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Una medaglia pavese alla lotta contro il Covid19

San Siro fu il primo vescovo di Pavia, ma le sue origini sono misteriose: alcune fonti sostengono provenga dalla Palestina e venne in Italia a predicare la religione cattolica.

Secondo fonti agiografiche, legate quindi allo studio biografico dei santi, dopo la crocifissione di Gesù, Siro seguì Pietro a Roma e venne da questi inviato più a nord, nelle terre padane, per evangelizzare quelle genti.
A Pavia, a quel tempo chiamata dai romani Ticinum Papiæ

San Siro è anche il giorno in cui verranno assegnate alcune benemerenze: le riconoscimenti, da parte del Comune, destinati ai cittadini che si sono particolarmente distinti per la loro attività professionale o per un impegno a livello sociale.

In un anno così difficile, condizionato dall’emergenza Coronavirus, i premi andranno a tre protagonisti che han lottato contro la pandemia, mettendo a disposizione le loro competenze:

  • Professor Raffaele Bruno, primario del reparto Malattie Infettive del Policlinico San Matteo. Il professore ha curato Mattia, il «paziente 1» e si è distinto non solo per le sue capacità professionali, ma anche umane;
  • Annalisa Malara, laureata all’Università di Pavia e anestesista all’ospedale di Codogno, diagnosticò il primo caso di Coronavirus in Italia;
  • alla memoria di Francesca Compiani, pediatra per anni al Policlinico San Matteo di Pavia dove è deceduta a causa del Coronavirus.

La cerimonia delle Benemerenze di San Siro è nel giorno dedicato al Santo Patrono, mercoledì 9 dicembre 2020. Le modalità  di premiazione devono ancora essere comunicate.

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