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Wolfgang H. Ullrich , Scrittore, Psicoterapeuta

                       

BIOGRAFIA DELL’ AUTORE

Wolfgang  H. Ullrich è psicologo e psicoterapeuta, specialista in terapia sistemica, della Gestalt, ipnoterapia e terapia mirata.

 

Laureato in psicologia a Berlino, ha compiuto studi di formazione con Virginia Satir, Maria Bosch, Rudolf Kaufmann, Mara Selvini Palazzoli e di PNL (Programmazione neurolinguistica) e ipnoterapia con Thies Stahl.

Ha svolto attività di trainer e formatore in terapia sistemica e della Gestalt per dodici anni in Austria, Svizzera e Germania,dove ha a lungo collaborato con l’Institut Dr.Maria Bosch di Weinheim.

Nel corso della sua attività seminariale ha formato più di 1000 terapeuti.

Ha portato in Italia l’approccio teorico di Virginia Satir alla quale ha dedicato un libro pubblicato in Germania da Junfermann Verlag.

Dal 2014 fino al 2022 ha collaborato stabilmente come didatta con IDIPSI, Istituto di Psicoterapia Sistemica Integrata, scuola di specializzazione quadriennale con sede a Parma.

Dal 2012-2018 ha collaborato come didatta nel Centro Milanese di Terapia della Famiglia.

Nell’estate del 2022 ha fondato il suo centro di attività di seminari e Master-course nella sua Bottega di Leggerezza situato nel suo studio.

SINOSSI DEL LIBRO

Molti uomini e donne del mondo moderno si pongono una domanda fondamentale: “come posso trovare me stesso e il mio modello di buona vita?”, soprattutto in un momento storico quale quello attuale in cui l’umanità è imbrigliata nella complessità, in un mondo dominato dalla incessante crescita economica e tecnologica, i cui effetti collaterali non sono controllabili dal singolo. Il lavoro profondo di Ullrich accoglie il tormento di ogni uomo moderno nella sua accanita ricerca di un accordo tra felicità e ragione, tra intelligenza e fato.

Ci si interroga quanto contino, ancora oggi, concetti come emancipazione o libertà ragionevole, intesi come obiettivi di un percorso di liberazione da condizionamenti e costrizioni, come bussole necessarie per orientarsi nel proprio percorso per comprendere sé stessi. Le stesse domande esistenziali-etiche le pongono i pazienti quando vengono in terapia con la domanda: “come posso vivere meglio e trovare me stesso?”.

 

In questo libro Ullrich mette al centro del suo modello di psicoterapia tre principi:

– L’unicità della persona, che sceglie il suo progetto di “buona vita” e lo propone in una relazione a un’altra persona; in questa chiave l’unicità viene dunque collocata nelle relazioni intersoggettive degli individui nelle quali la persona si propone come unica e insostituibile.

– L’impegno della persona alla propria spontaneità, alla propria fantasia e creatività, all’uso della ragione per inventarsi un progetto proprio di “buona vita”.

– L’importanza dello sviluppo della comunicazione tra le persone, una comunicazione orientata alla reciproca comprensione e alla costruzione di una intesa; solo questo tipo di intersoggettività comunicativa rende possibile a un individuo lo sviluppo di un progetto di buona vita, ovvero l’esperienza e l’esplorazione della sua autenticità.

 

Ispirato da questi concetti Ullrich propone un metodo di lavoro che apporta grandi novità sia nella psicoterapia sia in altri contesti d’apprendimento e nelle relazioni d’aiuto come nel coaching o nel counseling:

Per applicare operativamente questi principi, l’autore propone due metodologie innovativa che si fondano su:

– L’uso sistematico in psicoterapia del concetto di leggerezza sviluppato dallo scrittore Italo Calvino per la letteratura.

– L’impiego della rappresentazione giocosa, modo operativo di condotta della seduta terapeutica che utilizza produttivamente le esperienze corporee che le persone mettono in atto in terapia; grazie a questo metodo gli individui possono recuperare utilmente esperienze vissute o sperimentare delle nuove possibilità e scoprire la propria forza creativa.

Per dare concretezza a questi principi Ullrich propone quattro mappe operative e una struttura basate su quattro livelli di impalcatura che permettono a chi legge di sperimentare in prima persona il suo metodo.

 

 

INTERVISTA ALL’ AUTORE:

Come possiamo trovare noi stessi?

Questo è una delle domande centrali che si pone l’uomo moderno; possiamo chiederci  in altre parole: per un individuo è possibile ancora oggi a sviluppare un proprio progetto di buona vita? noi, intuitivamente, sappiamo tutti che quello che siamo noi è da una parte  deciso da noi stessi e  contemporaneamente ci troviamo coinvolti in prassi sociali, immersi nella nostra cultura e in relazioni familiari, usiamo una lingua comune che ci influenza  fortemente. Vorrei sottolineare che ll vero sé  non è nascosto nella profondità della  persona umana. dunque nasce la domanda: dove possiamo trovarlo e come può essere un metodo finalizzato alla definizione di un percorso per trovare se stessi?  Per un verso siamo dunque nella posizione di decidere liberamente chi vogliamo essere  o diventare, abbiamo i nostri ideali, speranze, sogni,  per l’altro verso dobbiamo scoprire ci già siamo. Tante persone hanno la sensazione  “di essere vissute dagli eventi”,  dai piaceri che li capitano, dal destino,  invece possiamo scoprire  che possediamo una forza che ci permette di poter scegliere, con la quale possiamo decidere chi vogliamo essere e diventare. le tracce per fare questa scelta troviamo nella nostra biografia. per esempio una persona che ha imparato delle regole rigide nella sua socializzazione  può scoprire di poter scegliere a cambiare queste regole o  plasmarle,  inventare anche delle altre. possiamo prendere consapevolezza della nostra storia  come fosse una associazione che contiene tanti membri con tante voci e decidere quale voce enfatizzare di più, quale abbassare o  cancellare o inventare delle nuove voci. Un individuo può prendersi 100% di responsabilità per il suo progetto di vita e proporlo agli altri individui. Una persona può scegliere come vuole  essere e come vuole vivere  la sua vita ,  perché in questo modo esprime la sua unicità, e si prender la responsabilità per la continuità del suo progetto di buona vita per il quale diventa il garante.  Ma per realizzare il suo progetto di buona vita la persona ha bisogno di altre persone che lo sostengono e lo fanno da testimone, con il quale può  confrontarsi e dialogare .Il vero Sé della persona si forma dunque nella relazione con un’altra persona, in un dialogo con essa.

 

 Come possiamo essere felici?

la scelta etica di diventare noi stessi crea una piattaforma per la nostra emancipazione dai condizionamenti e dalle costrizioni della vita; questo processo ci porta alla  libertà. per vivere questa libertà abbiamo bisogno di una comunità nella quale ognuno può assumersi la prospettiva  dell’altro e può contare sulla certezza di un riconoscimento reciproco. In questo modo la persona sperimenta se stesso come individuo dotato di una propria volontà e come essere unico. ogni persona in questa comunità può prendersi il suo diritto di poter essere felice e autorealizzarsi per raggiungere la pienezza della propria esistenza. come dice la famosa filosofa Hannah Arendt: noi non siamo nati per morire ma per  incominciare frequentemente  con gusto  la vita. questo percorso porta alla felicità.

 

 Ci parli del libro

il libro parla  dei concetti che aiutano gli esseri umani moderni  a sviluppare un’auto-comprensione che permette di trovare se stessi. La “ persona etica” rappresenta un concetto che comprende l’idea dell’individuo che può decidere di scegliere chi vuole essere  o diventare. Al centro del mio approccio metto l’aspetto della unicità della persona  che prende forma nel momento in cui l’individuo si permette in una relazione con un interlocutore proporsi come  una persona unica e non sostituibile, quando egli propone il suo progetto di buona vita. In secondo luogo descrivo nel libro la capacità delle persone di impegnare la propria spontaneità, la fantasia e la creatività, l’abilità nell’usare la ragione per inventarsi un progetto nuovo di buona vita. In terzo luogo focalizzo  sulla importanza della comunicazione fra le persone, una comunicazione che sia orientata alla reciproca comprensione tra loro: è ciò che chiamo “comunicazione congruente”.

Questi tre aspetti sboccano in una proposta per un nuovo metodo di psicoterapia:  la rappresentazione giocosa attraverso la quale le persone hanno la possibilità di esprimere e esplorare la loro capacità di espressione; la rappresentazione giocosa ha bisogno di una bussola che consiste  nel  concetto della leggerezza. La leggerezza rappresenta una otica innovativa che  sviluppa Calvino nelle sue lezioni americane per la letteratura; io l’ho trasformato in un metodo di psicoterapia. La leggerezza non è un atteggiamento generica verso la vita ma esprime la voglia delle persone  di emanciparsi  dai condizionamenti e costrizioni della vita usando un potenziale  contenuto nella lingua stessa. la leggerezza non vuol dire a vivere il mondo senza paura ma ad usare il sapere di dissolvere la pesante compattezza della esperienza della paura con parole che si ispirano a ciò che invisibile, che è sottile e che si muove, o con lo sviluppo di narrazioni astratte e leggere. per esempio se voglio intraprendere una cosa nuova di cui ho paura posso chiedermi se mi vedo morto nel momento in cui la faccio, se non mi vedo morto  rimangono solo tre possibilità; prima: faccio una bella esperienza, seconda: una esperienza mediocre, terza: una brutta esperienza ma in ogni caso ho imparato qualcosa.

 

Cosa si sente di consigliare alle persone  che le chiedono: Come si ottiene una buona vita?

 

consiglierei 1.  di sviluppare  passo per passo una consapevolezza  della propria storia di vita , della  biografia.2. di mettersi in  una posizione di scelta  davanti alla propria vita per decidere come  la persona vuole essere e diventare; ovvero   sperimentare con l’idea che la propria individualità assomiglia più a un  castello che a una casa e che questo castello   contiene  almeno 300 stanze delle quali una parte la persona non conosce ancora. l’esplorazione del proprio castello ha solo due limiti: il primo consiste nella profondità della  consapevolezza delle stanze che possiede una persona  e il secondo  nel spessore del coraggio di esplorarle. Conoscere di più le stanze del proprio castello necessità di far evolvere la propria propensione al rischio; se voglio lasciare un porto conosciuto ma noioso e andare  sul mare aperto per  intraprendere nuovi viaggi devo  imparare  affrontare il rischio.

 

Che importanza ha la  PA adesso, in questo periodo storico?

la psicoanalisi non ha più una grande importanza in questi tempi. nella psicoterapia abbiamo bisogno di nuovi concetti  che mettono in rilievo le risorse e le competenze delle persone ,che prendono in considerazione che dietro ogni sintomo,  ogni problema si nasconde un progetto di vita non ancora realizzato, abbiamo bisogno di concetti che non spingono le persone  nelle  valle della sofferenza  etichettandole con più di 350 nomi diagnostici. Abbiamo bisogno di un  concetto di psicoterapia  che tratteggia il psicoterapeuta come un accompagnatore di un “cittadino paziente”  e non  come una persona che ha il  potere di curare un paziente.

 

Come mai  abbiamo incrementato le problematiche sociali e mentali?

La domanda  profonda dietro le quinte di questa data empirica è: come mai può fallire un progetto di identità di un individuo e  sfociare in una patologia comunicativa. molte persone, oggi, hanno una percezione del mondo come una realtà talmente complessa che l’individuo non possa influenzare più di tanto l’indirizzo della propria esistenza. queste persone si sentono vittime impotenti di fronte a un mondo che le  sovrasta. questo vissuto viene rafforzata dal fatto di essere immersi in un contesto storico in cui l’umanità si trova imbrigliata nella complessità, all’interno di un mondo dominato dalla incessante crescita economica e tecnologica, in cui effetti collaterali non sono controllabili dal singolo. questi effetti collaterali vengono scaricati sul mondo della vita delle persone, sulle le loro famiglie e reti sociali, pensiamo solo al mondo di lavoro delle donne, alla disoccupazione giovanile ecc.

 

A chi consiglia la lettura di questo libro?

a tutte le persone  che sono interessate  a riflettere sulle possibilità di trovare se stessi  e di trovare un proprio progetto di buona vita. il libro non è un libro solo sulla  psicoterapia. questo libro da  la possibilità a tutti gli uomini moderni   di orientarsi meglio,  di approfondire la propria  consapevolezza  riguardante centrali temi della vita stessa. inoltre il libro  propone un nuovo concetto di psicoterapia che può essere molto interessante per tutte le  persone che lavorano nelle relazioni di aiuto.

Dove la possiamo acquistare?

il  libro si può acquistare in  tutte le librerie e su Amazon.  chi è interessato può venire il sabato 24 febbraio alle 11.00 nella libreria delfino a Pavia , piazza Cavagneria 10. dove si svolgerà una presentazione di questo libro.

 

Di Manuela Montemezzani

 

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