, La lampada rossa e, infine, Il problema finale.

All’ombra di Sherlock Holmes: le avventure di Mary Morstan Watson è disponibile in tutti gli store, da Amazon a LaFeltrinelli, etc. incluso naturalmente il nostro Delos Store, sia in versione ebook che in formato cartaceo. Lo si trova anche presso le librerie che lo richiedono attraverso il canale di distribuzione LibroCO.

             

BIOGRAFIA DEGLI AUTORI

Mauro Castellini nasce a Mantova ma vive a Los Angeles (dove fa il produttore) dopo essere passato per Milano, città in cui si è laureato all’Università IULM, e per Roma. È entrato nel mondo holmesiano grazie agli amici Enrico Solito e Stefano Guerra e partecipa insieme a loro alla realizzazione di questo suo primo libro.

Gian Luca Guerra nasce a Roma da una famiglia legata al cinema e alla cultura, mondi nei quali ha lavorato tutta la vita con passione. Ispirato da una storia che ha reputato interessante, si è lasciato coinvolgere da Stefano Guerra, Enrico Solito e Mauro Castellini nella scrittura de Le Avventure di Mary Morstan Watson.

Stefano Guerra, neuropsichiatra infantile, psicoanalista, docente, dirigente scolastico in pensione. Autore di testi teatrali e sceneggiature cinematografiche, fondatore di Uno Studio in Holmes, di cui è stato presidente, membro dei Baker Street Irregulars, è autore di diversi articoli pubblicati in Italia e all’estero e dell’Enciclopedia sherlockiana (con Enrico Solito).

Enrico Solito, pediatra, neuropsichiatra infantile, ha lavorato molto con Emergency. Past President di Uno Studio in Holmes, membro dei Baker Street Irregulars (primo italiano) e di altre associazioni sherlockiane. Autore, con Stefano Guerra, dell’unica Enciclopedia italiana su Holmes, di racconti e romanzi apocrifi holmesiani e di romanzi di diversa ambientazione.

 

Intervista a Enrico Solito e Stefano Guerra


Perché avete scritto questo libro a quattro mani?


Per la verità, le mani sono state otto, perché, oltre a noi due, il libro è stato scritto anche da Mauro
Castellini e Gian Luca Guerra: la faccenda nasce da una cena tra amici, un po’ alticci, mentre stavamo
lavorando ad un altro progetto. All’improvviso, quasi senza che ce ne rendessimo conto, Mary si è
materializzata di fronte a noi. La sfida è stata quella di scrivere insieme, dividendoci il lavoro, cercando di dare
alla scrittura uno stile unitario, così da diventare uno “scrittore collettivo”, sintesi di quattro diverse sensibilità,
piuttosto che un coro polifonico a quattro voci.


Spiegateci che ruolo avete avuto in questo romanzo, ognuno di voi.


In realtà non è facile rispondere a questa domanda, perché è stato un lavoro caratterizzato da una
grande interscambiabilità di ruoli. Per quanto riguarda noi due, che ci siamo occupati della stesura
materiale del testo, dopo oltre 30 anni di scrittura assieme nei saggi critici e nell’enciclopedia
holmesiana, è assai difficile distinguere cosa esattamente venga da uno e cosa dall’altro. Dato che
siamo due persone molto impegnate ed è praticamente impossibile incontrarci per scrivere assieme,
uno dei due attaccava un episodio e passava ciò che aveva fatto all’altro, che correggeva, cambiava, ed
andava avanti, e così è stato per tutto il libro. Mauro e Luca, invece, sono stati determinanti, nella fase
creativa, dopo altre lunghe discussioni intorno a un bicchiere, nella scelta del personaggio di Mary,
nell’impostazione e nel ritmo della serie di racconti e, nella versione definitiva, nella revisione di tutti gli
episodi.


Raccontate di un’epoca storica della Londra in cui le menti umane hanno aguzzato l’ingegno.
Parlateci voi di come avete amato i romanzi di Holmes e Watson.


Quattro viaggi diversi, coerenti con la storia di ognuno di noi. Stefano afferma che il suo viaggio
personale è quello che, attraverso l’identificazione con Holmes, gli ha permesso, per tutta la vita, di
rimanere esageratamente sognatore come un adolescente, leggero e disilluso come un vecchio saggio,
logico e razionale come un detective che cerca incessantemente un metodo rigoroso per far trionfare
giustizia e verità. Enrico identifica nella dirittura morale di Holmes e Watson un modo di vivere ideale.
Invidia il loro umorismo, l’ironia e la capacità di scherzare anche nei momenti più drammatici. Si ritrova
nella loro indignazione viscerale verso la violenza e l’ingiustizia, che alla fine lo commuove, mentre la
loro lotta si trasforma in compassione e misericordia per i deboli e gli sconfitti. Per Luca e Mauro, è stato
come entrare in una sorta di mondo incantato del quale nemmeno sospettavano l’esistenza, dove la
lotta per la giustizia si intreccia con l’avventura e, nel suo nucleo, con la giocosa spontaneità.
Per tutti noi, è stato fondamentale trovare nella profonda e incrollabile amicizia tra Watson e Holmes
un modello per la nostra stessa relazione.


Perché avete sentito la necessità di dare voce ad un personaggio secondario?


Abbiamo sempre considerato Mary un personaggio tutt’altro che secondario nella vita di Watson e,
sospettavamo, anche in quella di Holmes. È lei che fa di Watson un uomo nuovo: il giovane uomo che
vede la sua vita distrutta dalla ferita in Afghanistan – che lo costringe a un pensionamento anticipato –
ritrova un senso della vita grazie a Holmes e alla sua amicizia, ma la sua autostima si blocca di fronte
ad un futuro sentimentale. Si considera di mezza età, zoppicante, senza una carriera professionale, e lo
dice chiaramente nel “Segno dei Quattro”. È Mary che gli restituisce la fiducia in sé stesso, lo fa sentire
amato, gli dà coraggio e lo spinge a tornare a fare il medico. E Holmes, che a Watson è affezionato, non
può non capire il bene che fa al suo amico questo cambiamento. Mary, dal canto suo, non si frappone
mai tra i due amici, non è mai gelosa, non interferisce (avrebbe ben potuto dire al marito cose tipo “non
ci sei mai, e quando non lavori sei sempre col tuo amico…” eccetera eccetera) anzi lo incoraggia a
coltivare la sua passione, proprio perché sa quanto conti per lui.
Questo, ripetiamo, ce lo siamo sempre detti in molte discussioni tra noi e in qualche relazione ai nostri
convegni. Così ci è venuto in mente di approfondire la faccenda, cercando di vedere la storia dal punto
di vista di lei. Non di farne un piccolo Sherlock Holmes: rispettiamo troppo Mary per farle fare la figura
della sciocca in concorrenza con il grande investigatore. Ma nella sua disponibilità per gli altri, rimarcata
da Watson in vari punti nelle storie canoniche, ci è sembrato che non potesse non interessarsi ai
disperati che vivevano sotto la rispettabilità borghese del mondo vittoriano, usando tutti gli strumenti
che aveva, incluse le tecniche apprese da Holmes. E via via che andavamo avanti, Mary ci è cresciuta
tra le mani, maturando competenze e sensibilità nuove: il suo avvicinamento al mondo degli umili è stato
progressivo, tanto da determinare una specie di “mitridatizzazione”, in virtù della quale Mary si è trovata, un
gradino alla volta, a fare cose che, all’inizio del percorso, non avrebbe nemmeno immaginato…


A che pubblico vi rivolgete?


In primo luogo, è scontato, agli appassionati del mondo di Holmes e Watson, che non smettono di
leggere – e moltissimi di scrivere! – racconti apocrifi per mantenere vivo quell’universo idealizzato in cui
si muovono i loro eroi. Ma poiché i nostri racconti non sono propriamente degli apocrifi holmesiani,
anche a tutti e a tutte coloro che possono aver sentito il bisogno di una maggiore caratterizzazione di
una figura femminile al fianco dei due amici. Già nelle prime settimane di uscita del libro, abbiamo
raggiunto lettori e lettrici che non avevano mai letto le storie di Sherlock Holmes, pur avendone
ovviamente sentito parlare, e che, dopo aver letto le storie di Mary, si sono incuriositi e sono andati a
cercarne le origini nel Canone.


So che il libro è tradotto anche in inglese. Ottimo, direi. La vostra esperienza in merito?


In effetti è stata una grande soddisfazione per noi: a quanto sappiamo nessun italiano ha avuto edizioni
di Holmes nel mondo anglosassone, se non ebook, mentre noi siamo pubblicati da MX, una grande casa
specializzata nel ramo. E che sia una grande casa lo abbiamo notato dalla cura nel rapporto con noi,
nel lancio dell’audiolibro e delle differenti edizioni, nell’attenzione ai media. Siamo letti in tutto il mondo
anglosassone, dagli USA all’Australia, in Giappone e da molte altre parti.


Dove possiamo trovare il libro?


In libreria: in Italia la distribuzione avviene tramite il distributore Libro Co. Oppure si può richiedere il
libro direttamente sul sito web di Delos. La versione digitale è facile da scaricare, sempre tramite la
piattaforma di Delos Digital, sia nella versione italiana sia in quella inglese. Tutte le versioni, italiana e
inglese, digitale e cartacea, sono poi facilmente ordinabili su Amazon e sugli altri siti che vendono libri
online.


Avrete modo di scrivere un seguito?


Non ci mancano le idee. Il periodo di tempo in cui Mary visse accanto a Watson è limitato
temporalmente, poiché va dal momento della loro conoscenza, nel “Segno dei Quattro”, alla morte di
lei, ma la sua vita fu molto intensa: disponiamo del suo diario e di vari appunti che coprono molte altre
vicende, oltre a quelle che abbiamo raccontato. Se pubblicarle o no dipenderà in buona parte
dall’accoglienza del pubblico verso questo primo volume. Ma, in confidenza, ci stiamo già lavorando

 

Di Manuela Montemezzani

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