Attualità

25/11 Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Le violenze sulle donne sono un fenomeno vecchio come il mondo, la mitologia ci racconta che anche gli
antichi avevano i nostri difetti In Grecia la donna non godeva di alcuna libertà In Atene era considerata
come un oggetto ma a differenza di altre civiltà non poteva essere uccisa in caso di adulterio. Al teatro di
Atene viene messa in scena nel 431 AC alle Grandi Dionisie, celebrazioni in onore del dio Dionisio, la
tragedia di Euripide forse si trova la prima rivendicazione dei diritti delle donne “Medea lamenta i diritti
delle donne calpestati entrando nella casa di un maschio” e sempre nella stessa opera si cita la sua
vendetta ripudiata per ragioni di Stato Infatti Medea, dopo aver partecipato alla conquista del vello d’oro
quale moglie di Giasone per vendetta ucciderà prima la rivale regalandole un vestito avvelenato e poi i
figli. Citazione di analogo tenore vengono riprese dal manifesto di Medea con la rivoluzione industriale
inglese e con la rivoluzione francese ad opera delle femministe (suffraggette).
Quasi sempre la donna lascia e l’uomo ha difficoltà ad accettarne perdita “mia o di nessun altro” L’elenco
delle donne uccise da marito, compagno, ex che dicevano di amarle si allunga percorrendo l’intera
penisola in una triste sequela di città italiane, una strage che continua a volte silenziosa a volte con
clamore Sara si era staccata si era ricostruita una storia, pensava che il suo ex soffrisse e meritasse
aiuto ad accettare, comprensione ,invece è corsa incontro alla tragedia.
La minacciava, nessuno ha fatto niente, cosa aspettavano. Aveva preparato tutto, non poteva che essere
una trappola, forse con promessa di non cercarla più, classico cliché, dopo molestie, stalking, e la vittima
non ne aveva parlato ad alcuno Fidanzati per 2 anni poi lasciati, l’ha inseguita poi uccisa. La gelosia
trasformata in ossessione, e omicidio Attraverso l’informatica (smartphone) ne conosce i movimenti (geo
localizzazione), scelta che avevano condiviso e poi se ne era dimenticata, quindi seguita pur avendo
cambiato percorsi e abitudini Le regole della privacy, l’alfabetizzazione digitale non nota Siamo al thriller
tecnologico, bastava cambiare password e non darla in giro, difficile giudicare, nessuno si è fermato
pericolo (notte, periferia, molte scene del genere) a chi guarda sentirsi dire non sono fatti tuoi. Non si
tratta di fare gli eroi o gli impiccioni. Quella sera sono passati in molti e forse si sarebbe evitata la tragedia
se qualcuno avesse avvisato le forze dell’ordine, 112 e 113 sono facilmente raggiungibili. Chiaro il
ragazzo che poi si è presentato alle forze dell’ordine “sono passato due volte troppo presto e troppo tardi“ pur essendo passato sulla scena due volte. Sicuramente l’ex non era andato per cortesia, ma per un
passante da lì a prevedere un omicidio ce ne corre. La morte così orribile per una donna che viene prima strangolata e poi bruciata deve almeno insegnare a confidarsi, parlare e ad essere più propensi ad offrire aiuto a chi è in difficoltà. E’ possibile commettere altri errori, ma si potrebbero evitare analoghe tragedie.
Il 25 novembre l’ONU istituì la giornata mondiale della violenza contro le donne.
Il 1 luglio 2016 il Ministero degli Interni ha presentato una campagna contro la violenza sulle donne,
quando. I Camper della Polizia girarono l’Italia per ascoltare e consigliare le donne sulla violenza. Invece
una direttiva della Unione Europea del 2004 che prevede un risarcimento per reati violenti quando il
colpevole non lo fa. Italia e Grecia sono inadempienti in particolare sono dimenticate le vittime di
femminicidio. A proposito di molestie a attrici da parte di registi stupratori, fioccano denunce. E’ il maschio che fa schifo! Nice invece lo attribuiva alla diversità tra uomo e donna (donna razza nemica). L’uomo è dalla parte della domanda e qualunque gesto può essere atto inappropriato (fischio o piedino, mano morta in autobus) da
non confondere con violenze di stupro, che sono gesti più gravi dell’omicidio. E’ questione di misura, di
buon gusto, a volte il no può significare insisti. A volte potrebbe anche disturbare, turbare, una provocazione il nudo, immagini non consone (pubblicità, film, abbigliamenti). Dire il contrario significa  dar ragione agli islamici con donne velate da capo  a piedi. Sotto riflesso sessofobico americano si è esasperato il significato di molestie, tutto può essere molestia Speriamo di non dover dire come da banchieri americano o francese “non salgo in ascensore solo con una donna, può succedere di tutto. Ci ha provato e non c’è difesa”. La giornata mondiale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall’ ONU  nel 1999, dopo l’uccisione, nella Repubblica di S. Domingo, delle 3 sorelle  Patria, Maria Teresa e  Minerva Mirabal, oppositrici del regime di Trujillo. Non si deve però arrivare a questi estremi, serve partire dall’inizio, delle violenze ordinarie (verbali, morali, fisiche). Il problema interessa donne giovanissime (dal bullismo allo stupro di gruppo), giovani e meno giovani, nei luoghi di lavoro o scuole. La situazione è ben rappresentata a partire dal titolo, nel libro di Filippo Battaglia “Stai zitta e vai in cucina”.   La violenza inizia verbale, magari alzando la voce (chi alza la voce, implicitamente ammette di aver torto, di non aver altri argomenti per sostenere la propria tesi).   Il sen. Marchesi (anni ’50) pur condannando la violenza, una volte ebbe a dichiarare “a volte due schiaffoni alle donne, si possono anche dare, sono loro che li vogliono”        Delle donne lavoratrici ne parla all’art. 37  della Costituzione, approvata dalla Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 Quando l’on Teresa Noce, torinese, componente dell’Assemblea Costituente ne richiama l’art 37, un  collega la interrompe dicendo “Teresa sei bella come  una “raclesia” (fiore grande, peso fino a 7 kg di odore sgradevole).  Poco tempo fa on De Luca apostrofò l’onorevole   Rosy Bindi, stile Cossiga  “credevo fossi bella e cretina, invece sei  brutta, cattiva e cretina” .  Uomini e donne sono aggressivi  vanno educati nella crescita, paradossalmente dipende anche dalle donne, dalla formazione, dalle linee guida impartite da genitori e insegnanti. Colpevoli per non educare al sentimento. La scaletta delle violenze: rimproverare, gridare, rompere piatti o fioriere, spintoni, schiaffi, per poi  passare alla contrizione, pur patetica, ma commuove.   La violenza avviene in ogni ambiente (sottoculturale, benestante, acculturato), va prevenuta, parlando, ma evitando le condizioni di contatto specie appartato tra le persone in difficoltà. A volte, le denunce non sono prese nella dovuta considerazione, la giustizia è lenta, e per arrivare al femminicidio il passo è breve.   Le donne devono imparare a parlarne, a coprire, nascondere, si impegnano già i parenti, per pudore; l’ambiente condiziona.  Gli uomini non accettano di essere lasciati, ma anche in questo periodo Covid-19, possono passare da vittime a carnefici. La donna è più sentimentale, sognatrice, ha proprietà multitasking (svolgere più funzioni contemporaneamente) ed è la donna nelle rotture a prendere l’iniziativa, decidere spesso dopo aver trovato un altro appoggio, anche se spesso la donna pensa “mi ama tanto e per gelosia la maltratta”, controlli telefonino, che può arrivare sino a persecuzione. L’uomo fisicamente più forte, forse anche per una tradizione arcaica acquistava, essendo l’unico a lavorare, a pensare al mantenimento considera la donna, comunque sua proprietà.(sino al 1968 esisteva anche il delitto d’onore), soggetto di parecchi film, non si ritiene possibile che una donna rinneghi tutte le sue dichiarazioni, possa lasciarlo, non si rassegna alla perdita, al massimo arriva a dire l’ho curata poco, devo fare qualcosa per riprenderla (considerazione di superiorità).

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