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Quando arte e storia creano una fusione: Ar.Vi.Ma.

A Pavia, in via Nazario Sauro al civico 5 vale la pena soffermare il proprio sguardo su un edificio dall’architettura suggestiva, la cui struttura ricorda quella di una chiesa. Essa si distingue, infatti, dalle  abitazioni limitrofe per una causa ben precisa: tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, è stata la residenza dello scultore Alfonso Marabelli, nato proprio a Pavia, e della moglie, Carolina Sannazzaro, le cui origini erano, invece, liguri.

La passione per l’arte, in particolare pittorica, li accomunava e l’ultima volontà  della vedova era quella di realizzare una scuola che rispecchiasse la celebre Accademia delle Belle Arti di Brera, nella vicina Milano. Il progetto diventò realtà nel 1838 e, dopo una parentesi di sospensione, a causa di un’ordinanza podestarile nel periodo fascista, l’attività  prosegue tutt’ora. Fino al 1985 la gestione della struttura spettava al Comune della città, ma dopo alcune difficoltà  legate alla gestione, dal 5 dicembre di quell’anno un gruppo di studenti chiese di occuparsene personalmente e, ancora oggi, l’associazione AR. VI. MA., Arti Visive Marabelli, prosegue con meritato successo la realizzazione del desiderio della vedova Marabelli. Ad oggi l’associazione è partner del Comune di Pavia, la cui sezione dedicata alla cultura collabora e promuove le iniziative prodotte dalla scuola stessa.

Un ampio ventaglio di corsi è a disposizione di chiunque, compresi i principianti: corsi annualicorsi breviworkshop; a seguire, ogni categoria dispone di ulteriori opportunità. I corsi annuali richiedono molto coinvolgimento poiché si tratta di tecniche artistiche che, di norma, vengono apprese durante la formazione liceale della durata di un quinquennio: disegnoacquerellopitturaceramicascultura e restauro. Seguono, poi, i corsi brevi: fotografiafumetti e mangastreet artstoria dell’arte.

In questo momento, in cui non è possibile recarsi in sede, sono stati organizzati corsi gratuiti:

lunedì 30 novembre ore 18.00
Roberto Figazzolo
Docente Arvima Cinema e Fotografia

LEGGERE IL CINEMA,
PER CAPIRE L’IMMAGINE.
LA FOTOGRAFIA, UNO STRUMENTO
PER “VEDERE”

Scrivi a roberto.figazzolo@miapavia.it
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In poco più di un secolo di vita il Cinema ha elaborato una serie di tecniche, forme e procedimenti, che lo rendono un vero e proprio linguaggio, da conoscere e da studiare. E’ necessario, in contesti formativi come una scuola d’Arte, contribuire a creare uno spettatore nuovo, più attento e consapevole nei confronti del cinema, che sappia interpretare i segni che gli vengono dallo schermo.
La fotografia: miliardi di nuove immagini ogni anno affollano il nostro universo iconico. Per contrasto però per molti che scattano foto “la Fotografia” rimane un mistero assoluto. La scuola può avere l’ambizione assurda di provare a sfatare un mito: fotografare meglio si può.

 

giovedì 3 dicembre ore 18.00
Vinny Maio
Docente Arvima Design e ceramica

IL DESIGN E LA CERAMICA,
FORME, FUNZIONI E TEXTURE MATERICHE

Scrivi a vinnymaiodesign@gmail.com
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Proposta di un corso Arvima per il 2021: si realizzeranno opere ispirate ad artisti, designer e creativi che hanno fatto la storia della ceramica nell’architettura e nel design, apprendendo le tecniche per modellarle e quelle per colorarle. Si viaggerà sulla scia di Pablo Picasso che ha trasformato formelle e ceramiche in prodotti e oggetti, di Fontana, Melotti, Fabbri, Sottsass che hanno spinto i progettisti a tentare tecniche espressive innovative, di Giò Ponti, Antonia Campi e Fornasetti che hanno reso contemporanea l’antica tradizione ceramica italiana, di aziende come Marazzi o artisti contemporanei come Bertozzi&Casoni e Guy Van Leemput, esempi che sono ormai entrati nella nostra quotidianità.

 

lunedì 7 dicembre ore 18.00
Mauro de Carli
Docente Arvima Grafica d’arte

UN PIACERE IMMENSO

Scrivi a profdecarli@libero.it
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Proposta di un corso Arvima per il 2021: viaggio a punta di sgorbia attraverso la dimensione intimista dell’incisione. L’appuntamento vuole introdurre il mondo della pratica incisoria andando ad evidenziare quanto essa possa proiettarci in una dimensione interiore di ricerca e recupero, attraverso la dilatazione dei tempi, nelle procedure misurate, di una dimensione umana fatta di piacevolezza, libertà ed attenzione per i minimi gesti e particolari.

Il desiderio di tornare a mettersi in gioco, tra scalpelli e tinture, non manca, ma sarà il Governo a confermare quando la creatività può essre ancora condivisa in gruppo.

 

 

 

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