Cronaca

Diocesi di Pavia, inaugurato l’Anno Accademico Pastorale

Una serata di condivisione e confronto rispettando le norme di sicurezza ma scegliendo di potersi incontrare. Si è svolta ieri sera  l’inaugurazione dell’Anno Accademico Pastorale organizzato dal Servizio di Pastorale Universitaria della Diocesi di Pavia, coordinato da don Riccardo Santagostino Baldi, in collaborazione con il Servizio di Pastorale Giovanile condotto da don Davide Rustioni. Cornice dell’evento l’Aula Magna dell’Università: all’incontro, moderato dal giornalista del settimanale diocesano Il Ticino Matteo Ranzini, hanno partecipato il Vescovo di Pavia, Mons. Sanguineti, il professor Giampaolo Azzoni (in rappresentanza del Rettore Francesco Svelto), Daniele Dallera, giornalista del Corriere della Sera e Claudio Arrigoni, giornalista sportivo.In collegamento da remoto era presente l’ospite di punta della serata, l’atleta paralimpico Oney Tapia, che ha ricordato la sua storia toccante di sportivo diventato non vedente a causa di un incidente improvviso: “Perdere la vista è significato capire quanto sia forte la luce che arriva dalla nostra anima e dalla nostra forza di volontà – ha detto Tapia -. Ho cercato conforto nella fede e l”ho trovato riscoprendo parte di me stesso”. Presente anche il professor Giuseppe Faita, docente di chimica dell’Università e responsabile del progetto “Dove c’è bisogno, che io porti un aiuto”, attivato durante l’epidemia di Covid e che ha visto il coinvolgimento di numerosi studenti universitari in iniziative di sostegno alla popolazione pavese.

“Questo tempo può essere vissuto accettandone sfide e provocazioni e provando a valutarlo come tempo in cui la nostra libertà viene messa in gioco – ha concluso il Vescovo di Pavia, Mons. Sanguineti -: costretti a rinunciare ad attività che ci sembravano normali, abbiamo scoperto di essere in grado di costruire una nuova libertà, capace di entrare in gioco quando la realtà si fa dura. Siamo esseri umani capaci di un rapporto intenso con la vita e di diventare creativi adattandoci, anche in tempi di Covid; la libertà non è l’eliminazione della sofferenza ma è la fatica per una grandezza”

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