Due Chiacchiere con l' Arte

Federico Bonati , Scrittore

Il romanzo, da inedito vincitore del premio Miglior Ambientazione al Giallo Festival 2023, è interamente
ambientato in Trentino, territorio finora lontano dalla narrazione del panorama giallistico italiano, e si
svolge tra la Val di Sole e la città di Trento.

La trama. Loriano Zaccari è un ex giornalista del «Messaggero» che, dopo il naufragio del suo
matrimonio e il licenziamento dal quotidiano romano, si trasferisce in Val di Sole per collaborare con
l’«Eco di Trento», un piccolo giornale di provincia. Un giorno, sull’altura di Pejo 3000, viene trovato un
cadavere congelato con addosso una divisa della Prima guerra mondiale. Sembrerebbe il cadavere di un
milite ignoto, se non fosse per un semplice ma fondamentale dettaglio che proprio Zaccari riesce a
scorgere. Un dettaglio che fa mettere sulle sue tracce il vicequestore Clara Neccini, graduata della Polizia
di Stato spedita a Trento un anno prima. Tra i due inizia quindi una collaborazione segreta per svelare il
mistero, nonostante l’iniziale diffidenza; ma le cose, come Loriano ben presto impara, non sono mai
quelle che sembrano.

BIOGRAFIA DELL ‘ AUTORE

Federico Bonati, classe 1988, è giornalista e scrittore. Laureato in Scienze Politiche all’Università
di Bologna, tra le sue collaborazioni La Gazzetta dell’Emilia, La Voce di Mantova, Radio 5.9,
9Colonne, TrentoToday e Today. I suoi libri: ha pubblicato “Pelle” (Augh Edizioni) nel 2022,
“Post” (Alise Editore) nel 2023, “L’occhio del falco” (Affiori) nel 2024.
I suoi racconti: “Il Predatore” ha vinto il concorso “Parlaci del Lago” (2021), “Video killed the
radio star” è stato finalista al concorso “Ceresio in giallo” e pubblicato nel volume “Laghi e delitti”
(Fratelli Frilli Editori), “Fuori Porta Genova” è stato pubblicato nel volume “Giallo Milanese”
(Excogita Editore), “Il giorno fortunato” è stato pubblicato nel volume “Storie di dipendenze –
Premio Marco Faccini”. Per Affiori ha pubblicato “L’uomo dell’alba” e “Brutta cosa l’amore,
Zaccari ”.Con il romanzo inedito “L’occhio del falco” ha vinto il premio come Miglior
Ambientazione a Giallo Festival 2023.
È autore dei podcast “Chi l’avrebbe mai letto”, “Spoon River” e “La bambina del buio” per “I
segreti del paranormale”.

INTERVISTA ALL’ AUTORE

Da dove nasce questa trama?
La prima volta che sono arrivato a Pellizzano, in val di Sole, me ne sono innamorato subito. Ma, al tempo stesso, ho pensato che fosse il luogo adatto in cui ambientare un caso da risolvere. Fisicamente, quindi, la trama nasce tra la val di Sole e la val di Pejo. Credo che la montagna e certi luoghi in particolare siano tanto belli con la luce quanto inquietanti con le ombre; ed è da queste suggestioni che, penso, sia arrivato l’input per la storia.

 Quali libri gialli hai letto? Quali autori di libri gialli ti piacciono e da cui hai preso spunto?
Si fa prima a dire quali non ho letto. Sono un divoratore di gialli, un amante del genere e di chi lo rende così avvincente. Gli autori? Antonio Manzini, Marco Malvaldi, Barbara Baraldi, Antonio Fusco, Gaetano Savatteri, Donato Carrisi (anche se non è propriamente un giallista, ma il Signore del Buio come lo definisco io), John Grisham (soprattutto in passato).

 Che ricerche vanno fatte, sul campo, per scrivere un libro giallo?
La fantasia va bene, certo, ma come dice uno di quelli che considero i miei “maestri”, Mauro Pescio, bisogna essere onesti quando si racconta, sia che si parli di realtà che di finzione. Quindi le ricerche sono fondamentali: casi di cronaca (io ascolto molto “Indagini” di Stefano Nazzi, anche se per mestiere talvolta ne ho seguiti in prima persona) letti sui giornali, ma anche il confronto con gli esperti del settore, come forze dell’ordine o avvocati. E tanta, tanta, tanta lettura.

 Parlaci della tua passione per la scrittura.
È il mio lavoro, la mia vita. Il mio porto sicuro e il mio mare in tempesta. Non riesco a immaginare un giorno in cui non mi sieda davanti al pc a scrivere o che non dia voce a una storia; non ce la faccio, è più forte di me. Ho bisogno di scrivere, di raccontare. È un bisogno fisico e spirituale.

 Dove troviamo il libro?
Nelle librerie o sui vari portali online.

 Progetti futuri?
Fino a ottobre sarò in giro a promuovere “L’occhio del falco”, poi mi fermerò in autunno e mi dedicherò alla scrittura: chi l’ha letto sa che la storia di Loriano Zaccari non solo non è finita, ma è appena iniziata.

Di Manuela Montemezzani

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