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Carlo Mo e la sua esposizione virtuale

Dal 15 dicembre, essa è visitabile in Rete: quadri, incisioni e disegni sul sito e pagina Fb. Il video è una produzione di Jai Bricchi, che narra le realizzazioni del maestro, tra musiche e onde marine.

Scultore di chiara fama nasce a Piovene Rocchette nel 1923. Studia a Genova e nel ’42 si trasferisce a Pavia dove prosegue gli studi universitari. Nel dopo guerra parte per il centro dell’Africa. Nel 1953 torna in Italia esponendo in mostre personali a Milano, Roma e Messina. Nel 54 espone alla X Triennale di Milano. Dal 1964 al 1968, raggiunge una fama internazionale, curando le scenografie di concerti e opere teatrali alla Certosa di Pavia.

Tra i11987 e il 1998 realizza una grande scultura per una nave da crociera americana e quattro grandi sculture per Pavia “Alboino e Teodolinda re Longobardi”, altezza 11 metri tutta in acciaio inox saldato e scatolato. Un’opera che girava nella testa di Mo da anni. Il primo re longobardo di Mo risale al 1951.

Una delle grandi doti era la sua capacità delle proporzioni. Le sue sculture si incastrano nello spazio perfettamente. Che siano alte 10 cm o 11 m., per questo, il famoso scrittore Giovanni Arpino lo definì “lo scultore dei grandi spazi”.

L’opera che evoca maggiori sensazioni è intitolata: “Il Sogno”. Il sogno, costruita con rame, fa tornare alle prime sculture di Mo. Quest’ opera è disegnata nello spazio, con fasce di acciaio inox, le quali, a livello metaforico, sono riconducibili alla congiunzione con l’arte virtuale.

 

 

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