Due Chiacchiere con l' Arte

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

          

L’ Associazione Culturale “Lo Specchio Dell ‘ Arte ” è lieta di ricordare questa giornata deliziando i lettori e gli appassionati di POESIA con le meravigliose opere dei propri associati , nella speranza che queste poesie possano essere di conforto, aiuto ed ispirazione per le persone che hanno ancora la capacità di aprire il proprio cuore ai versi poetici  e che questi versi vi accompagnino in questa memorabile giornata.

DONNE
Fragili, lente
operose
si aggirano coi loro sensi di colpa
nel mondo che non le sa riconoscere
non vedono le trappole
inascoltate anche da Dio
malgrado le lotte
compagni
sordi all’ascolto
Donne lacerate nella nostra bellezza
ci hanno lasciate a terra nude
a chiedere vendetta
sole
a camminare avanti per I nostri figli/e
non riusciamo ancora a parlare
restiamo mute
e allora la nostra forza diventa
grande come la Terra
e il nostro canto d’amore arriva
al Cielo

  di Sandra Vezzani

 

Spazza via quei rumori di sottofondo.
Spazzali come impetuosa tempesta d’estate.
Calma il respiro.
Ascolta il battito del tuo cuore.
Rallenta. Leviga i pensieri.
Lascia che volino spensierati, liberi.
Che disegnino coreografie nel blu del cielo.
Che giochino a nascondino fra le nuvole.
Che muovano le corde del vento regalandoti armoniose melodie.
Lasciali infine planare dolcemente sul tuo cuore.
Lascia che siano. Lascia che tu sia.

      di Rita Di Costanzo

 

I MIEI ANNI DA VIVERE

I miei anni da vivere che verranno
sono meno di quelli già vissuti,
alcuni credo di averli perduti,
altri, sono certo, mi mancheranno.

Oggi non so se meglio avrei potuto
far scorrere il tempo che intanto andava,
ma ogni volta che il sole tramontava
pensavo sempre al bene ricevuto.

Io, probabilmente, ne ho anche dato,
sentendomi, così, sempre abbracciato.
Era il modo per essere felice,
quello che toglieva ogni cicatrice.
Nostalgia e saggezza in cuor si fondono,
sono tanti i pensieri che confondono.

     di Nino Nastasi

INSOMMA

Come stai?
Insomma.
Insomma…la somma di tutte le cose.
Ma non sono io a dover sorreggere il mondo.
Io sono e sto nell’attimo,
sono il respiro che prendo,
l’immagine che colgo all’istante.
Come stai?
Bene.
Beneficio del vento e del silenzio che c’è dietro al frastuono dell’universo,
mi avvalgo della facoltà di non avere chiesto
nè di vivere
nè di morire
e nemmeno di saper pensare.
Mi pregio della capacità di camminare,
di sapermi spostare.
Come stai?
Leggera.
Se mi sdraio sull’erba non ho peso,
se chiudo gli occhi non ho declinazioni di tempo nè tinta,
solo nero e presente
con cui scrivere storia allegra,
divertente.
Come stai?
Sola.
Tra la gente.
Qui e ora.
Presente,
indicativo
di chi tutt’al più sottrae
ma non somma niente.
Insomma,
bene,
grazie.
Leggermente…

      di Chiara Domeniconi

 

METAMORFOSI

Ho odiato questi brandelli di carne
Che ad ogni sputo degli impostori si riducevano
Come la rivalsa benedetta del Cristo sulla via

Ne ho raccolto poi le ultime gocce
Trasformandole in particelle di mai banale felicità
Creando una nuova forma asettica
Fiera come un foglio bianco

                                                                            di Rita Nappi

Ciao Isa

Quanta vita
ti ha dato il tuo Dio,
tu che credevi nel futuro
nel quale credo molto anch’io.
Quanti giorni di sole
ti ha fatto vivere il tuo Gesù;
e pensare che chi ogni mattina,
sorrideva alla sua vita eri proprio tu.
Quanta poca speranza
ci hanno dato, di rivederti un giorno,
vivere intorno a tutti noi.
Quante notti
passate ad occhi aperti,
per la paura di svegliarmi e non vederti.
poi un brutto giorno,
te ne sei andata per un lungo viaggio,
questa volta però senza ritorno;
lasciando a tutti noi la forza del tuo coraggio.
Adesso tu sei lassù,
felice insieme ad un’altra stella,
per noi tanto speciale e molto amata,
che un giorno però
anche lei ci è stata rubata.
Ti vedo giocare a carte,
pregare e cantare con tanti bambini
che tu hai sempre amato
come fossero i tuoi nipotini;
ti vedo anche cucire insieme a tante sarte.
Ricordo i tuoi occhi tristi e il tuo sorriso,
mentre ascoltavi quella canzone,
facendo lacrimare i nostri occhi
dalla forte emozione.
Una cosa bella,
nella vita però l’hai avuta:
la nascita della tua piccola mela;
mentre un’altra ancor più bella,
purtroppo non l’hai mai saputa.
Son passati pochi giorni,
da quando tu non ci sei più,
anche se ci stai guardando
tra le nuvole lassù.
Una cosa però devi sapere cara Isa,
che ogni volta che io
lassù nel cielo guarderò una stella,
avrò sempre in me il ricordo
di una cara mamma e di una dolce sorella.
E per finir
Un’ultima cosa dir
Ti vorrei
Anche se già so che tu lo sai.
La tua bambina diventata
Ormai una donna,
ti ha fatto diventare finalmente nonna.
Tu per questo, pregavi
E tanto lo speravi.
Questo è avvenuto proprio nel momento,
in cui tu dal nostro mondo te ne andavi.
Lasciandoci nel dolore di un grande lutto;
come se tu avessi già
previsto tutto.
Perché tu sei stata sempre precisa,
ma ora ti saluto
ciao Isa.
     di Mina gos.

 

Dall’altra parte, dove si forgia

Gravi poggiano i versi
Sul cuscino insonne
Il poeta fatica a dormire
Fluttua nella notte
L’attesa di cose
Ancora di là da venire
Nell’anima del silenzio
Cercano di abbattere
Le inferriate della ragione
Per bucare lo specchio

La porta aperta sul buio

Nella biblioteca
Sussurrano allora i libri tra loro
Ognuno con grazia
Si affaccia
Alla balaustra del pensiero
Scrolla parole
Riversa nell’altro
Riconoscendosi
Il suo stordimento
Ubriaco di emozioni
Per il miracolo del verbo

Così li ascolta il poeta
E rinnova
Confondendosi con loro
La sua anima di carta

    di Ombretta Costanzo

Equilibristi di giorni persi

Siamo equilibristi di giorni persi
Appesi all’universo per un filo
Nel conteggio del ciclo
Lento delle stagioni
Nella misura della morte
Da dare
Da ricevere
È sempre un lungo andare
Di addii lontani
Segnati con le mani
Pallide della vecchiezza
O della giovinezza

Ma a volte
Sul tracciato della nostra avventura
Dove rabbia o paura
annientano il colore
Qualche sbuffo d’azzurro
Cancella la tristezza
e quanta tenerezza
allora
Che gioia
Quando sull’acqua
In volo
un martin pescatore
Ingoia una libellula…
Per chi la gioia?
Povero insetto
Ebbro di primavera!
La creatura divina
Conferma la sua vita
Di piume azzurre
Sazia,
Senza colpa e coscienza
Come figlia del cielo
Siede per diritto al banchetto
Della sopravvivenza
Se riesce a fare senza
D’esporsi al falco o alla poiana
Nel conto della vita
La morte è stata vana?
Pioggia che conti le stagioni
Semina la mia anima nel fango
Germoglieranno sogni azzurri
E un fiordaliso
Farà le fusa sul mio cuore

E tu dio farai l’autodafè
Per il martin pescatore
Per la libellula e…
Per me?

                                                      di Ombretta Costanzo

 

NON ERA ANCORA PRIMAVERA

Non era ancora primavera.
Nella storica piazza ti aggiravi
studentessa distratta
e solo ti sfioravano
vaghi sussurri di tragici fatti.

Nell’attesa del pranzo stavi in fila
sempre più annoiata
ma ti urtava il racconto spezzato
di terribili eventi inattesi.

Nella stanza amica ti rifugiavi allora
giovane in pena
dove ti sommergeva la cronaca
di un giorno oscuro.

Mancavano pochi giorni a primavera.

       di Anita Barbaglia

 

VENTO

Il vento soffia,
porta lontano le cose,
le persone,
i ricordi.

Il vento fischia,
insinua dubbi e paure,
nei cuori e nelle anime.

Il vento chiama
con la sua voce,
sottile e insistente;
lo ascolti,
senti il tuo nome,
ti chiede di seguirlo
nelle sue dimensioni perdute.

Temi il vento,
perchè inquieta e spegne
i piccoli fuochi
della memoria.

  di Daniele Neri

 

Luna piena d’Egeo

Magia
luna piena sul mare
lingue di luce sottile
nubi che corrono.
La bellezza
della notte che arriva
nel fruscio delle onde
sul profumo di sale.
Una musica
che cullerà il sonno
traversando l’Egeo.

di Giorgio Peruzzi

 

APPIGLIO VITALE
La scrittura
è il buon paradosso
del mio doloroso incedere

                                                          di Teresa Stringa

    di Carmine Panno

SETTEMBRE

Ma che cos’è
un accidente che parla con la testa
e le dice di stancarsi
di masticare malinconia
come fosse una gomma americana
anche la malinconia è di loro proprietà
la si commercia pure adesso.
Questi giorni di fine estate
cadono raffreddando il mare
come fossero cubetti
a ghiacciare un sontuoso champagne.
Ma le bollicine dove sono?
Arriveranno?
Esploderà la stagione in un bellissimo big bang apocalittico?
Forse.
Poi la seconda parte
petali che piangono sull’asfalto
come stracci
appesantiti da una pioggia indesiderata
inaspettata
sfatata
ci vorrebbe una fata a tropicalizzare la vita.

di Fabio Piana

” URLO “

 di Claudia Cele’

OLTRE IL MARE

Stanotte li ho visti lontani
I tuoi occhi verdi,
Come ora vedo la luna.
Da tempo non hanno più
Alcun bisogno di me.
Un’altra catena d’argento
Si è infranta, dividendoci.
Andremo alla deriva per sempre,
Sfumando a poco a poco,
Senza scomparire.
Forse dovremmo essere tutti
Un po’ più come questa luna,
Che da tutti si lascia guardare,
Incorruttibile e indifferente.
Che riesce a seguirti ovunque,
Ma da nessuno si fa toccare.
Si nasconde dietro le case
E si riaffaccia sulle piazze
Di questa città che dorme.
Luna pura, impassibile,
Starai lassù a guardarci
Mentre ci allontaniamo
Per sempre, oltre il mare.
E non piangerai.

di Ilario Giannini

 

CONFIDENZE

Io non so amico, cosa ti spinse
Sotto le fredde ruote del treno
Quella notte dal cielo sereno,
Con quel freddo che infine ti vinse.
Io non so chi la mano ti strinse
Per ultimo, di noi, quella sera.
Ma una bocca creduta sincera
Un’ultima volta sorrise
Ed un’ultima volta finse.
Ed io che credevo conoscere
Le tue idee come fossero incise
Nei tuoi occhi… Più di un fratello.
Quella sera non ci seppi scorgere
Quasi niente di tutto quello
Che ti passava da un po’ per la testa.
E nessuno interruppe la festa
Quando tu volesti andar via.
Forse l’anima udiva lontana
La voce che ora sente la mia?
Una voce che senti ovunque vai…
Che ti bisbiglia sempre nel cervello
Quel che non sei e non sarai mai.
Vuoi cambiare, ma resti sempre quello…
E ti sussurra: al mondo che fai?
Caro amico, adesso l’espressione
Che avevi sempre tu nei miei riguardi
La vedo in faccia a me, in certi sguardi
Ed è la mia maggior preoccupazione.

                  di Ilario Giannini

   di Antonella Barbieri

 

Piaga d’amore

Nella mia testa tu sei prigioniero, dolce ricordo che culli le mie notti insonni, il mio cuore
inquieto sanguina e non si dà pace.
Serro le palpebre e in un istante mi appaiono gli occhi tuoi chiari, belli, immensi.
Ma io sogno è breve come un fulmine che squarcia il cielo.
D’un tratto sobbalzo, una stretta in gola mi attanaglia al risveglio e ciò che resta è soltanto un
enorme vuoto nel petto che ancor non mi abbandona.

 di  Lucia Tanzillo

 

               di Daniela Mainardi

 

Il Sentiero della Vita

Sfuocato ed incolore, all’alba della vita, al primo respiro,
Or appare il sentiero dell’innocenza, ancora immacolato e sicuro.
Diritta é la strada ancora sconosciuta, libera da umani ostacoli,
Pulita e curiosa, magicamente si colora, si apre al nuovo orizzonte.

Lento, piacevolmente curioso, il cammino lungo il misterioso percorso,
Protetto dall’inconsapevole incoscienza, libero da paura e indecisione.
Si inebria di odori, luci colori e suoni, assorbe tutto l’intorno,
Nulla sfugge all’attento occhio, alle orecchie tese, alle mani protese.

Lieve é ancora il solco sul sentiero, che già una barriera si leva al cospetto,
Il bivio, la scelta, il sospetto, bianco o nero, ostentare incertezza.
Più profondo appare ora il solco alla difficile ed incerta scelta,
Non si volge chi a stella é fisso, seppur nell’avanti strada nel dubbio vagar.

In equilibrio sulle sfumature delle perplessità, ritornar coi ricordi all’indietro,
Se di strada ho percorso quel sentiero, qual destino se de l’altra avrei intrapreso?
Rimbomba la sentenza, che de la scelta tua, il sentiero della vita hai tracciato,
Comunque, indelebile é il solco da te inciso, testimone del tuo importante passaggio.

         di Francesco Mezzanotte

 

di Walter Vai

 

di Marco Petruzzella

 

E POI CAPIRE

Capire dai propri errori

dalle proprie mancanze

capire il momento e perchè viverlo

capire i sogni

basta viverli

e poi vivere

cercando di arrivare a domani

e capire

che il domani è gia passato.

Legarsi a una vita sofferta

e non capire perchè viverla

e poi capire.

Ritrovarmi in una chiesa

con gente cristiana

e ancora capire

che di cristiano non hanno niente.

Volere sempre di più

affannarsi in questa vita

e infine capire

che tutto quello che si voleva

era quello che gia si aveva

e poi capire.

Scoprire la violenza

nutrirsi di altra violenza

e capire che essa nasce e muore con l’uomo

sapendo oggi è viva

ancor prima del pensiero.

Camminare nella vita

lottare

e poi capire

che la vita va vissuta

cercando di non farsi sopraffare

dagli eventi

guardando oltre

al di là

della violenza

della rabbia

dell’egoismo

dell’ingiustizia

della solitudine

al di là di tutto il tuo sapere

e della vita stessa

ricercando l’amore

fino a divenire amore.

Continuare a vivere questo attimo di eternità

e non capire

che quella piccola luce che ci sospinge

è l’eternità stessa.

In mezzo a mille

sentirsi soli

e poi capire.

                                                   di Elia Di Spaldro

 

Doppia dimensione

Pensieri
attraversano
la dimensione
dello spazio e
del tempo.
Forti, perduranti
e parallelamente opposti.
Pensieri distopici in uno
spazio e un tempo che mi allontana dalla realtà.
Ferite esposte al sole, al sale.
Dipingo la mia anima, inchiodata,
riflessa al muro.
Non fugge, immobile
lei domina il pensiero ribelle.

di  Claudia Gaetani

 

Ti sfiorano
E poi
Senti
Il loro invaderti…
Sono le emozioni…
Quelle forti vibrazioni
Che non ti chiedono
Permesso…
Ti attraversano..
Ti invadono…
E poi
Quando ti lasciano
Ti mancano…
Le emozioni…
Non sono cose…persone..
Sono essere….
Un meraviglioso essere
Di purezza
E sentire…

 

  di Marzia Alessandra Lupi

 

 

Neve

Vorrei essere neve
per diventare candida e
mostrarti il mio cuore puro.
Vorrei essere neve
per cadere senza rumore
sui pensieri tuoi.
Vorrei essere neve
per dissolvermi nel suolo,
evaporare fino al cielo e
chiedere agli angeli
di sussurrarti i miei segreti.

                                                             di Angela Caputo

 

 

                                                                     di Daniela Burroni

 

 

   di Anya Araya

 

 

      di Federica Simonetto

 

 

L’ amore è un sentimento vecchio come il mondo ma trascurato come l’umanità; il sesso è la scorciatoia, è un metro di misura più semplice che manipola le persone e le rende schiave, le tiene in pugno nelle mani di chi ha il potere narcisista.
Gioca al gatto col topo, Eros”.

                                                                         di Manuela Montemezzani

 

L’infinito è dentro di noi.
Non siamo solo una proiezione di ciò che gli altri vorrebbero che fossimo.
L’infinito è più profondo di così, è più intenso di così, è più libero di così”.

                                                                                                  di Manuela Montemezzani

 

Grazie a tutti coloro che hanno dedicato il proprio tempo alla lettura di questi versi.

 

DI MANUELA MONTEMEZZANI

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