Cronaca

L’ultimo saluto a don Severino Barbieri

“Nel libro della vita, è custodita la memoria di ogni esistenza umana: tutto ciò che un uomo ha vissuto, ha compiuto, il bene realizzato e insieme le sue povertà, i suoi peccati, le sue debolezze. Tutto è posto nella luce della verità e della misericordia di Dio. Ora, nel mistero della morte e del giudizio che immediatamente accade, tutta la vita di una persona si fa presente sotto lo sguardo del Signore risorto: in questo momento possiamo pensare al lungo cammino percorso da Don Severino, in novanta anni di vita, e alla ricca operosità che ha segnato il suo ministero di prete, finché ha avuto energia e salute. Certamente Don Severino, che era un sacerdote attivo, dedito al suo ministero e può presentarsi al Padre con una ricca messe di opere buone, compiute nella semplicità e nella fedeltà della sua dedizione sacerdotale e Dio solo sa il peso e il valore di questo bene seminato nei solchi della vita di tante persone, attraverso la sua preghiera d’intercessione, la celebrazione dell’Eucaristia e degli altri sacramenti, l’annuncio della Parola nella predicazione e nella catechesi, la vicinanza ai malati e ai sofferenti, i gesti nascosti di carità, il tempo speso nell’ascolto delle persone, nel silenzio del confessionale. Mi hanno detto che si definiva un “prete della vanga”, più che un “prete della penna”, indicando così la sua propensione al servizio pastorale diretto tra la gente: lui stesso veniva da una famiglia semplice di lavoratori, contenta e quasi orgogliosa della scelta vocazionale del loro Severino”.

Così il Vescovo di Pavia, Mons. Sanguineti, in un passaggio dell’omelia pronunciata nella mattinata di giovedì 15 aprile durante le esequie di don Severino Barbieri, mancato lo scorso lunedì dopo una lunga malattia. Tante le persone presenti nella chiesa del Carmine, che hanno voluto rendere un ultimo saluto a don Severino, sacerdote particolarmente conosciuto e amato anche per la sua semplicità e schiettezza, per i suoi modi gentili e aperti.

Don Severino Barbieri aveva compiuto 90 anni lo scorso 13 febbraio ed era stato ordinato sacerdote nel maggio del 1958. Dopo un primo periodo come vicario parrocchiale a Belgioioso e a san Lanfranco negli anni sessanta, venne nominato parroco a Torre d’Isola, cui seguirono le parrocchie di Torrevecchia Pia e Filighera, poi Fossarmato e Borgarello fino al 2002. Fu collaboratore pastorale a Cascine Calderari, Certosa e Torriano, assistente spirituale alla clinica Morelli e alla Famiglia dell’Ave Maria di Sanremo. Fino al 2016 è stato anche collaboratore pastorale a Santa Maria del Carmine.

Dopo l’ultimo saluto, la salma di don Severino è tornata al paese natale, quello di Vivente, frazione di Vistarino.

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