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La fine della Prima Repubblica

Sono passati 30 anni esatti da quel 30 aprile 1993, giorno della vergogna che segnò la fine della Prima Repubblica e l’inizio oscuro della deriva populista della Repubblica.
Il tentativo di linciaggio sommario di Bettino Craxi e delle cosiddette monetine davanti all’hotel Raphael al Segretario del Partito Socialista che rifiutò di uscire da una Porta dietro l’hotel per affrontare indomito la Piccola Piazza in cui si era radunata una “folla” di scalmanati con presenze massicce di picchiatori fascisti capitanati da Teodoro Buontempo, noto Dirigente fascista del Msi, che arrivò con due sacchettini pieni di monete da 50 e 100 lire, ma anche di militanti prezzolati della Lega Nord e del PdS di Occhetto, resta indelebile come una delle giornate più buie della storia della Repubblica e una offesa all’onore e all’orgoglio socialista e ai martiri socialisti dal 14 agosto 1992 ad oggi.
Vennero poi le scuse e i distinguo di Occhetto, Veltroni, D’Alema e, persino di Storace, ma la barbarie resta e l’ignominia degli accadimenti anche.
Da quel giorno buio, cambiò strutturalmente l’assetto politico italiano e si infiammarono le derive populiste di cui oggi il Paese sconta le conseguenze.

Due citazioni mi sembrano appropriate, l’una di Dante (che solo dall’ignoranza del Ministro Gennaro Sangiuliano può essere indicato come il capostipite della Cultura della Destra); Il verso parte costituente della grande terzina pronunciata da Ulisse al momento della fatidica scelta di oltrepassare i limiti del divino (al tempo rappresentato dalle colonne d’Ercole). “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” è l’epigrafe scelta da Bettino Craxi per la sua misera tomba nel piccolo cimitero cristiano di Hammamet all’angolo a destra che guarda a Capo Passero
“La mia libertà equivale alla mia vita”!
I Politicanti dell’oggi, ovunque collocati, sembrano nani di fronte alla Statura Politica di Bettino Craxi, ai risultati del suo Governo, alle sue inascoltate intuizioni sulla grande Riforma istituzionale, alle sue profezie sull’Europa, alla sua autonomia dalla politica imperialista e atlantista degli Usa, ai suoi vizi e alle sue virtù!
Comunque la si pensi, resta grondante di sangue e di odio quella brutta giornata del 30 Aprile 1993.

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