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Addio a Milva e alla sua canzone colta

Abbiamo sempre la sensazione, da spettatori amanti delle varie arti, che i suoi protagonisti siano immortali, che restino sempre in questo mondo ad offrirci emozioni, brividi, lacrime, gioie. Per cui in molti, in questo sabato dal profumo estivo, sono rimasti impietriti  davanti alla notizia della morte di Milva, senza sapere che lei da tempo si era ritirata dalle scene, annunciando la notizia su Facebook.

Da un paio d ‘anni “la Rossa”, così chiamata per quella splendida chioma di capelli, non stava bene, viveva ritirata in casa con la figlia Martina Corgnati e con la sua collaboratrice domestica, Edith. E a casa spesso faceva il riassunto di 52 anni di carriera artistica, anche se la memoria spesso le tradiva i ricordi. Noi, che oggi perdiamo un’altra Grande dello spettacolo, ma direi, della cultura italiana, possiamo ricordarci tanti momenti, dalla sua partecipazione a 12 Festival di Sanremo, senza mai vincerne uno, al grande varietà televisivo firmato Antonello Falqui che la volle protagonista di Al Paradise. Ma Milva, come Ornell Vanoni, ha voluto andare oltre, conoscendo il suo grande talento. E allora eccola cantare e recitare per Brecht, Strehler, Battiato che le scrisse Alexanderplatz che oggi ascolteremo tante volte perché diventata simbolo di tanti ideali.

A chi rimane la solita nota dolente : quella di non averla ricordata in vita, con uno speciale, un sunto della sua vita artistica. Ce se ne ricorda sempre dopo di questi artisti che hanno scritto pagine meravigliose. E sarà così anche per Milva. Addio e un saluto dalla Alexanderplatz.

 

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