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Il sogno americano

 

Qualche giorno fa, oltre alle notizie scoraggianti sull’andamento del Covid19 e quelle sulle decisioni del nostro Premier, abbiamo ricevuto una comunicazione che ci ha regalato uno spiraglio di sollievo. In realtà, noi, italiani, non ne siamo direttamente coinvolti. Essa, però, ci porta a guardare  il futuro, con meno pessimismo. In America, veniva eletto il Presidente e, nel duello tra,l’ex in caricaa, Donald Trump, e il nuovo candidato, Joe Biden, ha vinto il secondo. La sua personalità è molto lontana da quella di Trump e, dopo quattro anni di discriminazioni, con discorsi alquanto sessisti, gli abitanti attendono un governatore che possa riunire un territorio difficile da gestire.

L’ altra notizia che fa brillare gli occhi delle attiviste sui diritti delle donne è l’elezione di una vicepresidente, Kamala Harris.

 

È già stato reso noto,da alcune associazioni in sostegno ai diritti delle donne che, alcune testate di quotidiani italiani, nel comunicare il genere della persona, ora, in carica, come vicepresidente, hanno utilizzato aggettivi con una connotazione quasi dispregiativa, lasciando percepire un senso di diffidenza. Senza esaminare ogni fonte, non dovremmo stupirci di quanta arretratezza in alcuni uomini, solo come sesso e non come cervello, abbia generato in loro qualche perplessità di fronte a questo cambiamento.

In attesa del 25 novembre, ovvero la Giornata Mondiale dedicata alle Donne, il popolo “a stelle e a strisce” non poteva farci un regalo migliore: sommersi da molta negatività, sui canali social, abbiamo potuto condividere l’euforia di coloro che, solo ora, si sentono pienamente liberi di esprimersi ed enorme è la soddisfazione di questo doppio traguardo, verso un’ umanità più “umana”.

 

 

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